Fatturazione mensile, su comunicazione clienti MC diffida Vodafone e altri. Come difendersi

Per il Movimento Consumatori ci sono tutte le ragioni per una dura diffida. Anche perché Vodafone non specificherebbe agli utenti tutti i modi per esercitare il diritto di recesso.

Fatturazione mensile, su comunicazione c

Vodafone diffidata per le modalità di comunicazione


Si apre un nuovo capitolo nella partita del ritorno alla fatturazione mensile da parte degli operatori telefonici. Perché non solo viene contestato l'aumento delle tariffe a carico degli utenti, ma anche le modalità di comunicazione di questo passaggio. A essere sul piede di guerra è questa volta il Movimento Consumatori che ha formalmente diffidato Vodafone per pratiche commerciali scorrette nella comunicazione ai clienti sul ritorno alla fatturazione mensile. Resta ora da capire se ci sono le condizioni anche un provvedimento simili nei confronti di Tim, Wind, Fastweb e 3 Italia, che di fatto hanno seguito la stessa strada di Vodafone. Si ricorda che quest'ultimo è stato il primo gestore ad assumere un formale provvedimento di cambio tempistiche con successiva comunicazione ai clienti.

Vodafone diffidata per le modalità di comunicazione

Ma quali sono i punti contestati a Vodafone? Per quale motiva è scattata la diffida che si aggiunge agli esposti si altre associazioni di consumatori per le tariffe che non sono state adeguate? A detta di MC manca chiarezza ovvero l'operatore telefonico non ha correttamente spiegato che le modifiche riguardano non solo la periodicità dei rinnovi contrattuali e della fatturazione, ma anche il corrispettivo. Non solo, ma senza troppi giri di parole ritiene che sia "ingannevole" l0informazione per cui la spesa complessiva annuale non cambia. In effetti l'impegno economico richiesto agli utenti su base annuale è lo stesso. Ma con la differenza che le bollette da magari sono adesso 12 (una per ogni mese dell'anno) e non più 13 (ogni 4 settimane). Di conseguenza l'importo della tredicesima mensilità venuta meno è stata spalmata sulle altre 12.

Contestazioni anche sul diritto di recesso. Ma come fare?

Insomma, per il Movimento Consumatori ce n'è a sufficienza per presentare una dura diffida. Anche perché Vodafone - fa ancora presente il sodalizio - non specifica al consumatore come esercitare il diritto di recesso. A norma di regolamento, l'operatore deve inviare un SMS informativo che inizi con la dicitura "Modifica delle condizioni contrattuali", indicando il contenuto delle modifiche e la loro entrata in vigore con l'invito a verificarne i dettagli tramite canali divulgativi, fermo restando l'obbligo di informativa sul diritto di recesso. E che dire, si lamenta ancora l'associazione, che Vodafone non ha pubblicato alcuna informativa presso i punti vendita e sul proprio sito web, con avviso in homepage? Anche in questo caso si tratterebbe di un passaggio obbligatorio in base alle norme in vigore.

In ogni caso, gli utenti possono recedere dal contratto e passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, specificando come causale del recesso "modifica delle condizioni contrattuali". Il diritto di recesso può essere esercitato senza costi inviando una messaggio di posta elettronica a variazioni.vodafone.it o una raccomandata andata e ritorno a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 - 10015 Ivrea (TO) o un messaggio Pec a vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it.







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di Luigi Mannini pubblicato il