Clona carta di credito per farsi ricariche telefoniche: 56enne denunciata

Il modus operandi era ben architettato: clonare la carta di credito e utilizzarla per effettuare ricariche telefoniche sul proprio numero di cellulare.

Clona carta di credito per farsi ricaric

Clona carta di credito per ricariche telefoniche


Ricarica oggi, ricarica domani ed ecco che un 56enne veneta di Sant'Ambrogio di Valpolicella, nel Veronese, è stata scoperta e denunciata per indebito utilizzo, falsificazione, alterazione carte di credito. Perché il modus operandi ricostruito dall'autorità giudiziaria era ben architettato: clonare la carta di credito e utilizzarla per effettuare, forse un po' imprudentemente, ricariche telefoniche sul proprio numero di cellulare. Anzi, per i carabinieri della stazione di Lecce è stato proprio questo il passaggio che ha permesso di risalire all'autore. Un 46enne salentino aveva infatti denunciato l'accaduto e, ricarica dopo ricarica, i militari dell'Arma sono risaliti alla cittadina veneta. Uno dei primi consigli per facilitare il controllo delle movimentazioni del conto corrente ovvero accertarsi che le transazioni siano quelle personalmente effettuate, sono utili gli strumenti di notifica delle operazioni svolte.

Come difendersi dalle truffe delle carte di credito

Ed ecco allora che è indispensabile alzare la soglia di attenzione quando ci sono di mezzo le carte di credito. Sono infatti costantemente prese di mira, come dimostra questo episodio, da malintenzionati. Per cercare di ridurre i rischi ci sono alcuni piccoli ma preziosi suggerimenti, come aggiornare costantemente sistema operativo e software del PC; controllare con buona frequenza le movimentazioni del conto corrente; diffidare di qualunque richiesta di dati; fare riferimento solo a update ufficiali; installare solo programmi di cui è possibile verificare la provenienza; non cliccare su link presenti su email e SMS; scrivere l'indirizzo web della banca direttamente l'indirizzo nella barra di navigazione; verificare l'autenticità della connessione con la banca; diffidare dagli invita a scaricare documenti e programmi; fare attenzione a peggioramenti delle performance del PC.

Home banking e carte di credito

Quando si tratta di home banking e carte di credito, è bene sapere che la banca non chiede mai informazioni relative a carte di pagamento, chiavi di accesso all'home banking o altre informazioni personali ricevute su qualsiasi canale digitale. L'autenticità della connessione con la banca è facilmente verificabile controllando il nome del sito nella barra di navigazione. Se è presente, è sufficiente cliccare due volte sull'icona del lucchetto o della chiave in basso a destra nella finestra di navigazione e verificare la correttezza dei dati visualizzati. Mai scaricare nulla di cui non si è sicuri perché i file potrebbero contenere malware che si installano sul computer.

Di conseguenza è importante mantenere antivirus e antispyware aggiornati ed effettuare periodiche scansioni dell'hard disk. Fare quindi attenzione a eventuali rallentamenti o apertura di finestre non richieste o a qualsiasi modifica improvvisa delle impostazioni di sistema, che possono indicare intrusioni indesiderate. E se l'infezione è conclamata, nel caso di problemi o anomalie nei servizi di home banking è per importante rivolgersi alla propria banca.

Sembrava scomparso, ma è di nuovo tornato al centro dell'attenzione nelle truffe telefoniche il sì estorto falsamente per fare acquistare servizi e prodotti di dievrsi tipi. E si aggiungono ulteriori frodi, ma anche nuovi sistemi per difendersi. Ecco cosa fare sia prima che dopo se si è caduti in questa truffa del finto sì.

E le truffe dell'anno...il sì telefonico

Ritorna la truffa del sì telefonico per poter far sottoscrivere contratti di ogni tipo da quelli telefonici e quelli di luce e gas, ma anche di altri servizi in abbonamento da call center che sono davvero truffaldini.

Il sistema è semplice, durante la telefonata, spesso anche proprio inizialmente, si cerca di far dire un sì al proprio interlocutore. Chiedendo ad esempio, il nome e cognome se è esatto, se si è la persona giusta in casa che si occupa di quel determinato argomenti, se si è già abbonati ad uno o all'altro operatore.

In quel momento appena arriva il fatidico sì, la truffa è fatta. In quanto, poi, con dei semplici programmi software, i call center montano le chiamate e creano delle conversazioni completamente da zero dove si fa finta che ci sia una registrazione dove vi sia il consenso per l'acquisto di un prodotto o di un servizio 

Quando si vede arrivare la chiamata da un numero sconosciuto, si può decidere anche di non rispondere, ma spesso lo si fa, comunque, per ogni evenienza del caso. A questo punto, però, occorre fare attenzione se si evde un numero sconosciuto di essere pronti che potrebbe essere una telefonata commerciale da un call center e, quindi, mai usare il fatidico sì, ma tutte una altra serie di espressioni.

Se si dovesse cadere nella truffa, si può fare recesso entro 15 giorni, ma se il contratto arriva più tardi a casa per posta o non si fa subito il recesso, si può cercare, spesso con l'aiuto di una associazone dei consumatori, di spiegare l'accaduto al servizio commerciali dell'azienda che eroga il servizio che di solito da in appalto le attività commerciali per trovare nuovi clienti e segnalare e spiegare la vicenda. Molti brand hanno così rimborsato i clienti, annullato i falsi contratti e rotto i rapporti con i call centra truffaldini, denunciandoli a loro volta.

Se neppure l'azienda erogatrice del servizio presta ascolto, sempre con l'ausilio di una associazione dei consumatori, si può individuare il call center e farsi mandare la registrazione della telefonata.
Questa sarà poco chiara, ma un eperto informatico potrà individuare che il sì detto ha sempre il solito tono, è sempre quello falso iniziale dalla prima telefonata e questo varrà come prova in tribunale dove si potrà chiedere non solo il risarcimento ma anche i danni.

avendo luogo in tutta Italia con importanti riscontri di truffe e irregolarità ai danni dei consumatori.

E...truffe alle pompe di benzina

Proliferano le truffe sulla benzina in tutta Italia e questa volta è successo in Puglia scoperte dalla Guardia di Finanzia che sta facendo operazioni in ogni regione e che vanno a colpire sia le industrie petrolifere ma anche i cittadini
Sono stati fatti poco meno di 140 controlli su altrettante pompe di benzina e distributori e sono state trovate 27 impianti irregolari che praticavano diverse tipologie di truffa e in diversi altri casi i costi non erano ben indicati potendo essere sfruttati per ulteriori truffe che i magistrati dovranno appurare dopo le segnalazioni dei Finanzieri. Sette persone sono state denunciate. Sono stati ritirati in quanto probabilmente alterati circa 4mila litri di carubrante

Truffe più diffuse

Le forze dell'ordine in Puglia come nel resto delle regioni stanno facendo quete verifiche proprio perchè numerosi cittadini e associazioni di consumatori stanno sottolinenado diverse irregolaritià. I controlli vanno da tutta la pompa, ai tir e alle cisterne. Tutte le attività avvengono in collaborazione con le Camere di Commercio. 

Le truffe sono le più svariate. Si va dall'allungare la benzia con acqua e tiplogie di olio differente, truffando anche le imposte, in quando si dichiara meno caraburante acquistato e se ne vende falsamente di più oltre che chiaramente i consumatori fino a quelle dove i prezzi nei cartelloni all'ingresso della pompa sono minori di quelli effettivamente praticati all'interno del distributore. E poi ci sono anche coloro che sono proprio intervenuti sulle pompe stesse e i meccanisimi di erogazioni facendo apparire dei dati falsi sempre ovviamente a loro favore

Come abbiamo detto queste truffe avvengono in tutta Italia e bisogna fare la massima attensione come hanno ricordato anche le forze dell'ordine nel presentare questi risultati.

 




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di Luigi Mannini pubblicato il