Come stanno andando i Btp Italia nell'attesa dell'emissione del nuovo Btp Italia Novembre 2022

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Come stanno andando i Btp Italia nell'at

Btp Italia: come stanno andando

In questo momento a offrire rendimenti elevati sono i Btp Italia. Facciamo il punto della situazione sull'andamento attuale e su cosa aspettarsi nel prossimo futuro.

L'attenzione dei risparmiatori italiani è duplice. Da una parte è puntata sull'emissione del nuovo Btp Italia di novembre, dall'altra il focus è sugli attuali Btp Italia per via del momento particolare che il Paese sta attraversando, caratterizzato in prima battuta dall'aumento dell'inflazione che non si registrava da 40 anni. Inevitabile allora domandarsi come conviene procedere ovvero dove si trova la convenienza tra i Btp Italia e quelli che potremmo definire tradizionali.

  • Btp Italia: come stanno andando

  • Verso l'emissione del nuovo Btp Italia di novembre

Btp Italia: come stanno andando

La prima informazione da mettere in evidenza è quella dell'Eurostat ovvero la centrale statistica dell'Unione europea, secondo cui nell'area dell'Unione europea, l'inflazione registrata è stata pari al 10,9%, che scende al 9,9% nei Paesi che aderiscono alla moneta unica. Dalle nostre parti, l'Istat registra un aumento dei prezzi su base annua dell'8,9%.

Un altro indicatore da osservare da vicino è lo spread ovvero il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi. Secondo la più recente rilevazione, al momento in cui scriviamo è a quota 202,9 punti base con una riduzione di 32 punti base del rendimento del decennale italiano.

Sul fronte del risparmio, per la conservazione del capitale reale al netto dell'inflazione, i Btp Italia continuano a rappresentare una opzione da tenere in considerazione. Per capire come stanno andando, è innanzitutto utile sapere che il mese di ottobre fa registrare una maxi cedola superiore al 4% semestrale. Il rendimento su base annua di queste emissioni è di circa l'8%.

In pratica si tratta di una quota sufficiente per salvaguardarsi dall'aumento del costo della vita. Il tutto senza dimenticare che sono 4 le emissioni di questo tipo: i Btp Italia con scadenza aprile 2023, ad aprile 2024, a ottobre 2024 e a ottobre 2027.

Le quotazioni dei Btp tradizionali sono diminuite per via della crescita dei rendimenti di mercato. Tuttavia, la loro remunerazione è ancora più bassa rispetto alle supercedole dell'8% annuo garantite in questo momento dai Btp indicizzati all'inflazione.

Per fare un esempio, al 21 ottobre, il Btp ad 8 anni, il titolo con scadenza 1 agosto 2030 offre il 4,50. Rispetto al Btp Italia di pari scadenza del 28 giugno 2030: rispetto all'attuale 8% circa di interessi pagato dal Btp Italia nel 2022, quello tradizionale offre appunto un rendimento del 4,5% appunto, un valore che tuttavia è di oltre il 3% inferiore rispetto alla remunerazione del Btp indicizzato al costo della vita italiana.

Verso l'emissione del nuovo Btp Italia di novembre

Dal punto di vista pratico, il Ministero dell'Economia ha annunciato per questo mese di novembre i nuovi Btp Italia con rendimento e capitale agganciato al tasso dell’inflazione italiana. Per decidere quale dei titoli sia più conveniente tra i Btp Italia e quelli tradizionali, occorre stimare il tasso di inflazione futura.

Sicuramente interessanti sono le valutazioni di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, per cui, una strategia prudente - ha spiegato al settimanale l'Economia - potrebbe essere quella di coprirsi dal rischio di persistenza di inflazione relativamente elevata nel breve, abbinando l'acquisto di un Btp Italia con scadenza entro i 2-3 anni con un Btp a tasso fisso con scadenza a medio termine.

Dopodiché, affinché il Btp Italia con rendimento agganciato all'inflazione risulti più conveniente rispetto ai Btp tradizionali di pari scadenza, ai rendimenti, occorrerebbe che il tasso di inflazione italiana media superi il 2,2% annuo per i prossimi 8 anni. Per l'esperto, su di un orizzonte breve permane il rischio di un'inflazione persistente elevata anche in Italia, soprattutto vista l'incertezza dell'evoluzione sul fronte energetico. Su di un arco di tempo più prolungato la partita potrebbe invece essere tutta da giocare.