Mutui 2019 previsioni tassi di interesse previsto se saranno più alti o bassi. E di quanto

Sono due gli aspetti da seguire con attenzione sin dalle primissime settimane del 2019 per comprendere quanto può aumentare mutuo tasso variabile o fisso.

Mutui 2019 previsioni tassi di interesse

Tassi di interesse, previsioni 2019


Fino a che punto il rischio dell'aumento dei tassi di interesse nel 2019 è reale con immediate ed evidenti conseguenze sui mutui? Il timore c'è ed evidente e andrebbe a impattare in prima battuta sui mutui già accesi con tasso variabile. Ma più in generale dal prossimo anno avrebbe ripercussioni su tutti quanti avevano immaginato di acquistare una casa nel 2019. Perché la sensibile diminuzione del livello medio dei prezzi verrebbe fatalmente sterilizzata dall'aumento dei tassi di interesse, sia che si scelga la strada del tasso fisso ovvero il pagamento dello stesso importo fino alla fine del contratto pluriennale e sia che si opti per il tasso variabile e dunque soggetto alle oscillazioni del mercato. Quel che è certo è che bisogna entrare nell'ottica del mutuo tasso variabile quanto può aumentare perché la previsione andamento tassi mutui non è delle migliori, anche tenendo conto del famigerato spread.

Tassi di interesse, previsioni 2019

Sono due gli aspetti da seguire con attenzione sin dalle primissime settimane del 2019 per comprendere quanto può aumentare mutuo tasso variabile (e fisso nel caso in cui il mutuo non sia stato ancora acceso) con il possibile aumento dei tassi di interesse. Il primo è lo spread, ma solo in parte quello di cui sentiamo parlare molto spesso ovvero il differenziale di rendimento tra titoli di Stato tedeschi e titolo di Stato italiani a 10 anni. Lo spread che interessa ai fini dei mutui 2019 per sapere se saranno più alti o bassi è quello bancario perché in questo caso l'impatto è diretto in quanto si tratta del rincaro applicato dall'istituto di credito sul prezzo del mutuo. Il secondo indicatore da seguire con attenzione è l'Euribor o meglio, l'addio all'Euribor, considerando che sta per essere sostituito con un nuovo tasso di riferimento per i mutui.

Nuovo tasso di riferimento per i mutui

Fondamentale per i mutui a tasso variabile e fino a questo momento stabilito da 20 banche europee (comprese le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte Paschi di Siena), finirà in soffitta da ottobre del prossimo anno. Il suo posto sarà preso da Ester e dal punto di vista tecnico, il tasso non verrebbe fissato sulla base non più dei prestiti interbancari ma da quelli praticati alle controparti non finanziarie. Cosa cambia in concreto ai fini del mutui? La disponibilità di tassi in linea con le reali condizioni del mercato dei mutui anche perché la rilevazione non avverrebbe più su base quotidiana, ma periodica, forse anche trimestrale.

In questo modo verrebbe favorita la stabilità e si tratta di una buona notizia. Un esempio aiuta a comprendere meglio la situazione. Nel caso limite in cui il nuovo tasso di riferimento finirebbe per essere decine di punti più in su rispetto alla situazione attuale, prossima allo zero, per le rate del mutuo cambierebbe poco o nulla. Il punto è un altro: i cambiamenti saranno introdotti il prossimo autunno e fino a quel momento occorre fare i conti con una situazione di grande incertezza alimentata dalla crescita economica del Paese al minimo.

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