Conviene o no sospendere mutuo per coronavirus. I pro e contro

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Conviene o no sospendere mutuo per coron

Coronavirus, conviene davvero sospendere mutuo

La normativa d'emergenza in vigore permette di sospendere il pagamento dei mutui per la prima prima casa, tuttavia porta con sé alcuni limiti che stanno frenando la fruizione.

La risposta alla domanda se conviene davvero sospendere le rate del mutuo così come concesso dalle normative d'emergenza previste in queste settimane di coronavirus non è affatto scontato.

Al di là dei casi di assoluta necessità, come la mancanza di liquidità per fare fronte al canone mensile richiesto dalla propria banca, magari per via della sospensione dell'attività lavorativa in proprio o per il prolungato azzeramento dei ricavi associato ad altre spese indifferibili, occorrono riflessioni che vanno al di là della contingenza.

La normativa d'emergenza in vigore permette di sospendere il pagamento dei mutui per la prima prima casa, tuttavia porta con sé alcuni limiti che, dati alla mano, stanno frenando il ricorso a questa possibilità da parte dei potenziali beneficiari.

E poi, come vediamo in questo articolo, il periodo di congelamento del pagamento va esattamente di pari passo con la durata del periodo di difficoltà e di conseguenza il vantaggio che si ricava nell'immediato rischia di essere davvero limitato rispetto ai vincoli a cui si viene successivamente sottoposti. Vediamo quindi

  • Coronavirus, conviene davvero sospendere mutuo
  • Pro e contro della sospensione mutuo

Coronavirus, conviene davvero sospendere mutuo

Il meccanismo di sospensione del mutuo per l'acquisto della prima casa prevede la possibilità, per i titolari di un contratto fino a 250.000 euro, di beneficiare della sospensione per 18 mesi del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà.

Il Ministero dell'Economia ha istituito un fondo dedicato che sostiene il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Si tratta della regola generale che vale in ogni periodo dell'anno, ma per queste settimane di emergenza coronavirus, il governo ha rimpinguato il fondo e allungato la lista dei potenziali beneficiari a professionisti, autonomi e a coloro che hanno perso il lavoro o subito una riduzione di impiego con conseguente calo dei guadagni.

Ebbene, l'aspetto a cui prestare attenzione è che l'accesso a questo strumento è in proporzione alla sospensione dal lavoro o alla riduzione per almeno 30 giorni consecutivi e pari al 20% dell'orario di lavoro.

In pratica per ogni periodo di sospensione del lavoro corrisponde un periodo di congelamento del mutuo, anche per un solo mese. Ma conviene davvero vincolarsi ai limiti che ne derivano per non pagare il mutuo per un periodo ridotto? Ecco, la variabile temporale, sempre personale, è quella decisiva.

Pro e contro della sospensione mutuo

Il principale pro da evidenziare è la mancata applicazione di commissioni o spese di istruttoria ovvero l'assenza di richieste di garanzie extra per farsi sospendere il pagamento delle rate. Non serve l'Isee, l'Indicatore della situazione economica equivalente e non occorre non aver fruito in passato di una sospensione.

Ma attenzione al meccanismo finanziario perché il Fondo il 50% della quota dei mancati interessi maturati sulle rate non versate mentre il resto è a carico del titolare del finanziamento.

E poi, la quota capitale residua del mutuo andrà versata in seguito e rimane a carico. E che dire del possibile blocco di una successiva e più conveniente surroga del mutuo ovvero il trasferimento del finanziamento a un'altra banca a condizioni più vantaggiose?