Autostrade e bollette tutti gli aumenti e ulteriori tante spese nuove con le reali cause

Sull'aumento dei costi dell'energia sono determinanti l'incremento dei prezzi all'ingrosso e l'aumento dei consumi per il freddo. Basta per placare le ire dei consumatori?

Autostrade e bollette tutti gli aumenti

Rincari di bollette e autostrade


Una serie di aumenti che non sempre hanno una spiegazione che riesce a convincere del tutto e crea non poche polemiche.

Si può parlare di stangata per via degli aumenti delle bollette e del pedaggio dell'autostrada che hanno dato il benvenuto a questo 2018? Sì, la risposta è affermativa perché da gennaio l'elettricità è più costosa del 5,3%, il metano del 5% e i pedaggi del 2,74%. Si tratta di uno scenario che si ripete ma che, al di là delle giustificazioni di rito, non sembra poggiare su solide basi motivazionali. L'economia italiana non sta infatti crescendo ai livelli sperati e anche la stessa inflazione ovvero il livello medio dei prezzi, è pressoché invariata. E né, altro particolare da non perdere di vista, i servizi offerti presentano nuove funzionalità o comunque attenzioni ulteriori per i consumatori, tali da richiedere un supplemento di spesa rispetto a quanto versato lo scorso anno. Al consumatore non resta che adeguarsi e, al massimo, protestare.

Prezzi più alti, perché?

Sull'aumento dei costi dell'energia sono determinanti l'incremento dei prezzi all'ingrosso e l'aumento dei consumi per il freddo. Ma diciamolo pure: quella che si è scatenata sui costi della luce è una sorta di tempesta perfetta che ha preso allo sprovvista alcuni tra i più accreditati esperti del settore. Il rincaro messo in conto nelle ultime settimane è stato pari al +2,5% e non certo al 5,3%, più del doppio. L'Autorità per l'energia si è giustificata parlando di nove ragioni che hanno portato a una decisa crescita dei prezzi all'ingrosso nell'ultimo trimestre. Si va dalla minore disponibilità di energia nucleare dalla Francia all'aumento delle quotazioni d'oltralpe, da una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana all'impatto dell'anno più arido degli ultimi 200 anni sulla generazione idroelettrica nazionale.

Più in generale, secondo le giustificazione ufficiali, a determinare l'aumento delle bollette della luce sono gli incrementi sia dei prezzi all'ingrosso sia dei costi per la sicurezza del sistema elettrico. E non va tanto meglio con il gas. Anche in questo caso c'è un'Autorità che regolamenta il settore e ha spiegato i motivi del rialzo. In prima battuta c'è la crescita della componente materia prima ovvero la revisione all'insù delle quotazioni del gas attese nei mercati all'ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Aumenti all'ingrosso determinati anche dal dimezzamento della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp per manutenzione. Basta per placare le ire dei consumatori?

Autostrade più costose

Anche muoversi in autostrada costa adesso di più. Come ogni fine anno il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, insieme a quello dell'Economia, definisce gli eventuali rincari sulla base dei piani industriali delle concessionarie. Sono concessi se la società che gestisce l'autostrada ha in cantiere nuove opere solitamente. C'era stato un tetto imposto dall'allora ministro Maurizio Lupi che aveva definito il massimo: 1,5% a prescindere dai reali investimenti delle singole società concessionarie. Ma se la Brescia-Padova vede un aumento della tariffa pari al 2,08% e l'Autostrada del Brennero dell'1,67%, allora le disposizioni sono state disattese.

Questa volta gli aumenti del prezzo delle autostrade non va proprio giù. E non solo perché si ripetono di anno in anno, ma anche perché in molti casi il rincaro è a doppia cifra, fino ad arrivare al caso limite del +52,69% per percorrere la RAV (Aosta-Monte Bianco). E non si capiscono le ragioni di questi continui ritocchi all'insù in un periodo in cui l'economia non è affatto florida e i servizi offerte lungo le autostrade da nord a sud, da est a ovest, non siano affatto migliorati a tal punto da rendersi necessario un aggravio dei costi. Ma c'è una semplice evidenza che mette in luce le storture di questi ennesimi aumenti di fine anno: i rincari delle tariffe autostradali sono maggiori dell'inflazione e del tasso di crescita del Pil. Significa allora che siamo davanti a un regalo ai concessionari pagato dai contribuenti?

Secondo l'Unione nazionale dei consumatori, si tratta però di aumenti inaccettabili con un impatto devastante sui pendolari. L'aggiornamento delle tariffe delle autostrade è deciso dal Ministero dei Trasporti. In base all'inflazione del paese e al recupero degli investimenti, ogni concessionaria autostradale avanza la sua richiesta, ma spetta al Mit la parola finale.

I vari aumenti

In ogni caso c'è ben poco da fare perché la revisione dei prezzi è già realtà. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell'Economia e delle Finanze si affrettano a precisare che l'incremento, in conformità alla convenzione unica, include il recupero del 70% dell'inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti. Sarà, ma le medie dell'adeguamento tariffario di competenza di Autostrade per l'Italia e Sias sono rispettivamente pari all'1,51% e al 3,02%. Abbiamo voluto vederci chiaro per capire l'effettivo aumento dei costi tratta per tratta e la fotografia scattata è la seguente:

  1. Asti-Cuneo invariata
  2. ATIVA (Tangenziale di Torino, Torino-Quincinetto, Ivrea-Santhià e Torino-Pinerolo) +1,72%
  3. Autostrade per l'Italia +1,51%
  4. Autostrada del Brennero +1,67%
  5. Autovie Venete +1,88%
  6. Brescia-Padova +2,08%
  7. Consorzio Autostrade Siciliane invariata
  8. CAV (autostrade Venete) +0,32%
  9. Centro Padane (Piacenza-Brescia) invariata
  10. Autocamionale della Cisa (A15) invariata
  11. Strada dei Parchi (A24 e A25) +12,89%
  12. Autostrada dei Fiori (Torino-Savona e Savona-Ventimiglia) +0,98%
  13. Bre.be.mi. (Brescia-Bergamo-Milano): +4,69%, TEEM +2,70% Pedemontana Lombarda +1,70%
  14. Milano Serravalle Milano Tangenziali +13,91%
  15. Tangenziale di Napoli +4,31%
  16. SALT (Società Autostrada Ligure Toscana) +2,10%
  17. RAV (Aosta-Monte Bianco) +52,69%
  18. Autostrade Meridionali (A3 Napoli Pompei Salerno) +5,98%
  19. Torino Savona +2,79%
  20. SATAP Tronco A4 Torino-Milano +8,34%
  21. SATAP Tronco A21 Torino-Piacenza +1,67%
  22. SAV Quincinetto Aosta invariata
  23. SITAF Torino Bardonecchia +5,71%

Prezzi reali dell'autostrada

Si ricorda che la rete del gruppo Sias comprende le concessionarie Satap (A4 Torino-Milano ed A21 Torino-Piacenza), Salt (Sestri Levante-Livorno, Viareggio-Lucca e Fornola-La Spezia), Autostrada dei Fiori (Savona-Ventimiglia), Autocamionale della Cisa, Sav (Quincinetto-Aosta), Ats (Torino-Savona), Asti-Cuneo, Ativa (Tangenziale di Torino, Torino-Quincinetto, Ivrea-Santhià e Torino-Pinerolo), Sitaf (Frejus, Torino-Bardonecchia), Sitrasb (Gran San Bernardo), Tangenziale di Milano e Brescia-Bergamo-Milano. A ogni modo, tradotto in euro e andando al di là dei numeri, questo è l'aggravio di spesa per gli automobilisti italiani che viaggiano in autostada e tangenziali:

  1. Carisio Balocco (km 7,6): da 0,90 a 1,00 euro
  2. SATAP A4 Rondissone Santhià (km 46): da 5,50 a 5,90 euro
  3. Novara Est Rondissione (km 99): da 11,80 a 12,70 euro
  4. Casei Girola Tortona (km 15): da 0,90 a 1,00 euro
  5. Tortona Binasco (km 54): da 3,20 a 3,60 euro
  6. Binasco Milano Ovest: da 1,30 a 1,40 euro
  7. Milano Ghisolfa Rondissone: da 15,60 a 16,80 euro
  8. Prato Est Firenze Ovest: invariato
  9. Firenze Sud Firenze Scandicci: da 1,10 a 1,20 euro
  10. Roma Nord Orte: da 4,40 a 4,50 euro
  11. Lodi Milano Sud: da 2,30 a 2,40 euro
  12. Milano Est Bergamo: da 3,40 a 3,50 euro
  13. San Cesareo Roma Sud: da 1,10 a 1,20 euro
  14. Roma Est Tagliacozzo (km 69): da 7,30 a 8,20 euro
  15. Avezzano Roma Est (km 96): da 10,10 a 11,30 euro
  16. Roma Est Teramo (km 167): da 17,50 a 19,60 euro

E ulteriori aumenti

Nello studio del Codacons si stima che il 2018 porterà con sè, per le famiglie italiane, una spesa maggiore di 942 Euro. I rincari annunciati infatti non riguardano solo quelli del circa 5% sia per le bollette della luce e del gas, ma anche gli aumenti dei pedaggi autostradali e l'introduzione dei costi per i saccheti della spesa nei supermercati.

Sono tante le voci di aumenti di costi che scatteranno il 1° Gennaio 2018 o che verranno applicate man mano durante il prossimo anno. Per bollette e autostrade l'aumento sarà immediato, per le altre voci come canoni telefonici, alimentari, trasporti e servizi bancari avverrà nei primi mesi dell'anno. Una stangata che costerà alle famiglie italiane 942 euro. Sperando almeno che le nuove leggi UE che tutelano il consumatore che veranno introdotto nel 2018 possano in qualche modo calmeriare l'aumento previsto. 

Sono previsti rincari anche per la benzina nel corso del 2018, sugli alimentari e di conseguenza anche per mangiare fuori casa. 

Rincari anche per i trasporti (di ogni genere: taxi, treni, aerei, navi, metro) e per i costi dei servizi bancari, senza dimenticare gli aumenti previsti per le tariffe dei cellulari.

A sorprendere sono i rialzi a cui saranno soggetti i prodotti che portiamo a tavola, anche quelli più comuni, dal grano ovvero dal pane e la pasta, all'olio di oliva, dal burro alle conserve alimentari fino alle uova. Le ragioni sono ben precise e fanno riferimento al clima impazzato che mette in discussione la produzione regolare. Il problema - fanno notare i sodalizi a tutela dei consumatori - è la possibile speculazione da parte dei commercianti. Da qui l'invito per consumatori e utenti finali a osservare ed evidentemente denunciare spropositati aumenti di prezzi.

Assicurazioni, conti correnti e banche

Attenzione poi ai rincari, spesso sottotraccia e dunque non immediatamente individuabili, applicati dalle banche nella gestione dei conti correnti e delle assicurazioni in materia di polizze. C'è anche chi ha provato a elaborare stime sugli esborsi maggiori a cui saranno soggetti i consumatori italiani al definitivo rientro delle vacanze e dunque già in autunno. Per quanto riguarda i conti correnti si parla di una forbice tra 20 e 25 euro all'anno; sulle assicurazione il costo aggiuntivo varia da da 10 a 15 euro, sempre su base annuale. A giustificazione di quesi aggravi c'è la crisi del sistema degli istituti di credito, pagata anche dai clienti.

Attenzione anche alle tariffe per cellulari e alle spese per la scuola

Da tenere sotto controllo anche le tariffe per cellulari, nella maggior parte dei casi con base 28 giorni e non più mensile. A far sentire la sua voce è stata l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che aveva puntato l'indice contro la decisione di applicare il medesimo trattamento anche alla tariffazione per la telefonia fissa. A detta dell'Agcom il criterio di fatturazione deve essere il mese per consentire all'utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati e un tempo di invarianza nel rinnovo del prezzo offerto dagli operatori. A supporto di questa indicazione aveva emanato una specifica delibera per bloccare l'estensione della riduzione del periodo del pagamento della tariffa anche alle utenze fisse. L'obiettivo - si legge testualmente - è garantire la tutela effettiva degli utenti, avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti. Tanto per essere chiari, ha paventato un aumento delle tariffe dell'8,6%.

E a proposito di bollette, che dire degli incrementi che in maniera ciclica investono il costo dell'energia elettrica e del gas sia per il consumo domestico e sia per le piccole e medie imprese? Anche in questo caso occorre non fare nulla per scontato ovvero verificare con attenzione il prezzo in relazione al consumo e procedere a una comparazione con gli altri operatori presenti sul mercato. Il risparmio finale può essere anche considerevole e dunque risultare molto conveniente.

Infine attenzione al mondo della scuola. Non sarà semplice per i genitori sottrarsi dal caro prezzi delle spese per l'istruzione dei proprio figli. Percentuali al rialzo per il costo di diari, astucci, zaini e materiale scolastico. Anche in questo caso non mancano stime ben precise: Aumento medio del 2,5% con picchi del 3,9% per gli zainetti griffati e una spesa media che, inclusi i libri di testo potrebbe superare la soglie dei 500 euro a studente. Diverso è invece il caso dei vaccini obbligatori, diventato uno dei principali argomenti di discussione nelle famiglie italiane in queste ultime settimane. L'intera operazione è infatti gratuita (i costi sono a carico dello Stato) e non è previsto alcun




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di Chiara Compagnucci pubblicato il