Difendere risparmi da spread. E verità degli interventi reali dell'esecutivo. Molto contenuti

Il primo suggerimento è non assumere decisioni avventate e dettate dai sentimenti del momento. Non liquidare i Buoni del tesoro, come l'istinto suggerisce.

Difendere risparmi da spread. E verità d

Tutelare i risparmi con lo spread


Importnate è difendere i propri risparmi dallo spread e capire come investire ora, ma anche come guadagnarci. Ma nello stesso tempo occorre anche capire che fra tanti annunci e parole gli interventi dell'esecutivo saranno assai minori e più contenuti di quello prospettato.
 

Il periodo è di quelli turbolenti perché l'annuncio del governo italiano di fissare al 2,4% il rapporto tra deficit e Pil per finanziare la manovra ha provocato il temuto aumento dello spread. Si tratta del differenziale di rendimento fra i bond decennali di Italia e Germania ovvero un concetto economico che sembra molto distante dalla vita di tutti i giorni. Ma non per chi ha la necessità di tutelare i risparmi nella tempesta dei mercati ovvero da chi, ad esempio, ha accesso un mutuo con un tasso variabile. E allora, comportarsi considerano che il settore bancario torna a essere sotto pressione: dopo il 7,3% lasciato sul terreno nella seduta di venerdì, ha fatto segnare un'altra seduta negativa. E con ogni probabilità, altre ne arriveranno alla luce della scontata bocciatura della manovra da parte dell'Europa.

Tutelare i risparmi con lo spread al rialzo

Ci sono due date da segnare sul calendario perché rappresentano altri snodi in grado di scombussolare i mercati. Un periodo in cui i fondi speculativi abituati iniziano a lucrare e i risparmiatori a disperarsi per la riduzione del valore di azioni e obbligazioni. In prima battuta entro il 15 ottobre il governo deve presentare a Bruxelles la legge di Bilancio per sottoporla al vaglio comunitario. Come anticipato, il pollice in giù è pressoché scontato. A ruota il 20 ottobre l'esecutivo presenta in Parlamento il disegno di legge di Bilancio. Il 30 novembre la commissione europea esprime un primo parere sulla manovra con numeri alla mano. Infine la manovra deve essere approvata dalle Camere entro la fine dell'anno. L'altro appuntamento segue a ruota la presentazione a Bruxelles della legge di Bilancio.

A fine mese è infatti atteso un test importante con il giudizio delle agenzie di rating Standard & Poor's e Moody's sul merito di credito del Paese. Le agenzie di rating sono società che assegnano giudizi o valutazioni - definiti rating - riguardanti la solidità e la solvibilità di una società, o anche uno Stato, emittente titoli sul mercato finanziario. Le più conosciute a livello internazionale sono Standard & Poor's, Moody's Investor Service e Fitch Ratings. E anche in questo secondo caso non è afftto detto che il giudizio sia positivo con tutto ciò che ne consegue sui mercati e sullo spread. Cosa fare allora per tutelare i propri risparmi? Un premessa è indispensabile: la turbolenza coinvolge solo il mercato italiano e di conseguenza chi ha investito fuori dai confini nazionali nell'ottica della diversificazione del rischio ha poco da temere.

Dopodiché il primo suggerimento è non assumere decisioni avventate e dettate dai sentimenti del momento. Le scelte si fanno a bocce ferme nel periodo di bonaccia. Detto in termini pratici, non liquidare i Buoni del tesoro, come l'istinto suggerisce. Anche perché la crescita dello spread e dei rendimenti può essere vista, con il titolo a scadenza e incassando le cedole, un'occasione per migliorare il guadagno ovvero renderlo più elevato rispetto a quanto visto negli ultimi cinque anni.

Ci si può guadagnare

Con lo spread al rialzo di 300 punti o 284 come ha chiuso oggi, se una persona vuole guadagnare può farlo. In tre modi diversi. La prima è comprare un Btp. Più lunga è la scadenza più avrà un tasso di interesse alto e un valore nominale basso e se arriverà alla scadenza avrà un guadagno in ambe due i sensi. Altrimenti pwer rischiare meno, può comprare ora un fondo di medio lungo termine e avrà un buon guadagno quando lo spread scenderà a 200 o ancora meno lasciando tutto nelle mani dei gestori.
L'altra possibilità è fare un mordi e fuggi. Mettiamo di comprare ora un Btp il suo valore nominale potrebbe essere di 94 o 97 (per fare un esempio), comunque sotto la parità. Se lo spread diminuirà il Btp avrà un valore man mano più alto e sfruttando questo differenziale si può guadagnare. 
Certo è da sottolineare che in tutti i casi, tranne il primo in cui si porta a fine corso, si può anche perdere se lo spread continuerà ad alzarsi sopra la cifra comprata e si decide di vendere la propria posizione. 
Nel primo caso si perde solo in un caso, ma si perde l'intera cifra investita, ovvero se l'Italia fallisce

Prestiti

Per i prestiti in corso o mutui con tasso fisso non cambia nulla se lo spread si alza o si abbassa. Tutto cambia se il prestito ha tasso variabile. Ma la verità è che i tassi applicati dalla banca non cambiano subito, ma circa in 6 mesi, ovvero goni 6 mesi vengono aggiornati. Quindi per avere un rialzo dei tassi del proprio prestito o mutuo a tasso variabile occorre che lo spread rimanga così alto per almeno 4-5 mesi.

Per quanto riguarda le quotazioni in tempo reale dello spread si possono trovare qui

Quali sono gli interventi realmente fattibili dopo i vari cambiamenti e gli ultimi sviluppi che ci sono stati?

Occorre dire prima di tutto che rimane la flat tax, ma che dovrebbe cambiare. Stando a quanto riportano le ultime notizie, la flat tax, letteralmente una tassa piatta che prevederà un'unica aliquota di pagamento per redditi fino ad una certa soglia, partirà dalle piccole imprese per cui sarà previsto un prelievo fisso del 15% che, secondo le previsioni, dovrebbe interessare oltre un milione di italiani. La prossima Legge di Stabilità 2019 prevede, quindi, la prima fase di introduzione della flat tax tramite l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato di imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani, che vale 1,5 miliardi. E, secondo quanto ipotizzato da una bozza del Def, fino alla fine della legislatura si potrà arrivare alle due aliquote del 23% e del 33%

Al momento, dunque, la flat tax, secondo le ultime notizie, dovrebbe valere per le partite Iva fino a 60mila euro per cui sarebbe prevista un’aliquota unica di pagamento al 15%, mentre nella prima versione della flat tax era prevista una seconda aliquota per i ricavi da 60 a 100mila euro, poi scomparsa. In particolare, le due aliquote inizialmente fissate dalla Lega sarebbero state del 15% per redditi fino a 80mila e del 20% per redditi oltre gli 80mila euro e sarebbe stata prevista un’aliquota unica al 15% per le partite Iva e le piccole imprese fino a 100 mila euro di ricavi o compensi l’anno; e un’aliquota al 5% per le start up e per le persone che abbiano meno di 35 o più di 55 anni. Ciò che la flat tax così come approvata porterà sarà l’applicazione dell’aliquota al 15% fino a 60 mila euro di ricavi.

Si san ben poco sui criteri del reddito di cittadinanza al momento. Ad ora si sa che consterà di un assegno mensile del valore di 780 euro da erogare a chi dimostra vivere in condizioni economiche davvero difficili ma a condizione che dimostri anche di essere impegnato nella ricerca attiva di un nuovo lavoro. Secondo alcune indiscrezioni l'isee familiare dovrebbe essere sotto ai 9-10mila euro, senza però contare il valore della casa. Chi ha una casa propria ne prenderà la metà. Come si vede c'è solo un inizio di reddito di cittadinanza, non di più.

Le ultime notizie relative, invece, alla novità per le pensioni di quota 100 inserita nel Def e da approvare con la prossima Legge di Bilancio non specificano però come sarà effettivamente formulata la quota 100. Rispetto alla iniziale versione che prevedeva una base di partenza di 64 anni di età e 36 anni di contributi, potrebbe infatti prevede anche un’età inferiore per l’uscita, a 62 anni di età cioè e 38 anni di contributi. Ma, novità da tempo in circolazione, potrebbe prevedere anche penalità per chi deciderà di andare in pensione prima, cosa che comunque non renderebbe sempre conveniente l’uscita prima con il nuovo sistema di quota 100.

In merito alle penalità resta ancora da stabilire di quale entità saranno: stando alle ultime e ultimissime notizie, infatti, la penalizzazione potrebbe essere dell’1,5% per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima rispetto alla soglia dei 67 anni necessari per la pensione di vecchiaia dal prossimo anno; o dello 0,5-1%; o si potrebbe prevedere un calcolo della pensione esclusivamente con sistema contributivo dei contributi versati dal 1995. E infatti, si pensa di fare uscire 400mila persone.

Occore, poi, andare al capitolo detrazioni. E' probabile una rimodulazione delle spese sanitarie, universitarie dei figli, degli interessi per i prestiti sulle case che dovrebbe scendere dal 19% al17%. Ma alcuni potrebberoe ssere cambiati del tutto e ridotti come le detrazioni sulle ristrutturazioni e sulle case. E questo comporterà, dunque, un aumento delle imposte diminuendo le detrazioni possibili.