Conto corrente, congelamento e riscossione automatiche. Quando e come. E difendersi

Tra gli italiani si avverte dunque quell'esigenza di tutelare i propri risparmi, anche quelli depositati nelle carte prepagate e nel libretto postale.

Conto corrente, congelamento e riscossio

Quando si può bloccare il denaro


Occorre dividere la problematica del blocco di denaro e di liquidità del conto corrente sotto due aspetti importanti. Il primo riguarda il blocco dei conti e il prelievo automatico da parte delle autorità a livello, ad esempio, di sanzioni non pagate o simili. Il secondo per una potenziale patrimoniale. Ecco le regole attuale sui risparmi
 

Continua a essere caldissimo il fronte fiscale e dei conti correnti degli italiani perché da qui a fine anno sono attesi i provvedimenti che entreranno in vigore nel 2019. Ecco che l'attenzione si è improvvisamente spostata su quando si può bloccare il denaro o prelevare in automatico, sul coinvolgimento di carte prepagate e del libretto postale, ma anche su come aprire un conto corrente estere. Si tratta di due situazioni sono apparentemente slegate tra di loro. Anche perché, pur senza che sia stato esplicitamente sostenuto da alcun esponente dell'esecutivo, sembra che in ballo ci sia anche l'introduzione di una patrimoniale che andrebbe a colpire i patrimoni anche non particolarmente ricchi. C'è chi non esclude che possano essere coinvolti coloro che hanno depositi superiori alla soglia di 100.000 euro. Ma siamo solo alle battute iniziali di una questione destinata a incendiarsi con la fine dell'anno.

Quando si può bloccare il denaro su conto corrente

Tra gli italiani si avverte dunque quell'esigenza di tutelare i propri risparmi, anche quelli depositati nelle carte prepagate e nel libretto postale perché le turbolenza dell'economia suggeriscono di adottare tutte le cautele del caso. Sono diverse le circostanze per cui può essere bloccato il denaro su conto corrente. Ad esempio nel caso di debiti con il fisco. In questo caso non c'è bisogno dell'ordinanza dell'autorità giudiziaria in quanto la cartella esattoriale dell'Agenzia delle entrate è già un atto esecutivo. Una volta ricevuta la cartella, ci sono 60 giorni per mettersi in regola, altrimenti scatta il blocco e il prelievo di quanto depositato sul conto. Situazione simile in caso di debiti nei confronti di privati o di imprese, che però devono ottenere un'ordinanza dal giudice. Il blocco scatta anche in caso di scoperto ovvero se è in rosso e l'intestatario continua a utilizzare fondi che non ha.

Medesima situazione se non paga le rate di un finanziamento. Obiettivo della banca è tutelare dal rischio di insolvenza ed evitare che si aggravi la situazione di indebitamento del correntista. Se la situazione si normalizza, l'istituto di credito sblocca il conto. Se sul conto confluiscono somme derivanti da redditi diversi da stipendi, pensione e assimilabili, è possibile bloccare la totalità del denaro sul conto. Se però il conto è cointestato il pignoramento agisce sul 50% delle somme depositate. Infine, i correntisti hanno l'obbligo di presentarsi in filiale per firmare un questionario sui dati sensibili in seguito alle norme antiriciclaggio. Nel caso in cui non ottemperi a questo obbligo entro 60 giorni dalla notifica da parte della banca, rischia il blocco del conto corrente.

Conto corrente all'estero?

Aprire un conto corrente estero è una buona idea? Ricordando come si stratta di un'operazione libera purché si utilizzi un canale tracciabile per spostare i fondi ovvero una banca o un altro intermediario finanziario, occorre far presente come sia previsto il pagamento dell'Ivafe, l'imposta sui valori finanziari all'estero, che prevede un'aliquota del 2 per mille sull'ammontare del deposito.