Prestiti coronavirus per professionisti e piccole imprese anche se titolari segnalati al Crif

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Prestiti coronavirus per professionisti

Coronavirus, prestiti anche per i segnalati Crif

C'è un aspetto che è saltato fuori in queste ultime ore: in questa situazione di emergenza, le banche hanno il diritto di negare i finanziamenti a chi è iscritto alla Centrale rischi ovvero al Crif.

La grande macchina dei prestiti per le piccole e medie imprese e per i professionisti in difficoltà in seguito al rallentamento dell'attività per via della diffusione del coronavirus si è ufficialmente messa in moto.

Si tratta di un intervento economico poderoso che, per queste categorie, si sostanzia nella concessione di un prestito fino a 25.000 euro con garanzia statale e da restituire nell'arco di 6 anni a tassi di interesse di poco superiori allo zero.

Al netto delle tante particolarità previste dalla normativa, come l'importo limitato che possono chiedere le partite Iva con regime forfettario, c'è un altro aspetto che è saltato fuori in queste ultime ore: in questa situazione di emergenza, le banche hanno il diritto di negare i finanziamenti a chi è iscritto alla Centrale rischi ovvero al Crif.

Sulla questione sono intervenuti prima la Commissione parlamentare d'inchiesta e poi la Banca d'Italia che hanno sostanzialmente confermato il via libera, ma nel rispetto di alcune condizioni ben precise. Vediamo allora tutti i dettagli della situazione e più precisamente

  • Coronavirus, prestiti anche per i segnalati al Crif
  • Professionisti e piccole imprese, prestiti per coronavirus al via

 

Coronavirus, prestiti anche per i segnalati al Crif

Il decreto Liquidità prevede il rilascio di una garanzia pubblica pari al 100% su nuovi prestiti a tassi agevolati (tra lo 0,2 e lo 0,5%) erogati da banche e di durata massima di 6 anni con preammortamento minimo di 24 mesi a favore di professionisti, ma anche micro, piccole e medie imprese, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.

Numeri alla mano, l'importo massimo erogabile in seguito alla domanda di prestito può arrivare a 25.000 euro e in ogni caso non può essere maggiore del 25% dei ricavi del soggetto beneficiario.

A completamento di questo pacchetto di disposizioni si segnala la posizione di Carla Ruocco, presidente della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, secondo cui - molto chiaramente - non è pensabile che essere iscritti sul registro del Crif impedisca l'accesso al credito.

In buona sostanza l'invito formulato è di tenere conto dell'eccezionalità dell'emergenza e dunque di tenere conto dell'esistenza di prima e di un dopo coronavirus.

L'intenzione è di arrivare al paradosso per cui lo Stato concede un finanziamento a una piccola impresa o un professionista con partita Iva in difficoltà e la banca lo blocca.

Professionisti e piccole imprese, prestiti per coronavirus al via

Sulle "Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19" e più precisamente sui prestiti alle piccole imprese è intervenuta anche la Banca d'Italia.

Il messaggio è anche in questo caso molto chiaro: sospendere le segnalazioni. Gli intermediari - comunica Bankitalia - non devono ridurre l'importo dell'accordato segnalato alla Centrale dei rischi.

In pratica nella segnalazione della relativa posizione debitoria si deve tenere conto dell'impossibilità di revocare in tutto o in parte i finanziamenti in discorso o della proroga del contratto.

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