Rincari gas e luce: tutte i costi maggiorati e le spese del 2018 per gli italiani

Previsti aumenti anche oltre il 5% per luce e gas dal 1 Gennaio 2018. Scopriamo le vere cause e i motivi dell'aumento del costo dell'energia.

Rincari gas e luce: tutte i costi maggio

Aumento luce e gas


Gas, luce, scuola, mezzi, conti correnti, assicurazioni, sacchetti bio e alimenti preconfezionati: sono solo alcuni dei rincari in vista con il nuovo anno.

Con il 2018 ha inizio un anno di aumenti di tariffe in tutti i settori. Si inizia dall'energia elettrica e il gas, entrambi saliranno del 5% per un peso, nelle tasche delle famiglie, di oltre 100 euro in un anno. Salgono anche i pedaggi autostradali, la tassazione delle rendite finanziarie al 26% e tutta una serie di costi legati alla scuola. Aumenti in arrivo anche per i canoni telefonici, dopo il passaggio a 28 giorni e l'intervento dell'antitrust, il ripristino dei contratti dei cellulari a 30 giorni porterà in molti casi un aumento delle tariffe. Infine per chiudere il costo in più per i sacchetti bio monouso obbligatori. Unico sollievo il rinnovo, con alcune novità, dei bonus e incentivi e delle detrazioni oltre ad una serie di nuove regole della comunità europea a tutela del consumatore che entreranno man mano durante tutto l'anno oltre alla nuova direttiva italiana che dovrebbe calmierare le telefonate selvagge del call center.

Aumenti luce

Per i consumatori che ancora fanno parte dei servizi a maggior tutela l’aumento sarà del 5,3% per l’energia elettrica, il che si traduce, per una famiglia tipo che consuma 535 euro l’anno un aumento di 37 euro comprensivo di tasse sempre in un anno.

Aumenti gas

Sempre ancora per chi non è nel mercato libero, l’aumento del gas, sarà del 5%. In una famiglia tipo che consuma circa 1000 euro l’anno di gas quindi l’aumento, comprensivo di tasse, sarà di circa 50 euro.

Da ricordarsi che questi aumenti sono da considerarsi per chi è ancora nel servizio di maggior tutela, in genere chi è passato al mercato libero ha una tariffa fissa almeno per un anno pertanto non verrà variata fino allo scadere dell’anno, dopodiché l’aumento potrebbe essere anche maggiore del 5% stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico e non di poco.

I motivi degli aumenti del gas

Secondo il Codacons l’aumento è del tutto immotivato e inciderebbe notevolmente sulle famiglie, soprattutto perché un aumento nel periodo invernale è alquanto sospettoso.

Secondo il Codacons questi aumenti, le variazioni dei prezzi avvengono trimestralmente, avvengono per precise leggi di mercato: quando la richiesta aumenta il prezzo del bene aumenta. Si tratta infatti di una normale dinamica di mercato in cui c’è un aumento dei prezzi all’ingrosso del gas, stimato in circa il 4%. Un altro 1% di rincaro è motivato dalla manutenzione del gasdotto che collega i depositi olandesi all’Italia e gli adeguamenti dei costi di trasporto.

I motivi dell’aumento della corrente elettrica

Per quanto riguarda l’energia elettrica i motivi sono più complessi e causati da una moltitudine di fattori a partire dal costo della materia prima necessaria per produrre l’energia, costo aumentato di circa il 3,8%. Ma uno dei fattori più preponderanti è la scelta politica dell’Italia di allinearsi al resto d’Europa di caricare i consumatori finali dei costi di consumo elettrico e gas degli energivori, ovvero quelle grande società che consumano molta corrente per produrre beni e servizi.

Si tratta di sgravi del valore di 1,7 miliardi di euro e riguardano principalmente gli incentivi per le rinnovabili e come detto non graveranno più sulle industrie, che altrimenti andrebbero fuori mercato causando problemi più gravi per l’intera economia del paese, ma sulle famigle incidendo di circa 10 euro soprattutto sui nuclei familiari che consumano più di 1800 kWh all’anno. Il tutto causerebbe un aumento di circa il 2%.

Altri piccoli aumenti derivano dal poco rifornimento dei bacini idrici per la scarsità di pioggia dell’anno appena passato e per una manutenzione straordinarie delle centrali francesi che ci obbliga a produrre autonomamente energia, cosa che ha un costo maggiore rispetto l’energia nucleare.

E tutti gli altri  aumenti di spesa

Sono tante le voci di aumenti di costi che scatteranno il 1° Gennaio 2018 o che verranno applicate man mano durante il prossimo anno. Per bollette e autostrade l'aumento sarà immediato, per le altre voci come canoni telefonici, alimentari, trasporti e servizi bancari avverrà nei primi mesi dell'anno. Una stangata che costerà alle famiglie italiane 942 euro. Sperando almeno che le nuove leggi UE che tutelano il consumatore che veranno introdotto nel 2018 possano in qualche modo calmeriare l'aumento previsto. 

Sono previsti rincari anche per la benzina nel corso del 2018, sugli alimentari e di conseguenza anche per mangiare fuori casa. 

Rincari anche per i trasporti (di ogni genere: taxi, treni, aerei, navi, metro) e per i costi dei servizi bancari, senza dimenticare gli aumenti previsti per le tariffe dei cellulari.

A sorprendere sono i rialzi a cui saranno soggetti i prodotti che portiamo a tavola, anche quelli più comuni, dal grano ovvero dal pane e la pasta, all'olio di oliva, dal burro alle conserve alimentari fino alle uova. Le ragioni sono ben precise e fanno riferimento al clima impazzato che mette in discussione la produzione regolare. Il problema - fanno notare i sodalizi a tutela dei consumatori - è la possibile speculazione da parte dei commercianti. Da qui l'invito per consumatori e utenti finali a osservare ed evidentemente denunciare spropositati aumenti di prezzi.

Attenzione poi ai rincari, spesso sottotraccia e dunque non immediatamente individuabili, applicati dalle banche nella gestione dei conti correnti e delle assicurazioni in materia di polizze. C'è anche chi ha provato a elaborare stime sugli esborsi maggiori a cui saranno soggetti i consumatori italiani al definitivo rientro delle vacanze e dunque già in autunno. Per quanto riguarda i conti correnti si parla di una forbice tra 20 e 25 euro all'anno; sulle assicurazione il costo aggiuntivo varia da da 10 a 15 euro, sempre su base annuale. A giustificazione di quesi aggravi c'è la crisi del sistema degli istituti di credito, pagata anche dai clienti.

Da tenere sotto controllo anche le tariffe per cellulari, nella maggior parte dei casi con base 28 giorni e non più mensile. A far sentire la sua voce è stata l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che aveva puntato l'indice contro la decisione di applicare il medesimo trattamento anche alla tariffazione per la telefonia fissa. A detta dell'Agcom il criterio di fatturazione deve essere il mese per consentire all'utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati e un tempo di invarianza nel rinnovo del prezzo offerto dagli operatori. A supporto di questa indicazione aveva emanato una specifica delibera per bloccare l'estensione della riduzione del periodo del pagamento della tariffa anche alle utenze fisse. L'obiettivo - si legge testualmente - è garantire la tutela effettiva degli utenti, avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti. Tanto per essere chiari, ha paventato un aumento delle tariffe dell'8,6%.

E a proposito di bollette, che dire degli incrementi che in maniera ciclica investono il costo dell'energia elettrica e del gas sia per il consumo domestico e sia per le piccole e medie imprese? Anche in questo caso occorre non fare nulla per scontato ovvero verificare con attenzione il prezzo in relazione al consumo e procedere a una comparazione con gli altri operatori presenti sul mercato. Il risparmio finale può essere anche considerevole e dunque risultare molto conveniente.

Infine attenzione al mondo della scuola. Non sarà semplice per i genitori sottrarsi dal caro prezzi delle spese per l'istruzione dei proprio figli. Percentuali al rialzo per il costo di diari, astucci, zaini e materiale scolastico. Anche in questo caso non mancano stime ben precise: Aumento medio del 2,5% con picchi del 3,9% per gli zainetti griffati e una spesa media che, inclusi i libri di testo potrebbe superare la soglie dei 500 euro a studente. Diverso è invece il caso dei vaccini obbligatori, diventato uno dei principali argomenti di discussione nelle famiglie italiane in queste ultime settimane. L'intera operazione è infatti gratuita (i costi sono a carico dello Stato) e non è previsto alcun




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di Chiara Compagnucci pubblicato il