Criptomonete, ecco dove si fanno e realizzano in Italia concretamente

di Luigi Mannini pubblicato il
Criptomonete, ecco dove si fanno e reali

Questi luoghi vengono considerati come delle vere e proprie miniere

Investire in criptomonete sta diventando sempre meno conveniente anche in Italia, a causa dei costi elevati dell’energia elettrica ed è anche per questo che la produzione privilegia altri paesi

C’era una volta, e non stiamo parlando di chissà quanto tempo fa, il periodo in cui le criptomonete avevano quasi del tutto monopolizzato il dibattito. Al punto tale che chi non masticava almeno qualche rudimento della materia, veniva considerato quasi figlio di un dio minore. Al di là delle battute, oggi questo scenario non sembra più rispondere alla realtà. Investire in criptomonete, infatti, sta diventando sempre meno conveniente anche in Italia, a causa dei costi elevati dell’energia elettrica ed è anche per questo che la produzione privilegia Paesi come l'Islanda o la Svizzera, seppure esistano due eccezioni. A Milano, nei pressi del Duomo e a Calenzano ad appena 27 chilometri a nord di Firenze. È arrivato adesso il momento di vedere dove si fanno e si realizzano le criptomonete in Italia.

Dove si fanno concretamente le criptomonete in Italia

Forse pochi sanno che anche in Italia esistono luoghi dove le criptomonete si fanno concretamente. E invece, proprio in un momento storico in cui non appare così conveniente investire in questo tipo di valuta, anche a causa dell’aumento dei costi dell’energia elettrica che si riversa direttamente sul prodotto finale, il Belpaese offre ancora due eccezioni a questa regola. La prima è ubicata nei pressi del Duomo a Milano. Si tratta della start up Criptomining ha due sedi. Dopo nemmeno due anni di vita la società, nata anche grazie ad una raccolta di crowdfunding, produce utili e non ha nessuna intenzione di recedere.

Anzi: i fondatori pensano di ampliare gli orizzonti e guardare oltre Milano. La seconda invece si trova ad appena ventisette chilometri da Firenze, ovvero a Calenzano. Il capannone è diviso in diversi ambienti che ospitano i lavoratori impegnati a pieno regime tra centinaia di macchine e decine di ventole che raffreddano e scavano tra codici criptografici e stringhe di dati. Si chiama Bitminer factory, ed è un’azienda del Gruppo Angeli, che in Toscana opera da quaranta anni nelle costruzioni civili ed industriali e nell’ingegneria per i sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, specializzato nella costruzione di mining farm in Europa.

Dove si producono concretamente le criptomonete

Scantinati e garage, ovvero quei luoghi che fino a poco tempo venivano adibiti per lo più ad officine, diventano oggi i laboratori di coloro che producono concretamente le criptomonete. Come fossero vere e proprie miniere. La Bitminer factory, ovvero la società che mette a disposizione gli spazi dove altre imprese, singoli o professionisti possono esercitare l'attività di estrazione di ogni tipo di criptovaluta con il proprio hardware, sta vivendo un momento d’oro. La mission originaria era quella di resettare le macchine e previa la cessione di una percentuale sule criptomonete prodotte. L'obiettivo è quello di rendere la blockchain sostenibile sul fronte energetico e dell'impatto ambientale, accorpando l'azione del mining a fonti di energia rinnovabili.