Conti correnti 2019 aumenti su canone annuo gestione e commissioni operazioni a inizio di quest'anno

Rimane sempre in piedi la possibilità di cambiare banca, ma non è affatto detto che la nuova soluzione si rivela più conveniente alla luce degli aumenti generalizzati.

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Conti correnti più cari nel 2019

Avete mai letto le condizioni fino in fondo le condizioni contrattuali dei conti correnti delle banche? Anche le modifiche unilaterali che di tanto in tanto sono proposte. Poca conta che si tratti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Unione di Banche Italiane (Ubi), Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), Banco Bpm, Bper Banca, Banca Nazionale del Lavoro (Bnl), Crédit Agricole Cariparma, Banca Popolare di Milano o Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Perché l'aumento in questo 2019 è realtà. Il nuovo anno inizia con il piede sbagliato per i correntisti ovvero i titolari di un conto corrente nelle banche operanti in Italia perché tra canone annuo e costi di commissioni per le operazioni, i costi sono aumentati. E lo sono diventati a tal punto che c'è chi, senza troppi giri di parole, parla di stangata. E in effetti, alla luce di questa ondata di rialzi da parte delle banche fisiche e quelle online, le riflessioni sono inevitabili.

Conti correnti più cari nel 2019

Accennavano alle condizioni contrattuali delle banche non a caso perché tra le fine dello scorso anno e l'inizio di questo 2019, la maggior parte degli istituti di credito italiano - oltre a quelli citati sono compresi Banca Popolare di Sondrio, Credito Emiliano, Banca Piccolo Credito Valtellinese, Banco di Sardegna, Deutsche Bank, Banca Popolare di Bari, Banca Sella, Unipol Banca, Cassa di Risparmio di Firenze, BCC di Roma - sta inviando le lettere di modifica unilaterale del contratto. Certo, rimane sempre in piedi la possibilità di cambiare banca, ma non è affatto detto che la nuova soluzione si rivela più conveniente alla luce degli aumenti che coinvolgono praticamente tutti gli istituti. Basta sfogliare le voci di spesa che compongono un contratto per farsi un'idea. Ma proviamo a fare un esempio concreto per capire meglio in cosa consistono e soprattutto a quanto ammontano gli aumenti tra canone annuo e costi di commissioni.

Esempio di aumenti dei costi del conto corrente

C'è Ubi Banca, ad esempio, che nella sua lettera di modifica unilaterale del contratto comunica che per un conto corrente base con spese pari a 18,40 euro viene applicato un aumento di 16,35 euro ul costo gestione. E allo stesso tempo per l'aumento delle spese per le singole operazioni passa da 0,50 a 0,60 euro. Si badi bene, nonostante gli aumenti, si tratta di condizioni di mercato buone considerando che altre banche applicano spese allo sportello di 2-3 euro con aumenti proporzionale e dunque maggiori.

Le voci di cui tenere conto per verificare eventuali aumenti dei costi di gestione del conto corrente sono i bonifici online, il canone annuo carta di credito, il costo accredito stipendio, i versamenti di contati e assegni, il movimento allo sportello, il canone annuo carta di debito, i bonifici disposti allo sportello, il prelievo Atm altra banca, il canone annuo, il prelievo Atm propria banca, il prelievo contante allo sportello, il costo assegno singolo, il prelievo Ue, il costo singolo per domiciliazione utenza, il movimento online.