Patrimoniale, per chi e di quanto. Paura cresce. E italiani aprono conti correnti all'estero. Come fare

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Per evitare di finire in questa eventuale tagliola, una delle soluzione potrebbe essere quello di aprire un conto corrente all'estero e dirottare i depositi.

Patrimoniale, per chi e di quanto. Paura

Come aprire un conto corrente all'estero

C'è odore (o puzza, dipende dai punti di vista) di patrimoniale? Ed ecco che gli italiani più facoltosi iniziano a informarsi su come aprire un conto all'estero per evitare di pagare l'eventuale tassa. Che poi tanto facoltosi non devono essere se, come qualcuno vocifera, l'asticella dovesse essere fissata a 100.000 euro di depositi. Non resta che attendere, ricordando come nessuna patrimoniale sia sta per ora inserita nella manovra, ma la paura è comunque in costante crescita perché in qualche modo i conti dello Stato devono tornare e un eventuale taglio della spesa pubblica potrebbe non bastare per finanziare i tanti provvedimenti inseriti nella manovra. Da qui l'ipotesi ventilata da qualcuno del rischio dell'introduzione di una patrimoniale a carico dei conti correnti più robusti. Per evitare di finire in questa eventuale tagliola, una delle soluzione è appunto quello di aprire un conto corrente all'estero e dirottare i depositi.

Come aprire un conto corrente all'estero, conviene?

Precisiamo subito come l'operazione di apertura di un conto corrente all'estero sia perfettamente legale. Purché, naturalmente, le somme da versare siano lecitamente detenute dal contribuente ovvero non sottratte a tassazione in Italia, e quindi regolarmente trasferite all'estero. Messi al riparo da qualunque irregolarità, il contribuente è chiamato a indicare il valore iniziale e il valore finale dei conti correnti esteri posseduti o di cui ha avuto la disponibilità. Sono esonerati dalla compilazione coloro per cui la cui disponibilità economica sul conto estero non ha mai superato la soglia di 15.000 euro nel periodo di imposta. Dal punto di vista fiscale, non si scappa dal pagamento di 34,20 euro a titolo di bollo, del 2 per mille sul deposito titoli e del 25% degli interessi attivi sui conti deposito. Ma bisogna aggiungere quella applicata alla fonte su dividendi e interessi che può raggiungere anche il 30%.

Non è quindi così scontato che sia la scelta conveniente, anche perché le tasse (anche una eventuale patrimoniale) sono legate al cittadino residente in Italia e il trasferimento è tracciato. Non solo, ma la segnalazione deve partire sia dalla banca sia dal contribuente.

Bastano tre giorni e due documenti

D'altronde investimento temporale ed economico è ridotto. Il tempo necessario per aprire e rendere operativo un conto corrente in Svizzera è di tre giorni. I documenti necessari per l'apertura sono due: un documento d'identità valido e il codice fiscale. Il costo del bonifico per trasferire la liquidità dall'Italia alla Svizzera è di un euro. Il rendimento dei conti risparmio in euro in Svizzera è nullo. Quelli in franchi possono rendere lo 0,2% ma comportano il rischio valutario. I soldi emersi dalla Svizzera con l'ultima voluntary disclosure sono 41 miliardi di euro, a dimostrazione di una situazione molto diffusa e di cui i governanti italiani sono ampiamente a conoscenza. La percentuale di soldi emersi dalla voluntary disclosure provenienti dalla Svizzera è pari al 69%. Il prezzo minimo per la gestione annua del conto negli istituti visitati è di 30 franchi.

La cifra media oltre la quale diventa gratuita la gestione del conto è di 50.000 euro. E così, come racconta il quotidiano la Repubblica, è iniziata la corsa degli italiani a portare i soldi nel paese elvetico per scongiurare le conseguenze per il portafogli dell'introduzione di una eventuale patrimoniale.

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