Carte di credito, aumentano frodi. E spesso se ne sta subendo una senza saperlo. Come difendersi

Il numero di truffe legate alle carte di credito non solo è in aumento, ma gli stessi malintenzionati si stanno dimostrando sempre più fantasiosi.

Carte di credito, aumentano frodi. E spe

Truffe carte di credito in aumento


Sono le statistiche aggiornate del Ministero dell'Economia a rivelare come le truffe carte di credito siano in costante aumento e coinvolgono sia i consumatori finali e sia gli stessi istituti di credito. Naturalmente a loro insaputa ovvero se ne rendono conto solo con un pericolo ritardo. Di recente c'è ad esempio il report di Abi Lab sulle frodi Internet e Mobile Banking nel contesto italiano, da cui emerge che il 78,6% ha rilevato almeno un episodio di frode identitaria a danno di clienti Retail. Il fenomeno maggiormente rilevato corrisponde al furto di credenziali di accesso ai servizi di Internet e Mobile Banking, mentre i casi di furto o falsificazione dell'identità cartacea sono stati segnalati dal 59,1% del campione. E naturalmente ci sono le truffe che coinvolgono le carte di credito, le più ambite dai malintenzionati per la possibilità di effettuare prelievi e pagamenti all'infinito, o quasi.

Truffe carte di credito in aumento

Il punto di partenza è allora chiaro: il numero di truffe legate alle carte di credito non solo è in aumento, ma gli stessi malintenzionati si stanno dimostrando sempre più fantasiosi e tecnicamente capaci da escogitare frodi sempre diverse ed efficaci. Se in origine (ma la tecnica è molto usata anche adesso) c'era solo il phishing ovvero l'invio di messaggi di posta elettronica fasulla, adesso c'è spazio per i dispositivi skimmer, per la truffa dello sim swap o per la manomissioni degli hotspot Wi-Fi per ottenere i dati personali con l'obiettivo di conquistare il possesso della carta di credito. E come rivelano le recenti indagini della polizia postale, le vittime di frodi legate a una carta di credito si accorgono in forte ritardo del raggiro, spesso su segnalazione della banca, anch'essa in ritardo.

Diventa allora importante capire come difendersi. A iniziare da due punti fermi: diffidare dalle comunicazioni che non sono sicure al 100% e contattare subito la società emittente nel caso di addebito fraudolento sull'estratto conto della carta di credito.

Le prime frodi passavano dalle telefonate di raggiro, ma con la crescita delle carte di credito dotate di chip EMV (Europay Mastercard Visa), la tecnica più comune - anche perché economica, rapida e anonima - è quella delle email con cui i truffatori chiedono ai destinatari di aggiornare i dati personali per ricevere le nuove carte con il chip. E che dire della truffa dell'hotspot Wi-Fi senza password? Basta collegarsi e accedere alla carta online per mettersi in una condizione di rischio. Il punto critico è proprio questo: basta che il pirata informatico venga in possesso dei dati della carta di credito ed è fatalmente in grado di commettere una frode.

Come difendersi dalle frodi

Se il consigli di base è stare sempre in guardia, i consigli utili per difendersi sono di contattare la società che ha emesso la tua carta di credito, cambiare le password su Internet e i pin e tenere monitorate le attività legate alla carta. Se la tecnica utilizzata per la frode carta di credito è quella del phishing via web occorre prestare molta attenzione all'indirizzo email dal quale proviene il messaggio così come all'indirizzo e-al quale il messaggio invita a trasmettere i dati richiesti. Nei casi di phishing più banali si tratta di indirizzi di posta elettronica non coerenti con il testo del messaggio.

Altri indizi utili per scoprire un tentativo di truffa si possono ricavare da un esame accurato del testo perché spesso contiene errori vistosi di grammatica e di solito viene utilizzato un linguaggio impreciso o un tono colloquiale non conforme a una comunicazione istituzionale. Oppure si fa riferimento ad atti inesistenti o si invita il destinatario a eseguire procedure inconsuete. Nei casi più sofisticati, il pirata informatica può cercare di indurre in errore inviando un messaggio identico a quelli che di solito sono spediti dagli interlocutori istituzionali.