Roaming gratis non rispettato, multe ad operatori telefonici. E per utenti tre danni aggiuntivi

Sono tanti i problemi che stanno caratterizzando le compagnie telefoniche e il loro rapporto con i consumatori e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il punto.

Roaming gratis non rispettato, multe ad

Bolletta linea fissa ogni 28 giorni


Ci soo almeno quattro questione aperte che vedono protagonisti gli operatori telefonici e i propri clienti e che stanno provocando costi aggiuntivi spesso all'insaputa degli utenti, sia direttamente che indirettamente facendo preoccupare non poco. E chi dovrebbe controllare sembra inerme.

Non è evidentemente un periodo brillante per gli operatori telefonici. Queste ultime settimane estive si stanno infatti caratterizzando per qualche polemica di troppo in merito alla decisioni assunte dalla compagnie. Alcune in maniera pubblica, altre un po' più sottotraccia, senza grande pubblicità, con tanto di richiamo e di fascicolo aperto da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L'impressione è che la partita sia ancora aperta e sia destinata a proseguire ancora per molto tempo perché quello che si sta profilando è un vero e proprio braccio di ferro tra gli operatori desiderosi di muoversi con le mani più libere possibili e l'Autorità che monitora il comportamento. Nel mezzo ci sono appunto i consumatori che in qualche modo sono l'oggetto del contendere tra le parti. Succede in particolare:

  1. roaming per telefonate e Internet: prezzi più alti anche per chi non va all'estero
  2. bolletta linea fissa ogni 28 giorni che comporta costi più salati per i consumatori
  3. attivazione di servizi telefonici non richiesti e abbonamenti poco convenienti
  4. sicurezza del numero di telefono a rischio per la mancata volontà degli operatori a investire

Roaming per telefonate e Internet: cosa succede

In prima battuta c'è la legge da cui non si scappa e che è già in vigore. Prevede che effettuare chiamate con il cellulare, inviare messaggi di testo e navigare sul web da uno qualsiasi dei 28 Paesi dell'Unione europea non possono costare di più rispetto al Paese di provenienza. In pratica si tratta di servizi che devono essere seguire il piano tariffario originario ovvero il costo previsto dalla scheda prepagata. L'operatore può comunque prevedere somme aggiuntivi se il cliente usa il telefono più in roaming che nel suo Paese. Più precisamente si tratta di 3,2 centesimi netti al minuto per ogni chiamata vocale effettuata, 1 centesimo netto per ogni SMS, 1 centesimo netto per MB consumato. Quando ci si muove su fiumi, laghi o lungo la costa, in qualunque Paese ci troviamo, occorre che il cellulare sia connesso a una rete mobile terrestre per evitare i costi di roaming ovvero per scongiurare che il cellulare si agganci alle più dispendiose reti di trasmissione radio. Si ricorda infine come sia in vigore una deroga per gli operatori che dalla fine dei sovraccosti del roaming registrano perdite al fatturato complessivo di almeno il 3%.

Bolletta linea fissa ogni 28 giorni: 13 versamenti anziché 12

Quando gli operatori telefonici decidono di effettuare il conteggio con base 28 giorni anziché mensile e inviare la fattura a casa ogni 8 settimane anziché ogni 2 mesi significa che il consumatore alla fine dell'anno pagherà di più. Secondo l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, l'esborso sarà maggiore dell'8,6%. Mica poco. La stessa Autorità ha invitato le compagnie a rivedere questo sistema di conteggio per evitare che l'utente perda la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l'uso dei servizi. Ma evidentemente non c'è stato alcun seguito.

Attivazione di servizi telefonici non richiesti: problema diffuso

Si tratta di una cattiva abitudine che accomuna molti operatori telefonici: l'attivazione di servizi non richiesti. Che sia la segreteria telefonica o la navigazione in 4G cambia poco. La tecnica adottata è sempre la stessa: proporre la gratuità o l'estrema convenienza alle battute iniziali per poi applicare il prezzo pieno per qualcosa mai voluto. Anche in questo caso è intervenuta l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, puntando l'indice contro i servizi in browsing ovvero quelli che che prevedono la fruizione a pagamento di contenuti digitali come news, immagini, video e audio in streaming, mediante accesso ad aree a pagamento di siti web, wap, mobile Internet.

Sicurezza del numero di telefono a rischio

C'è poi un allarme da non sottovalutare: nel mirino degli hacker sono finiti i numeri di telefono, considerati la porta di accesso per azioni fraudolente. Basti vedere tutte le volte che viene richiesto per effettuare operazioni bancarie o per confermare l'identità sulle piattaforme di social network. Ma gli operatori sembrano fare poco o nulla per innalzare il livello di sicurezza perché considerata un'azione eccessivamente costosa e per la maggiore responsabilità richiesta agli utenti.