Fatturazione mensile, Agcm al via istruttoria. Utenti soddisfatti. Cosa può accadere

Non solo i controlli e le indagini, ma Agcm avia l'istruttoria contro gli operatori come era stato richiesto

Fatturazione mensile, Agcm al via istrut

Bollette telefoniche fatturazione mensile


La fatturazione mensile della telefonia è tornata, ma la situazione è davvero ancora complesa e si sta sviluppando su più fronti in contemporanea. Ora l'Agcm ha deciso di dare avvio all'istruttoria come richiesto della associazioni dei consumatori, confermando in aprte i sospetti e i relativi controlli avviati dalle forze dell'ordine sulle compagnie.

La vicenda della fatturazione delle bollette telefoniche mensili si arricchisce di un nuovo capitolo, forse il più pericoloso per gli stessi gestori. Il Nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza ha infatti effettuato un blitz nelle sedi degli operatori di telefonia fissa e mobile per verificare la possibile costituzione, esplicita o implicita, di un cartello. Tutto è nato in seguito all'obbligo di tornare alla fatturazione mensile rispetto alle iniziali bollette ogni 28 giorni, in grado di assicurare agli operatori telefonici una mensilità in più all'anno. Il problema non è il ritorno alle 12 bollette all'anno, ma il mantenimento dello stesso livello di prezzi. In pratica quella mensilità in più non è stata cancellata, ma distribuita nel corso dell'anno. Il sospetto di un cartelle prende le mosse dal medesimo comportamento adottato da tutti i gestori, rendendo di fatto vano il diritto di recesso e il cambio di operatore.

Possibili accordi tra le compagnie

L'operazione degli uomini della Guardia di finanza è mossa dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato per verificare possibili accordi fra operatori con lo scopo di aggirare l'obbligo di garantire agli utenti la fatturazione mensile della bolletta mensile e non più a 28 giorni. Più esattamente, a essere coinvolti dalle ispezioni sarebbero Tim, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e Asstel. Secondo l'Unione nazionale consumatori non è pensabile che l'aumento delle tariffe sia stato per tutti dell'8,6%. Non solo, ma chiede anche il rimborso degli utenti e lo storno da parte delle compagnie di quanto hanno incassato a partire dal 23 giugno dello scorso anno.

Il passaggio alle bollette mensili è stato obbligato dalle disposizioni approvate sul finire dello scorso che impongono ai gestori telefonici di tornare alle canoniche 12 bollette all'anno e non più alle disorientanti 13 con tanto di difficoltà di calcolo e di consapevolezza della convenienza. In pratica l'importo che avrebbero speso per 13 bollette viene adesso ristretto a 12 aumentando i prezzi delle tariffe per cellulari. Dinanzi alle contestazioni mosse dagli utenti, la posizione dei gestori telefonici è stata di non accoglimento: Tim ha fatto presente come la situazione non sia negativa per i consumatori perché con il nuovo regime fornisce gratis più GB per navigare sul web e un maggior numero di servizi. Fastweb sottolinea come le sue offerte siano concorrenziali. Per Vodafone non si tratta di un problema di tariffe ma di trasparenza.

Inutile il diritto di recesso

I vari gestori hanno fatto sapere che i clienti ricevono una comunicazione in fattura e possono recedere dal contratto o passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, specificando come causale del recesso "modifica delle condizioni contrattuali". Il diritto di recesso può essere esercitato gratuitamente inviando una messaggio di posta elettronica agli indirizzi di posta elettronica indicati dagli operatori o una raccomandata andata e ritorno ai rispettivi servizio clienti. Ma a cosa serve cambiare gestore se tutti applicano le stesse regole?