Buoni fruttiferi postali, rendimenti minori di quanto scritto per tanti italiani. Come recuperare i soldi

A mettere un punto su questa vicenda ovvero alla possibilità che l'importo rimborsato sia inferiore rispetto a quello stampato ci ha pensato la Cassazione.

Buoni fruttiferi postali, rendimenti min

Buoni fruttiferi postali, rendimenti più basso

Poste Italiane sta riconoscendo un rendimento più basso alla riscossione dei buoni fruttiferi postali rispetto a quanto indicato sul retro degli stessi titoli. Gli interessi corrisposti sono stati calcolati con tassi ridotti rispetto a quelli messi nero su bianco. È davvero possibile? E come ottenere la differenza? Ebbene, la questione sta adesso tornando al centro dell'attualità perché numerosi risparmiatori italiani si stanno adesso trovando in questa situazione, ma già in passato è stata la Corte di Cassazione chiama a pronunciarsi su questa vicenda perché sempre più possessori di buoni fruttiferi postali si stanno vedendo rimborsare un importo inferiore a quello previsto.

Buoni fruttiferi postali, rendimenti più basso

A mettere un punto su questa vicenda ovvero alla possibilità che l'importo rimborsato sia inferiore rispetto a quello stampato ci ha pensato la Corte di Cassazione con una recente sentenza. A detta dei giudici, la determinazione dei tassi di interesse effettuata dai decreti ministeriali è prevalente rispetto a quella indicata sul buono fruttifero postale.

Quest'ultimo è uno strumento garantito dallo stato italiano, senza costi di sottoscrizione e soggetto a una tassazione agevolata del 12,5% sugli interessi maturati. Acquistabili anche con un investimento minimo di 50 euro, hanno un rendimento annuo dallo 0,1% al 2,25%, in base alla scadenza del titolo e al rimborso della cifra investita.

Come recuperare i soldi, la sentenza

E anche se i risparmiatori si stanno rivolgendo alle associazioni dei consumatori per ottenere la differenza, è bene precisare come non è affatto semplice riuscire a riscuotere quanto indicato. Al momento dell'incasso viene infatti chiesto al risparmiatore di sottoscrive una quietanza con cui riconosce di aver ricevuto quanto gli spetta per capitale e interessi, senza più nulla chiedere. In linea di massima, lo strumento finanziario dei buoni fruttiferi postali è consigliato per chi preferisce investimenti a basso rischio: permette di guadagnare una piccola cifra a rischi quasi nulli.

La Corte, nel motivare il rigetto nel merito dell'appello, ha rilevato che il codice postale prevedeva che le variazioni del tasso di interesse, disposte con

decreto del Ministro dell'Economia riguarda anche i buoni di vecchia emissione. Inoltre la norma in questione prevedeva che gli interessi sarebbero stati corrisposti sulla base della tabella che doveva ritenersi integrata con quella messa a disposizione dei risparmiatori dagli uffici postali e predisposta in base alle variazioni del tasso di interesse disposte con decreto del Ministro dell'Economia.

Sul sito di Poste Italiane è sempre possibile consultare tutti i piani aggiornati. La Corte distrettuale ha poi richiamato l'orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui i buoni postali fruttiferi sono titoli di legittimazione e prevalgono le successive determinazioni ministeriali in tema di interessi. Di conseguenza le variazioni medio tempore del tasso di interesse disposte con decreti ministeriali comportano un'integrazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il