Mutui, più difficile da dare e iniziano gli aumenti. Lista variazione per banca. Così come prestiti

La sofferenza delle banche è evidente dal dilatamento dei tempi che intercorrono tra la richiesta di mutuo e l’effettiva erogazione. Si passa dagli 81 giorni del 2016 ai 93 nel 2017 ai 102 del 2018

Mutui, più difficile da dare e iniziano

Iniziano gli aumenti anche per i mutui. Gli effetti dello spread sulle banche italiane

Tra le prime vittime del botta e risposta a colpi di lettere tra Unione Europea e Governo Italiano, ci sono i mutui. Dalle prime valutazioni, infatti, appare chiaro che oltre ad essere più difficile fare la richiesta, iniziano anche gli aumenti. Per non parlare della dilatazione dei tempi dell’effettiva erogazione. A testimonianza che la risalita dello spread e l’incertezza sulla legge di bilancio che il Parlamento italiano dovrà approvare entro la fine dell’anno, stanno accentuando la sofferenza delle banche italiane.

Mutui la lista della variazione per banca

Vediamo più da vicino la lista con la variazione per banca. Il Banco BPM per quanto riguarda i mutui a tassi fissi registrano un aumento di 15 bps per le durate superiori ai venti anni mentre quelli a tasso variabile non registreranno alcuna modifica. Cariparma prevede un aumento spread tra i 10 e i 15 bps solo per i mutui a tassi fissi. Che si attesta a 15 bps nel caso di CheBanca! sempre per i mutui a tasso fisso, mentre in questo caso il tasso variabile registra un aumento spread di 10 bps. Caso emblematico invece è quello della Deutsche Bank che registra una situazione stabile per quanto riguarda i mutui a tassi fissi e addirittura una riduzione spread di 10 bps per quelli a tassi variabili.

UBI Banca registra un aumento spread di 5 bps per i mutui acquisto e 20 bps per i mutui surroga solo per quelli a tasso fisso. UniCredit un aumento del TAN tra i 10 e i 15 bps sempre per i mutui a tasso fisso. L’aumento spread per Webank è di 15 bps per quelli a tassi fissi mentre Banca Sella registra un aumento spread di 10 bps per quelli a tassi variabili. Per BNL l’aumento TAN si attesta tra i 10 e i 25 bps per i mutui a tassi fissi, che per MPS si attesta invece tra i 10 e i 20 per i tassi fissi e anche per quelli a tassi variabili. BPER Banca registra invece una riduzione di 25 bpsp per i mutui surroga a tasso fisso e di 25 bps per quelli a tassi variabili. Infine Banca Sella registra un aumento spread di 10 bps per mutui a tassi fissi della durata decennale e di 15 bps per quelli a tassi variabili.

Mutui più difficili da ottenere e ritardi delle banche

E che la concessione dei mutui da parte delle banche sia un’operazione sempre più difficile risulta piuttosto chiaro. La sofferenza degli istituti di credito è evidente anche dal dilatamento dei tempi che intercorrono tra la richiesta di mutuo e l’effettiva erogazione dello stesso. Le banche inoltre hanno dovuto far fronte anche alla stangata dei 4 miliardi di tasse e quindi è molto probabile assistere a un aumento dei costi legati ai servizi accessori.

Ovviamente anche dei mutui. I ritardi delle banche, come ha avuto modo di scrivere anche il principale quotidiano economico del Paese, Il Sole 24 Ore, sono dovuti al completamento dell’iter necessario a provvedere con l’approvazione del mutuo. Lo spread cambia in funzione del loan to value. Chi ha fatto richiesta di un mutuo che non supera il cinquanta per cento del valore dell’immobile paga meno interessi rispetto a chi ne chiede uno per l’80%. Il numero di giorni risulta infatti essere cresciuto dagli 81 giorni del 2016 ai 93 nel 2017. Nel 2018 sono necessari ben 102 giorni.

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di Luigi Mannini pubblicato il
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