Per quali motivi scattano controlli e accertamenti su conti correnti, bonifici e contanti nel 2023

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Quando scattano controlli e accertamenti sui contribuenti del Fisco: tutti i motivi e i sistemi di controllo da parte delle Entrate

Quali sono i motivi per cui scattano controlli e accertamenti su conti correnti, bonifici e contanti Agenzie Entrate nel 2023? Per la lotta contro l’evasione fiscale, fenomeno che nel nostro Paese continua ad essere particolarmente diffuso nonostante i continui controlli, cambiano sistemi e modalità di controlli e accertamenti su conti correnti, bonifici e contanti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo quali sono i motivi per cui quest’anno scattano i controlli da parte delle Entrate.

  • Controlli e accertamenti su conti correnti, bonifici e contanti perché scattano
  • Come avvengono controlli dal Fisco su ogni contribuente

Controlli e accertamenti su conti correnti, bonifici e contanti perché scattano

Generalmente, stando alle norme in vigore, i controlli e gli accertamenti su conti correnti, bonifici e contanti scattano soprattutto quando emergono discrepanze ed eccessive incongruenze tra saldo e giacenza media dei conti correnti ma anche di libretti postali e conti depositi. 

I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate scattano se dalle analisi dei dati incrociati relativi ad ogni contribuente titolare di conto corrente emerge uno scostamento del 20% tra entrate e uscite sul conto corrente.

Ma non solo: scattano controlli e accertamenti anche quando il contribuente dichiara un determinato reddito annuo, ma in banca risulta titolare di risparmi decisamente più alti rispetto a quanto le proprie possibilità potrebbero garantire, o effettua acquisti di valore decisamente elevato e non congruo con la sua dichiarazione dei redditi.

Altri motivo per cui generalmente scattano controlli e accertamenti da parte del Fisco nei confronti dei contribuenti è anche l’accumulo di soldi sui conti correnti senza mai alcuna operazione di prelevamento, il che fa supporre che il contribuente possa avere soldi in contanti ‘in nero’, insieme ad operazioni  bancarie che riguardano importi superiori ai 5mila euro, come ad esempio i bonifici effettuati per l’acquisto di auto e immobili, o il trasferimento di denaro all’estero.

Come avvengono controlli dal Fisco su ogni contribuente

I controlli da parte del Fisco su ogni contribuente sono diventati più specifici e capillari tra incrocio di dati e mirati su conti correnti, bonifici e uso di contanti, perchè se prima, incrociando i dati disponibili, si verificava solo se i conti correnti dichiarati corrispondevano a quelli presenti in archivio, ora nel mirino ci sono anche le somme esatte. 

I controlli su conti correnti e operazioni bancarie che possano accertare le effettive capacità economiche e finanziarie dei contribuenti da parte del Fisco avvengono anche tramite specifici strumenti, come il risparmiometro.

Si tratta di un algoritmo con cui il Fisco verifica la coerenza tra i risparmi del conto corrente e i redditi dichiarati, considerando anche gli anni precedenti oltre all’anno fiscale corrente.

Del resto, come previsto dalle leggi in vigore, il Fisco può effettuare in qualsiasi momento i controlli su tutti i conti correnti per verificare la provenienza dei soldi, compresi quelli percepiti da lavoratori dipendenti e pensionati. L'Agenzia delle Entrate controlla, infatti, ogni singola operazione in entrata sul conto corrente e che sia giustificata dalla dichiarazione dei redditi.