Polizza assicurativa a propria insaputa stipulata. Come si può fare a cancellare

Se ci si trova in questa situazione occorre attivarsi immediatamente o comunque appena possibile per evitare che scadano i termini per la disattivazione senza conseguenze.

Polizza assicurativa a propria insaputa

Polizza assicurativa a propria insaputa


I casi non sono quotidiani, almeno lo speriamo, ma di denunce di polizze assicurative stipulate a propria iniziano a riempirsi le cronache. Il caso più tipico è quello dell'affiancamento più o meno forzato di un'assicurazione all'accettazione della richiesta di una finanziamento. Nella maggior parte dei casi viene offerta al cliente come strumento prezioso per mettersi al riparo da futuri ed eventuali guai. La realtà è però quasi sempre differente perché a guadagnarci è quasi sempre il finanziatore. E dinanzi ai rifiuti di clienti, non mancano episodi di attivazione forzata nonostante il contratto di finanziamento e quello assicurativo devono obbligatoriamente essere stipulati per iscritto.

Se la polizza assicurativa è stipulata senza consenso

Se ci si trova in questa situazione occorre attivarsi immediatamente o comunque appena possibile per evitare che scadano i termini per la disattivazione senza conseguenze. Più esattamente, per difendersi occorre inviare una raccomandata andata e ritorno alla società finanziaria con la comunicazione di non avere mai attivato alcuna assicurazione e comunque, sottoscrizione o meno, di voler esercitare il diritto di recesso. Per quanto rguarda le tempistiche, la missiva va inviata entro sessanta giorni decorrenti dalla data di efficacia della copertura assicurativa ovvero dal momento della conclusione del finanziamento con annessa assicurazione non richiesta.

Cosa stabilisce il Codice del Consumo

La chiave per capire la situazione è rappresentate dal Codice del Consumo, esattamente l'articolo 21. Viene infatti espressamente precisato come sia considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo a uno o più dei seguenti elementi e lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso: l'esistenza o la natura del prodotto; le caratteristiche principali del prodotto come la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l'esecuzione, la composizione, la portata degli impegni del professionista, i motivi della pratica commerciale e la natura del processo di vendita.

Ma anche il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l'esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo; la necessità di una manutenzione, ricambio, sostituzione o riparazione; la natura, le qualifiche e i diritti del professionista o del suo agente, quali l'identità, il patrimonio, le capacità, lo status, il riconoscimento; i diritti del consumatore, incluso il diritto di sostituzione o di rimborso. Allo stesso tempo è considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o è idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.