Avanza obbligo di ristrutturazione case Ue e sostituzione elettrodomestici, i prossimi passaggi subito previsti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Avanza obbligo di ristrutturazione case

Quali sono i prossimi passaggi indicati per l’attuazione dei nuovi obblighi green imposti dall’Ue: ecco cosa aspettarsi e nuove regole da rispettare

Quali sono tutti i prossimi passaggi fin da subito previsti per attuazione dell’obbligo di ristrutturazione case Ue e sostituzione elettrodomestici? L’Ue lavora verso la ‘conquista’ di un mondo più green e pulito e nel nuovo piano di un ambiente più pulito rientrano diversi obblighi che si preparano a tradursi in spese, anche ingenti, da parte dei cittadini e a cui questi ultimi non sembrano particolarmente pronti. Ecco perché si discute (e si auspica) di un allungamento dei tempi per l’attuazione dei nuovi obblighi imposti.

  • Prossimi passaggi per attuazione obbligo di ristrutturazione case Ue e sostituzione elettrodomestici
  • Obbligo di ristrutturazione case Ue cosa prevede
  • Cosa prevede e per chi l’obbligo Ue di sostituzione elettrodomestici


Prossimi passaggi per attuazione obbligo di ristrutturazione case Ue e sostituzione elettrodomestici

L’obbligo di ristrutturazione delle case più vecchie così come quello di sostituzione degli elettrodomestici più inquinanti pesa come una sorta di spada di Damocle sui cittadini italiani, molti dei quali non sono certamente pronti a sostenere le spese previste per adeguarsi agli obblighi Ue imposti.

I prossimi passaggi per capire come si lavorerà per osservare i nuovi obblighi imposti dall’Ue prevedono per giovedì 31 agosto il secondo incontro formale tra i rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione per arrivare a una mediazione su un testo condiviso, mentre il terzo incontro formale dovrebbe tenersi tra la fine di settembre e i primi di ottobre. 

La speranza è che in tali occasioni possano essere definite ulteriori modifiche e rallentamenti per concedere maggior tempo di adeguamento alle norme, dando così ai cittadini maggiori possibilità di organizzarsi senza dover affrettarsi.

Si tratta di un rallentamento dei tempi per l’attuazione dei nuovi obblighi green imposti dall’Ue che deriverebbero anche dalle dimissioni dell’ex Commissario dell’Ue Timmermans. Secondo l’ex commissario Ue, bisognava raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 secondo passaggi precisi e in un percorso di transizione verde giusta, ma le posizioni dell’attuale responsabile delle politiche europee per il clima, Maros Sefcovic, vice Commissario Ue, che resterà in carica fino alla nomina del prossimo membro della Commissione olandese, sembrano aprire a possibilità di un ridimensionamento delle misure spinte da Timmermans.

Anche l’instabilità politica in Spagna rischia di ritardare i pieni green dell’Ue perché, come spiegato, essendosi concluse le elezioni spagnole senza una maggioranza assoluta, c’è il timore da parte dell’Ue che il governo possa cadere, bloccando, di conseguenza, i lavori in corso sui principali obiettivi e documenti europei.

E potrebbero essere definite nel frattempo anche nuove deroghe dopo quelle già concesse.

Stando, infatti, a quanto già previsto, rispetto a tali tempi indicati per la ristrutturazione green delle case, diversi Stati hanno approvato deroghe ma solo per determinate categorie di case ed edifici, come:

  • fabbricati temporanei con utilizzo non superiore a 2 anni;
  • edifici residenziali usati meno di 4 mesi l’anno o che hanno un consumo energetico inferiore al 25% di quello presunto annuo;
  • siti industriali, officine, depositi, edifici di servizio non residenziali a bassissimo fabbisogno energetico e di riscaldamento o raffrescamento;
  • fabbricati indipendenti con superficie calpestabile totale entro i 50 metri quadri.
  • stazioni di approvvigionamento infrastrutturale;
  • edifici agricoli non residenziali usati in settori disciplinato da accordi nazionali di settore sulla prestazione energetica,
Ulteriori deroghe potrebbe arrivare anche relativamente agli obblighi imposti dall’Ue per la sostituzione degli elettrodomestici più inquinanti. In tal caso, secondo alcune indiscrezioni, le deroghe potrebbero riguardare non le modifiche alle classi energetiche, che dovranno comunque essere migliorate, ma un allungamento dei tempi entro cui dover assolvere al nuovo obbligo.

Obbligo di ristrutturazione case Ue cosa prevede

L’obbligo di ristrutturazione delle case da parte dell’Ue prevede, appunto, la ristrutturazione obbligatoria delle case considerate più vecchie e inquinanti. La legge approvata prevede, infatti, l’obbligo di ristrutturazione per rendere più efficienti le case inquinanti di classe energetica F o anche G in molti casi e portarle almeno alla classe E secondo diversi passaggi che erano stati fissati come si seguito riportato:

  • entro il 2030 tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E;
  • entro il 2033 la classe energetica da raggiungere dovrà essere la D;
  • entro il 2040 si dovrà raggiungere un livello tale da garantire un parco immobiliare a zero emissioni entro il 2050.
Dunque, l’obbligo Ue di ristrutturazione delle case riguarda tutte le case e gli edifici di classe inferiore a E, nella prospettiva di arrivo ad una neutralità climatica entro il 2050.

La nuova legge europea esclude dall’obbligo di ristrutturazione alcune tipologie di immobili che sono:

  • seconde case;
  • edifici di pregio artistico;
  • edifici riconosciuti meriti storico-architettonici;
  • edifici di culto.

Cosa prevede e per chi l’obbligo Ue di sostituzione elettrodomestici

Accanto all’obbligo di ristrutturazione delle case considerate più inquinanti, l’Ue ha anche imposto l’obbligo di sostituzione di alcuni elettrodomestici sempre considerati troppo inquinanti, fissando anche in tal caso specifici tempi da rispettare. 

In particolare, l’Ue ha imposto lo stop all’acquisto e alla installazione di caldaie a gas, considerati impianti inquinanti, che dovrebbero del tutto scomparire entro il 2029, ma anche: