Carta di credito clonate, banche non rimborsano più soldi in alcuni casi. Come difendersi

La richiesta di rimborso per via della clonazione delle carta di credito passa dalla compilazione del modulo di disconoscimento di operazioni con carta di pagamento.

Carta di credito clonate, banche non rim

Carta di credito clonate con Otp

Anche le certezze sono desinate a venire meno. Il riferimento va alle carte di credito clonate ovvero agli acquisti effettuati all'insaputa del proprietario. Se fino a questo momento non sembravano esserci dubbi sul rimborso da parte della banca che ha emesso la carta di credito - naturalmente dietro presentazione dei documenti richiesti, come la denuncia alle forze dell'ordine - il precedente che ha coinvolto un cliente Unicredit rimette tutto in discussione. Si tratta di un caso da conoscere con attenzione sia perché è molto comune e quindi può potenzialmente coinvolgere un numero imprecisato di utenti e sia per la risposta della banca che non si addebita responsabilità

Carta di credito clonate, quando le banche non rimborsano

La richiesta di rimborso per via della clonazione delle carta di credito passa dalla compilazione del modulo di disconoscimento di operazioni con carta di pagamento. In pratica viene chiesto di indicare numero e tipologica della carta (credito, debito, prepagata), la filiale che l'ha emessa, il conto corrente sulla quale è appoggiata. La procedura è standard per tutte le banche, ma l'esito non è affatto scontato.

A raccontarlo è il mensile Il Salvagente che riferisce del caso di una presunta negazione del rimborso perché l'operazione sarebbe stata effettuata attraverso l'utilizzo delle credenziali di commercio elettronico sicuro, con la digitazione del codice generato dallo strumento di Otp (One-time password ovvero la password valida solo una sola volta) in possesso del proprietario.

Oggetto della contestazione è il pagamento di un acquisto per 1718,26 euro, di cui il correntista ha ricevuto il canonico SMS sul cellulare. Non solo dichiara di non aver mai utilizzato la carta di credito per quella transazione ma speiga che suo Opt sarebbe chiuso in un armadio di sicurezza a prova di utilizzo. Unicredit non avrebbe voluto sentire ragioni con la conclusione che con l'introduzione i codici Otp, funzionante mediante invio con sms della password dinamica sul numero di cellulare che ha validato l'operazione, le banche non rimborsano più i truffati.

Cosa stabiliscono le norme 2019

A rendere il quadro più complicato per il possessore della carta di credito ci sono le parole dell'Authority bancaria finanziaria, secondo cui nei casi di clonazione, in cui il titolare disconosce operazioni effettuate, vale il principio secondo cui - in presenza di carte di pagamento dotate di avanzate caratteristiche di sicurezza e di altre circostanze relative ai tempi e alle modalità di utilizzo - sussiste una presunzione di colpa a grave a carico del cliente sul quale incombe l'onere di provare la clonazione.

Di più: l'ipotesi della clonazione viene esclusa quando l'intermediario dimostra che le operazioni sono state autenticate tramite appositi presidi con la corretta digitazione del Pin e dell'Otp e non emergono circostanze da rendere plausibile l'ipotesi della clonazione. La sola strada percorribile resta solo quella del ricorso per cercare di dimostrare i profili tecnici e informatici della vicenda.

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di Luigi Mannini pubblicato il