Chi compra Btp, Bot e Titoli Stato pagherà meno tasse. Ecco cosa sono i Cir. Vantaggi e svantaggi

Per chi conserva i titoli fino a scadenza sono previste la non imponibilità dei rendimenti, una deduzione del 23% sul massimo di 3.000 euro annui e l'irrilevanza Irpef.

Chi compra Btp, Bot e Titoli Stato paghe

Vantaggi e svantaggi dei Cir

Il governo ha individuato lo strumento e la formula per contrastare preoccupazione e pericoli ovvero la crescita dello spread che sta tormentando i sogni di risparmiatori e governanti e la fuga degli investitori internazionali. Lo strumento è quello dei Cir e la chiave per il successo è stata individuata nei benefici fiscali: meno tasse a chi compra titoli di Stato. Cosa sono allora i Cir e chi li può comprare? Le persone fisiche residenti in Italia possono costituire Conti individuali di risparmio nei quali far confluire titoli di Stato finalizzati allo sviluppo delle infrastrutture e della competitività del Paese e dotati di vantaggi fiscali per i detentori privati.

Vantaggi e svantaggi dei Cir rispetto ai Btp

Ci sono comunque alcuni limiti ben precisi da rispettare. Nei Cir ciascuna persona può infatti investire fino a 3.000 euro l'anno e non più di 90.000 euro nel complesso. Lo strumento, a livello nazionale, è studiato per non eccedere complessivamente i 15 miliardi di euro ciascun anno. C'è poi un aspetto interessante dal punto di vista fiscale e che rappresenta un chiaro vantaggio rispetto ai Btp. Per chi conserva i titoli fino a scadenza il progetto dei Cir prevede un regime fiscale favorevole: la non imponibilità dei rendimenti, una deduzione del 23% sul massimo di 3.000 euro annui e l'irrilevanza Irpef delle eventuali plus e minusvalenze.

Il regolamento dei Conti individuali di risparmio prevede la perdita di ogni beneficio fiscale in caso di cessione del titolo prima della scadenza e il divieto in ogni caso delle vendite allo scoperto, del prestito, della concessione in garanzia. Quanto contenuto nei Cir non è soggetto a pignoramento o sequestro. Non si applicano inoltre imposte di donazione e successione ed è possibile farsi finanziare con un pegno sui titoli di stato nel limite del 50% dell'importo investito nei Cir.

Ma le banche sono ancora prudenti

Da parte loro, le banche stanno mostrando un atteggiamento di cautela rispetto all'introduzione di questa possibilità. E le ragioni sono facilmente individuabili. Con i Cir avrebbero solo il ruolo di gestire l'attività di custodia dei titoli e non sarebbero più protagonista della scena come adesso. Vale poi la pena ricordare ai tempi della lira, le dimensioni della quota dei titoli di Stato italiani posseduta dai risparmiatori italiani era al 40% circa del debito, oggi è pari al 5%, circa 90 miliardi di euro. Segno del cambiamento dei tempi, certo, ma anche del diverso orientamento degli italiani rispetto alle migliori opzioni per custodire i risparmi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il