Mutui 2019 atteso aumento rialzo tassi interessi da Marzo e seconda parte anno 2019. Di quanto e motivi

Qual è l’andamento dei tassi attuali per i mutui e cosa si prospetta per il futuro: nuovi aumenti in vista e perché

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Le compravendite e l’accensione di mutui, seppure leggermente in diminuzione rispetto a qualche mese fa, continuano a registrare buoni numeri ma, stando a quanto riportano le ultime notizie, qualcosa si appresta a cambiare già da questo mese. Di cosa si tratta? E come mai si prospettano aumenti dei tassi di interesse sui mutui?

Mutui 2019 e tassi: nuovi aumenti in arrivo

Le ultime notizie confermano che i tassi di interesse relativi ai mutui, sia a tasso fisso che a tasso variabile, dovrebbero restare ancora bassi, soprattutto a causa di una economia che non va per nulla bene perché, come spiegano gli esperti, se l’economia rallenta e non genera un livello di inflazione elevato, una banca centrale non può aumentare il costo del denaro, in tal caso la Bce. L’Euribor, cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, salirà solo con un nuovo aumento dei tassi della Bce e quindi al momento dovrebbe rimanere fermo; e solo in caso di crisi di liquidità interbancaria, cosa che al momento non si prospetta.

Tuttavia, stando alle ultime notizie, a far aumentare i costi dei mutui sono gli spread bancari che avendo toccato i minimi non possono far altro che risalire e soprattutto a causa del recente aumento dello spread Btp italiano e Bund tedesco. Avendo, dunque, tassi e spread toccato livelli minimi non potranno far altro che crescere, con aumenti che si manifesteranno già da marzo, ma soprattutto nella seconda parte dell’anno. L’aumento dei tassi di interesse significherà maggiori costi per i consumatori e questa inversione di tendenza rispetto ad ora potrebbe portare ad una nuova frenata del mercato dei mutui.

Mutui: debutta nuovo Ester al posto dell’Euribor

Inoltre, c’è da considerare che entro la fine del 2019 il tasso Euribor, cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, sarà sostituito da un nuovo tasso di riferimento, l'Ester, una novità che potrebbe rivelarsi particolarmente soggetta alla volatilità del mercato, mettendo a rischio tantissimi mutui in tutta Europa. L’Euribor rappresenta l’indicatore del costo del denaro a breve termine, il tasso base per calcolare interessi variabili su diversi contratti bancari e prestiti nonchè mutui a tasso variabile, con scadenze comprese tra una settimana e 12 mesi e il cui calcolo dipende dalle rilevazioni compiute da un panel di 20 banche, mentre l’Ester sarebbe il nuovo tasso di riferimento che sarà ufficialmente in vigore dal primo gennaio 2020 e sarà determinato dagli effettivi scambi di mercato per le diverse scadenze e, in mancanza di scambi, attraverso le stime del costo della raccolta effettuata dalle banche del panel.

Il passaggio da Euribor a Ester non dovrebbe prevedere particolari conseguenze perché il nuovo metodo di calcolo prevede minimi cambiamenti rispetto al vecchio. Inoltre, il nuovo tasso di riferimento non dovrebbe comportare alcuna modifica di contratti in essere, per cui per chi ha mutui a tasso variabile non dovrebbe cambiare nulla.