Conto corrente cointestato moglie e marito, genitori-figli o conviventi. Regole in vigore

Come funzionano i conti correnti cointestati e tipologie esistenti: come funzionano e nuove regole in vigore da seguire

Conto corrente cointestato moglie e mari

Conto cointestato moglie marito genitori figli conviventi


Il conto corrente che permette di gestire i propri soldi, per accrediti di stipendi o pensione, e di effettuare diverse operazioni come pagamenti, bonifici, versamenti, ecc, può essere anche cointestato, cioè permettere a più persone di accedervi regolarmente per effettuare le solite operazioni previste dai conti correnti.

Per aprire un conto corrente cointestato servono i documenti dei titolari, come una copia della carta di identità e il codice fiscale, mentre nel caso in cui si voglia poi chiuderlo servono le firme di entrambi i soggetti se si tratta di un conto corrente a firma congiunta o anche di uno solo dei titolari nei casi di conti a firma disgiunta.

Esistono, infatti, i conti correnti a firma congiunta, che permettono ai titolari di operare sul conto stesso e di mettere in atto un sistema di controllo tramite la controfirma in modo che le varie movimentazioni siano autorizzate solo se tutti i soggetti intestatari hanno apposto la loro firma per consentirle, u metodo decisamente efficace per ogni genere di controllo; e a firma disgiunta, in cui ogni singola persona titolare del conto ha la piena libertà di far ciò che vuole, effettuare pagamenti, prelievi, bonifici senza necessaria autorizzazione da parte dell’altro titolare del conto.

Conto corrente cointestato moglie e marito: regole

La formula più diffusa di conto corrente cointestato è quello tra moglie e marito: anche in questo caso le regole in vigore variano a seconda che si tratti di conto corrente a firma congiunta o disgiunta e nel caso di separazione dei coniugi il conto corrente deve essere sciolto o ne viene conferita unica proprietà ad uno dei due coniugi.

Nella maggior parte dei casi, quando il conto viene sciolto il saldo presente viene diviso in parti uguali, ma se uno dei due coniugi dimostra di aver contribuito maggiormente alla creazione del saldo stesso, la cifra può essere più alta per lui piuttosto che per l’altro coniuge.

Nel caso, invece, di decesso di uno dei soggetti, alla scomparsa del cointestatario, il conto a firma congiunta viene di fatto congelato in attesa di individuare gli eredi legittimi e tocca poi agli eredi approvare tutte le operazioni proposte sul conto. In caso di firma disgiunta, invece, nell’attesa di individuazione degli eredi legittimi, l’altro coniuge titolare del conto potrà operare liberamente sul conto, senza dover necessariamente chiedere autorizzazioni a procedere a nessuno.

Conto corrente cointestato genitori e figli: regole

Altro caso frequente di conto corrente cointestato è quello tra genitori e figli e anche in questo caso, come in tutti gli altri casi di conto cointestato, valgono le regole previste per i conti correnti a firma congiunta o disgiunta. Quando, però, un conto corrente è intestato tra un genitore e un figlio, all’eventuale scomparsa del primo il denaro va diviso con gli altri eredi.

In particolare, il 50% del saldo del conto spetta al contitolare e l’altro 50% viene diviso tra tutti gli eredi, compreso anche il figlio contitolare del conto se anch’egli erede, secondo le rispettive quote, ma se gli altri eredi provano che la cointestazione era fittizia, e che cioè il genitore non voleva donare una parte del conto ma solo agevolare le operazioni allo sportello, il denaro va diviso tra tutti gli eredi secondo le rispettive quote. Se, però, il contitolare dimostra che la cointestazione esprimeva la volontà di donare l’intero conto corrente, allora l’intero saldo è del contitolare.

Stando a quanto recentemente stabilito dalla Cassazione, cointestare un conto corrente a una persona è una donazione a tutti gli effetti, a meno che non si dimostri che lo scopo perseguito dalle parti era un altro e la donazione era solo fittizia. Così, se un padre nomina come contitolare del conto anche il figlio, quest’atto comporta lo spostamento della proprietà del 50% dei soldi a figlio stesso.

Ma se dovessero sorgere delle contestazioni tra i due, si potrebbe sempre dimostrare che la donazione era finalizzata a uno scopo diverso e ulteriore come, per esempio, quello di aiutare il padre nelle operazioni allo sportello che a causa dell’età non riesce a svolgere da solo.

Conto corrente cointestato conviventi: regole

Insieme a marito e moglie, ultimamente sono sempre anche le coppie di fatto di conviventi che decidono di aprire conti correnti cointestati e anche in tal caso si può scegliere tra conti correnti a firma congiunta e conti correnti a firma disgiunta.

Anche nel caso dei conviventi, le cifre del conto cointestato sono di tutti gli intestatari e ognuno ne ha la piena disponibilità e in caso di scomparsa di un intestatario l’altro ha la facoltà di agire liberamente solo sulla metà della cifra contenuta nel conto. Il vantaggio di un conto corrente cointestato è dato dal fatto che, rispetto a due conti singoli, le spese di gestione sono minori e solitamente permettono di richiedere una carta di pagamento per ciascun intestatario.