Mutui: tassi interessi medi in Italia aggiornati. Confronto con Europa

Una recente indagine ha dimostrato che i tassi medi in Italia, per quel che riguarda i mutui, sono più convenienti rispetto a molti paesi europei. Male la Gran Bretagna e la Grecia con tassi più alti

Mutui: tassi interessi medi in Italia ag

Tassi medi più convenienti in Italia che in Europa. Ecco il confronto


A tasso fisso o a tasso variabile poco importa. Per una volta l'Italia occupa le posizioni di testa per aspetti positivi: contrarre un mutuo nel Belpaese è infatti più conveniente rispetto a quello che succede in molti paesi europei.

Se di solito l’Italia viene dipinta come un paese dove i cittadini devono sopportare condizioni meno buone rispetto ai loro omologhi europei, c’è un aspetto che rende il Belpaese conveniente rispetto ai partner europei. Stiamo parlando dei mutui. Una recente indagine ha infatti dimostrato che i tassi medi in Italia, per quel che riguarda i mutui, sono minori rispetto all’Europa. L'indagine ha messo in evidenza, infatti, che in Russia, Uganda e Nigeria la media tocca non raramente la doppia cifra, così come avveniva nell'Italia degli anni '70. Oggi, invece, i tassi applicati in Italia dalle banche sono, si collocano stabilmente tra i più bassi.

Le oscillazioni sono comprese fra l'1,03% e il 2,08% a seconda dell'istituto e del tipo di tasso scelto. Per quel che riguarda il tasso fisso la forchetta è compresa tra il 2,01 per cento e il 2,08 per cento, mentre in quello variabile essa è compresa tra l'1,03 per cento e l'1,1 per cento. Insomma c’è una convenienza abbastanza marcata ad accendere un mutuo in Italia, sia a tasso fisso che variabile, rispetto a quello che accade in altre parti d’Europa. Per tutte le nazioni la simulazione è stata compiuta considerando un immobile di valore pari a centoottanta mila euro, una richiesta di mutuo di centoventi mila euro a venti anni. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, nell’articolo potrete trovare anche il confronto tra le diverse nazionni.

Tassi medi mutui in Italia

Per iniziare diamo uno sguardo a quali sono i tassi medi dei mutui che si possono trovare in Italia. Bene ci si accorgerà subito che sono più convenienti, in quanto costano meno, rispetto a molti altri paesi europei. I tassi applicati dalle banche che operano nel nostro Paese sono, ad oggi, fra i più convenienti, con oscillazioni comprese che variano tra lì1,03 per cento ed il 2,08 per cento, venendo indicizzati ad un Taeg compreso fra 1,03 per cento e 1,10 per cento se si tratta di un mutuo a tasso variabile. Mentre per quel che riguarda il tasso fisso l’oscillazione varia tra il 2,01 per cento ed il 2,08 per cento. Questo è quello che emerge dall’analisi condotta dai portali Facile.it e Mutui.it, che hanno voluto analizzare il costo in quattordici nazioni diverse.

Il confronto dei tassi medi fra Italia ed Europa

Ed eccoci giunti al momento del confronto tra i tassi medi di Italia ed Europa. Se per quel che riguarda l’Italia abbiamo visto quali sono i numeri, in Europa il quadro è più o meno questo. In Spagna i tassi applicati sono molto vicini a quelli italiani e dunque sono compresi fra l’1,85 per cento e il 2,10 per cento se si tratta di un mutuo a tasso fisso. Variazione oscilla invece fra lo 0,80 per cento e l’1,20 per cento se a tasso variabile. La Germania riesce a fare meglio dell’Italia insieme alla Francia che per il tasso fisso si vedono applicare, rispettivamente Taeg all'1,70 per cento e 1,87 per cento. Anche gli svizzeri sono più fortunati visto che si vedono applicare un tasso dell'1,65 per cento con tasso fisso ed dello 0,65 per cento con il tasso variabile.

Male invece il Regno Unito che registra un tasso del 4,20 per cento per quel che riguarda i mutui a tasso fisso e del 3,30 per cento a tasso variabile. Inutile dire come se la passa la Grecia, dove i tassi applicati per i mutui salgono ancora, arrivando al 3,62 per cento nel caso del tasso variabile e al 5,50 per centi per un fisso. I tassi nell'area Euro restano abbastanza allineati tra di loro visto che tutti i paesi utilizzano gli stessi indici di riferimento Irs e Euribor. Discorso diverso, invece, ma è facile immaginare il perchè, va fatto per il Regno Unito, dove i mutui, non essendo denominati in Euro, hanno dinamiche slegate da quelle del resto di Europa.