Euro digitale, la svolta è attesa per ottobre (e perché è così importante per tutti)

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Euro digitale, la svolta è attesa per ot

L'euro digitale non sostituirà la valuta fisica. Sarà complementare a essa. Facciamo il punto della situazione sulla base degli ultimi aggiornamenti.

Il futuro delle transazioni finanziarie digitali in Europa è rappresentato dall'euro digitale. L'instabilità dei valori e i casi di frode hanno sollevato interrogativi sulla validità delle criptovalute come forme d'investimento e innovazione finanziaria. Questo scenario ha aperto la strada a alternative quali l'euro digitale. La Commissione europea sta elaborando un progetto di regolamento che conferirà alla Banca centrale europea il potere di gestire una moneta digitale europea.

L'euro digitale sarà infatti controllato autonomamente dalla Bce e sarà accessibile direttamente attraverso portafogli digitali, offrendo ai cittadini un nuovo mezzo per gestire il proprio denaro. Sebbene possa condividere alcune caratteristiche con le criptovalute, si differenzia per la regolamentazione. Alcuni esperti considerano questa iniziativa una vera rivoluzione, ma occorre precisare che l'euro digitale non sostituirà la valuta fisica. Sarà complementare a essa. Vediamo quindi:

  • Arriva la rivoluzione dell'euro digitale
  • Importante svolta a ottobre per l'euro digitale

Arriva la rivoluzione dell'euro digitale

L'euro digitale rappresenta una deviazione dai tradizionali prodotti creditizi e strumenti d'investimento e si configura come una svolta sia in termini di utilizzo rispetto alla moneta fisica sia perché sarà immune dalle fluttuazioni associate alle criptovalute. L'introduzione dell'euro digitale consentirebbe per la prima volta ai cittadini di depositare direttamente i propri fondi nella Bce, bypassando le istituzioni bancarie commerciali. L'obiettivo non è la sostituzione della moneta fisica, ma la sua integrazione. L'euro digitale coniugherebbe l'efficienza di uno strumento di pagamento digitale con la sicurezza di una valuta virtuale sotto il controllo della banca centrale.

L'euro digitale opererebbe su una piattaforma simile a quella dei Bitcoin, basata sulla tecnologia blockchain, e sarebbe custodito in portafogli digitali. A differenza delle criptovalute tradizionali, verrebbe emesso e gestito in modo centralizzato attraverso database gestiti dalla banca centrale, dal governo o da società terze autorizzate, sebbene tali dati siano registrati su registri blockchain pubblici. Al contrario delle valute legali emesse dalle banche centrali, le criptovalute non sono emesse da un'autorità centralizzata, ma il loro valore è determinato da scambi e transazioni in valuta digitale. La natura speculativa delle criptovalute le rende volatili e soggette a fluttuazioni imprevedibili, aspetto che non caratterizzerà l'euro digitale.

Restano interrogativi riguardo all'aspetto della governance delle blockchain. Le blockchain rappresentano la forma più avanzata di intelligenza distribuita che costituirà la base dell'Internet del futuro, noto come "metaverso". La questione relativa a chi abbia il controllo e la supervisione delle blockchain è simile a quella riguardante il controllo di Internet: coinvolge tutti e nessuno allo stesso tempo.

Importante svolta a ottobre per l'euro digitale

L'euro digitale sta per compiere un passo avanti nel suo sviluppo. Fabio Panetta, membro del Comitato Esecutivo della Banca centrale europea, ha dichiarato davanti alla Commissione per i Problemi Economici e Monetari del Parlamento Europeo che siamo prossimi alla conclusione della fase di analisi e studio. Ha sottolineato che ci sono stati progressi dallo scorso ottobre 2020 e che tra un mese si prevede di definire il percorso futuro. L'obiettivo, dopo aver raccolto i pareri di tutti gli attori del mercato, è creare un robusto quadro regolamentare e legislativo che protegga il progetto da possibili attacchi. Il tutto mira anche a potenziare il ruolo internazionale dell'euro, uno degli obiettivi del mandato di Panetta a Francoforte.

In un'epoca in cui si osservano crescenti frammentazione economica, disintegrazione diplomatica e la formazione di blocchi commerciali in conflitto, la nuova valuta digitale europea potrebbe costituire un rifugio sicuro per numerosi investitori globali. Il concetto è enfatizzato dal banchiere centrale italiano in poche parole. "L'euro digitale offrirebbe all'Europa l'opportunità di posizionarsi in prima linea nel dibattito internazionale sulla moneta emessa dalla banca centrale, prestando particolare attenzione alla privacy e alla preservazione della sovranità monetaria nell'era digitale", ha sottolineato.