Sospensione rata mutuo a luglio 2018. Proroga da Abi. Le regole

E' confermata la sospensione per le famiglie in difficoltà del mutuo anche per il 2018, fino al 31 Luglio dall'Abi. Nel frattempo vediamo anche come dovrebbe andare quest'anno

Sospensione rata mutuo a luglio 2018. Pr

Rate mutui sospese per famiglie in difficoltà. Conferma 2018


Fino al 31 Luglio 2018, anche per quest'anno vi sarà la proroga delle rate del mutuo con le famiglie in difficoltà che lpotranno fare omanda di sospensione. Lo conferma l'Abi insieme ad altre indicazione sulle attese per questo 2018

Proroga rate mutui ufficiale dall'Abi fino a luglio 2018

Questa volta c'è la conferma ufficiale della proroga della sospensione delle rate del mutuo. L'accordo tra Abi e associazioni dei consumatori sulla cosiddetta sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie risale a circa tre anni fa e adesso vede nel 31 luglio 2018 il nuovo traguardo da tagliare. Il provvedimento riguarda le famiglie in difficoltà che, se rientrano nei parametri fissati possono chiedere di congelare l'importo delle rate fino a un anno. Si tratta, ad esempio, di chi ha perso il posto di lavoro, si trova in una grave situazione di non autosufficienza o ha visto ridursi l'orario di lavoro per almeno 30 giorni. Una nota finale: stando ai dati dell'Associazione bancaria italiana, la più recente fotografia delle operazioni di finanziamento al consumo è stata la seguente: Nord (35,7%), Centro (23%), Sud e Isole (41,3%). Sullo stretto versante dei mutui, il Nord è davanti a tutti con il 49,3% delle richieste. Alle sue spalle il Centro (26,4%) e il Sud e Isole (24,3%).

Mutui 2018 con tasso fisso, variabile o con tetto?

Anno nuovo mutuo nuovo? Si vedrà perché la questione su cosa sia più conveniente fare tiene sempre banco e lo sarà ancora di più nel 2018 alla luce dei primi segnali di ripresa. Ma poi, si riverseranno anche nel settore della compravendita immobiliare? Cosa è meglio scegliere tasso fisso e tasso variabile in questa fase economica? E come inquadrare il mutuo con cap ovvero quello con soglia massima oltre il quale il tasso non può aumentare? Anzi, proprio questa potrebbe essere una carta da giocare. Gli acquirenti risparmiano sulla rata nei primi anni perché il variabile costa meno rispetto al fisso. Tanto per capirci, in questo momento il variabile è tra lo 0,7 e l'1% mentre il fisso è tra l'1,7 e l'1,9%. Ma soprattutto ci si mette al riparo da possibili rialzi futuri dei tassi, soprattutto quando la durata del mutuo è particolarmente lunga, oltre i 20 anni.

Nel dilemma tra scelta di mutui 2018 con tasso fisso, variabile o con tetto si inseriscono altre due insidie. Anche nel caso di scelta di mutuo con tetto (cap) occorre procedere con la necessarie distinzioni perché non tutti gli istituti di credito offrono le stesse condizioni e la fissazione della soglia massima a cui possono arrivare gli interessi sul mutuo può rivelarsi molto pronunciata. Anche del doppio. E poi, anche nel 2018 vanno messi in conto difficoltà nella stessa accensione dei mutui. Seppur in una situazione di graduale ripresa, l'economia non gira ancora a dovere e la prudenza adottata dalle banche, peraltro nell'occhio del ciclone, non verrà meno. Significa che ottenere un mutuo con contratto a tempo determinato sarà un'operazione difficile e filtri all'ingresso saranno particolarmente funzionanti.

E allora cosa scegliere?

E allora cosa scegliere? Dipende appunto dalla personale attitudine al rischio e dalla presenza o meno di prospettive di crescita delle entrate economiche. Il mutuo a tasso fisso è quello in cui il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo. Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato che dovessero verificarsi nel tempo. Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i tassi di mercato possano crescere e fin dal momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell'ammontare complessivo del debito da restituire. Tuttavia l'intermediario spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.

Nel mutuo a tasso variabile il tasso di interesse può cambiare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza seguendo le oscillazioni di un parametro di riferimento, di solito un tasso di mercato o di politica monetaria. Il rischio principale è un aumento insostenibile dell'importo delle rate. A parità di durata, i tassi variabili all'inizio sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così accrescere l'importo delle rate, anche in misura consistente. Il tasso variabile è consigliato a chi vuole un tasso sempre in linea con l'andamento del mercato, o comunque può sostenere eventuali aumenti dell'importo delle rate.