Conti correnti: troppi soldi tenuti sopra, i rischi crescono. Lista banche più a rischio e sicure

Conservare troppi risparmi nel proprio istituto di credito può rivelarsi un fatale errore perché i tempi sono cambiate e le incertezze sono tante.

Conti correnti: troppi soldi tenuti sopr

Meglio non tenere troppi soldi conto corrente


Tenere troppi soldi sul conto corrente non sempre conviene e, anzi, con le attuali leggi e con quelle possibili che sta studiando l'Ue potrebbero esserci rischi ancora maggiori. Certo, non ci sono neppure grandi oppurtunità di investimento e soprattutto sicure. Nel frattempo sono state aggiornate le banche più sicure e quello meno, più a rischio se non di fallimento, ma di avere, comunque problemi.

In questo contesto di insicurezza rispetto alle banche e alla loro solidità e ai conti correnti, sempre più cari e con costi aggiuntivi se non nascosti, ecco che scatta l'allarme dal tenere troppi soldi nei forzieri del proprio istituto di credito. Sono insomma lontani i tempi in cui le banche offrivano la massima garanzia, al di là dei costi di gestione del conte corrente. E se c'è un primo rischio di cui tenere conto è proprio quello del fallimento della banca. Sono i fatti d'attualità a dimostrare come si tratta di una eventualità per nulla da escludere. Stando alle regole in vigore, esiste una lista di soggetti a cui rivalersi nel caso di crac. E tra questi rientrano anche i correntisti, sebbene non ai primissimi posti. E poi, in quanto hanno notato che non solo sono spariti gli interessi, bassi o bassissimi che siano, ma depositare denaro è addirittura una operazione in perdita. Succede anche per l'inflazione ovvero l'aumento del livello medio dei prezzo, che provoca una perdita di potere d'acquisto.

Conti correnti: meglio non tenere troppi soldi sul conto corrente

Non solo il rischio fallimento della banca e l'inflazione con cui fare i conti, c'è poi un altro aspetto che dovrebbe scoraggiare i correntisti dal tenere troppi soldi in banca: la crisi economica che non è affatto finita alla spalle. Significa che il governo, questo o quelle futuro, potrebbe decidere di applicare una tassazione supplementare una tantum a carico degli intestatari di conti più sostanziosi. In passato è già successo e non è affatto da escludere che questo scenario possa replicarsi. Naturalmente l'auspicio è che non accada mai ovvero che il Paese torni a crescere in misura significativa e non con impercettibili variazioni decimali. A dominare è l'incertezza dei tempi e fare previsioni è sempre piuttosto complicato. Mettersi al riparo da pericolosi scenari è invece un'operazione più semplice.

E allora, cosa fare? Quali le alternative dal tenere troppi soldi in banca?

Se gli affari vanno particolarmente bene o comunque c'è una tendenza al risparmio individuale e familiare, ci sono comunque alcuni preziosi suggerimenti di base per evitare spiacevoli sorprese dal tenere troppi soldi in banca. In prima battuta è utile distribuire i propri guadagni in più depositi. Non necessariamente è indispensabile attivare un altro conto corrente bancario, ma affidarsi ai più economici conti deposito. E a proposito di fallimenti di banche, siccome le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi sono chiamate a contribuire se l'importo del conto corrente è superiore a 100.000 euro, meglio non superare questa soglia ovvero distribuire l'eccedenza in altri depositi. Al di là dei conti, ci sono anche altre forme di risparmio o di investimento, come i titoli di Stato o le obbligazioni, purché emesse da banche sicure.

Tra le ultime analisi su banche sicure e banche a rischio fallimento, sempre al centro dell'attenzione e costantemente oggetto di aggiornamenti, si registra quella dell'Università Bocconi. La graduatoria tiene in considerazione la stabilità degli istituti di credito operanti nel nostro Paese ed è stilata sulla base dell'indicatore Cet1 ovvero del rapporto fra il capitale di qualità e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni: Bper 13,80%, Credem 13,70%, Intesa Sanpaolo 12,70%, Banca Popolare di Milano 12,30%, Mediobanca 12,27%, Credito Valtellinese 11,78%, Unicredit 11,49%, Ubi Banca 11,48%, Cariparma 11,40%, Banca Carige 11,40%, Popolare di Sondrio 11,09%, Deutsche Bank 9,25%, Monte dei Paschi di Siena 8,17%.

Un altro tetto di cui tenere conto è 1.345,56 euro. Si tratta di una cifra non individuata a caso in quanto è la soglia al cui raggiungimento può scattare il pignoramento del conto corrente di lavoratori dipendenti e pensionati. Se si rimante al di sotto di questa cifra non si corre alcun rischio. E poi, se la giacenza media annua non raggiunge i 5.000 euro è possibile usufruire di alcune facilitazioni, come il mancato pagamento dell'imposta di bollo.