Conti correnti: Stato meno controlli e crescono rischi. E costi aumentano per tutti

Il costo medio per la gestione dei conti correnti è più alto a settembre rispetto ai mesi scorsi. Sono tante le voci a cui prestare attenzione.

Conti correnti: Stato meno controlli e c

Costi conti correnti più alti


La ragione principale degli aumenti da ricercare nella generale stagnazione dei tassi di interesse in Europa che restano ai minimi storici. Questo significa che gli istituti di credito guadagnano pochi soldi sia investendo nei titoli di Stato, sia attraverso l’attività di prestito.

Il ritorno dalla pausa non si rivela piacevole per i correntisti italiani che hanno trovato la sorpresa dell'aumento dei costi di gestione dei conti correnti italiani. Non tutti ovvero non tutte le banche hanno portato all'insù le spese già da questo mese di settembre, tuttavia si tratta di una tendenza registrata un po' ovunque. E se proviamo ad allargare lo sguardo scopriamo come nell'arco di quattro anni i costi per le famiglie con operatività media siano aumentati del 22%. Percentuali al rialzo anche per pensionati con media operatività (228 operazioni nell'arco di un anno), per i giovani e i conti correnti ritagliati su misure, per famiglie con alta operatività e per pensionati con bassa operatività. Il problema è anche un altro: perfino l'impegno di spesa richiesto sui conti correnti online - quelli che fanno riferimento ai vari Ing Direct, Hello Bank, Webank, Widiba, IwBank, Fineco, Sella, Chebanca - è aumentato. Solo frutto della crisi?

Costi conti correnti più alti ma controlli limitati

Sono i numeri a rivelare come gli accertamenti in banca da parte dell'Agenzia delle entrate siano calati anche in maniera pronunciata. A meravigliarsi in maniera pubblica è stata la stessa magistratura contabile, secondo cui è sorprendente un arretramento così radicale, tenuto conto che l'accertamento supportato da indagini finanziarie si è rivelato molto efficace in termini di maggiore imposta accertata. C'è chi spiega come l'allentamento della morsa nonostante l'utilizzabilità di strumenti già attivi, sia da ricercare nella fiducia sugli adempimenti spontanei grazie ai nuovi incentivi. Probabilmente un primo bilancio potrà essere tracciato solo sul fine dell'anno.

Quali sono allora i conti correnti più convenienti?

In questo quadro di costi costantemente al rialzo e di controlli che lasciano a desiderare, occorre comunque trovare una soluzione ovvero quel conto corrente che permette di risparmiare. Premettendo come i costi varino anche in base ai servizi offerti, possiamo scattare una fotografia dei costo medio dei conti correnti per le famiglie con media operatività:

  1. Banca Nazionale del Lavoro: costo medio 151,95 euro
  2. Credem: costo medio 138,64 euro
  3. Crédit Agricole Cariparma: costo medio 175,15 euro
  4. Ubi: costo medio 92,10 euro
  5. Unicredit: costo medio 169,35 euro
  6. Intesa Sanpaolo: costo medio 187,80 euro
  7. Monte dei Paschi di Siena: costo medio 131,90 euro
  8. Banca Popolare di Milano: costo medio 113,26 euro
  9. Carige: costo medio 158,86 euro
  10. Poste Italiane: costo medio 85,15 euro

Gli indicatori di riferimento sono richiesta elenco movimenti allo sportello, bonifico allo sportello con addebito in conto, bonifico online altra banca, prelievo di contanti allo sportello, spese per canone annuo carta di credito, tasso massimo passivo in assenza di fido, tasso passivo nominale massimo, prelievo bancomat su altra banca, prelievo bancomat su altra banca, utenze allo sportello con addebito in conto, tasso attivo minimo, bonifico allo sportello in contanti, canone annuo carta di credito, tasso attivo minimo, bonifico online su altra banca. Tra i servizi offerti obbligatoriamente è compresa anche l'emissione della carta di debito ovvero del bancomat.

Diverso è il caso del conto corrente base pensato per poche e semplici operazioni, come ricevere un bonifico. Può essere gratuito ovvero a costo zero, ma ci sono requisiti da rispettare. Pensato per dare una maggiore tutela e minori costi soprattutto alla fasce svantaggiate, il conto non può essere utilizzato per operazioni di gestione del risparmio ma è uno strumento per operazioni di base. Tutti i prestatori di servizi a pagamento devono offrire questa possibilità, indicando un numero predefinito di operazioni annue a fronte di un canone di ammontare ragionevole e in linea con la finalità perseguita dell'inclusione finanziaria. Anzi, per alcune fasce di consumatori, considerati socialmente svantaggiati, come i pensionati sotto i 18.000 euro di reddito e coloro che hanno un Isee di 8.000 euro, il nuovo conto non può prevedere alcuna spesa.