Mutui, deducibilità interessi passivi cancellata. Ma solo per alcuni. Ecco chi

Cosa cambia per la deducibilità degli interessi passivi sui mutui: per chi sarà cancellata e cosa stabilisce il nuovo decreto del CdM

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E' stata eliminata la possibilità di deducibilità degli interessi passivi sui mutui: a stabilire la novità, come confermano le ultime notizie, è il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri che attua la direttiva Atad. Tuttavia, la deducibilità per gli interessi passivi sul mutuo non è stata cancellata per tutti. Vediamo, dunque, cosa prevede la nuova norma e chi interessa.

Deducibilità interessi passivi mutui: chi interessa

Stando a quanto riportano le ultime notizie, il nuovo decreto che cancella la deducibilità sugli interessi passivi sui mutui interesserebbe le società immobiliari che costruiscono appartamenti da affittare. Il decreto legislativo del Cdm, tuttavia, attua la direttiva Atad (la direttiva europea anti elusione fiscale) che cancella la possibilità per le società immobiliari di dedurre integralmente gli interessi passivi dei mutui stipulati per la costruzione di edifici destinati alla locazione. In particolare, l’articolo 1 del decreto definisce i limiti di deducibilità per interessi passivi e oneri finanziari compresi nella direttiva europea.

Il provvedimento di cancellazione della deducibilità degli oneri passivi sui mutui non interesserà, dunque, tutti coloro che hanno o stipulano un mutuo ma solo i mutui su edifici da affittare, pesando, quindi, non sulle singole persone fisiche ma sulle imprese, e vale anche, come riportano le ultime notizie, per gli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione per le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare, le spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari, abrogando le relative deroghe in vigore finora.

Cancellazione deducibilità interessi passivi mutui: le reazioni

Si è trattata di una decisione che non ha tardato a suscitare reazioni da parte di Assoimmobiliare e Ance, secondo cui il provvedimento rischia di dare un brutto colpo al real estate italiano. Da Assoimmobiliare, che rappresenta gli operatori e gli investitori dell’industria immobiliare, e Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, è stata espressa grande preoccupazione per le conseguenze che il nuovo decreto potrebbe avere, tanto da chiederne una correzione per evitare che il mercato immobiliare italiano viva un altro lungo periodo di difficoltà.

Per le associazioni, il decreto potrebbe duramente colpire settore immobiliare e delle costruzioni, che rappresenta una leva fondamentale per l’economia italiana e contribuisce in modo importante all’occupazione e per circa il 18% al PIL dell’Italia. La cancellazione della deducibilità degli interessi passivi avrà un impatto importante sul mercato delle locazioni di immobili, sua ad uso uffici, commerciali o con altre destinazioni d’uso, con altrettanti e conseguenti effetti negativi per le imprese affittuarie.

Inoltre, sempre stando a quanto spiegato da Assoimmobiliare e Ance, la nuova norme porterebbe ad un aumento della tassazione per le società immobiliari stimata in circa 5-6 punti percentuali da aggiungere all’aliquota Ires del 24%. Questi aumenti rischiano di trascinare di nuovo il settore immobiliare in una grande crisi, vanificando ogni sforzo finora fatto per una ripresa che effettivamente e concretamente si è fatta vedere ma che potrebbe ora diventare di nuovo vana, bloccando, al contempo, la crescita dello stesso settore.