Risparmiatore Veneto Banca perde tutti risparmi. Prende auto e distrugge filiale

Il lento e tranquillo scorrere delle ore post natalizie nel borgo è stato interrotto dal gesto di un uomo di cinquantanove anni che ha spinto la sua auto contro l'edificio dell'istituto di credito

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Perde 100.000 euro di risparmi. La disperazione lo porta a fare un gesto inconsulto


Ancora una volta la quiete delle festività natalizie viene turbata da un episodio che accende ancora una volta un faro sulle conseguenze di una crisi economica che seppure sembra ormai avere allentato una morsa che per circa dieci anni ha stritolato l’economia globale cambiando in profondità le abitudini della vita quotidiana e gettando nella disperazione un numero crescente di persone.

E proprio la disperazione sarebbe alla base di un episodio successo in provincia di Treviso, più precisamente a Montebelluna. Il lento e tranquillo scorrere delle ore post natalizie nel borgo è stato interrotto dal gesto di un uomo di cinquantanove anni che si è accorto di avere perso 100.000 euro di risparmi nell'acquisto di azioni Veneto Banca, non ha trovato altre strade per far sentire il suo grido di protesta che ingranare la retromarcia e spingere la sua auto contro la sede della Banca. Un gesto disperato, come si diceva, che giunge dopo che l’uomo aveva manifestato il suo disappunto, in maniera del tutto pacifica, davanti alla sede della banca, durante la vigilia di Natale.

Perde 100.000 euro di risparmi

E non ci si può meravigliare di questa situazione soprattutto se si comprendono le condizioni in cui Marin Haralmbie, questo è il nome del 59enne che si è reso protagonista del gesto estremo, è costretto a vivere a causa di un infortunio sul lavoro che lo ha reso gravemente invalido. Come ci si può sentire nel momento in cui si scopre di aver perso 100.000 euro di risparmi? Basta pensare a questo, e alle condizioni precarie del rumeno naturalizzato italiano, per non meravigliarsi di un gesto che anche le autorità cittadine hanno giudicato assolutamente legittimo. Il primo cittadino del piccolo centro in provincia di Treviso ha infatti avuto modo di dichiarare che il gesto è stato compiuto per disperazione e non per rabbia.

Insomma, nelle intenzioni dell’uomo non c’era cattiveria o l'intenzione di provocare danni a persone, ma solo la disperazione per aver perso tutti i propri risparmi. L’uomo ha scelto la vigilia di Natale per iniziare a presidiare la sede della banca e per reclamare la rifusione del danno, corrispondente all’indennità assicurativa percepita in seguito all’evento che non gli consente di lavorare da una quindicina d’anni.

Con l’auto contro la sede della Banca

Poi la decisione, giunta nella mattinata di mercoledì 27 dicembre, di ingranare la retromarcia e di spingere la propria autovettura contro la sede della banca. Un gesto comprensibile anche alla luce del dettato costituzionale visto che l’articolo 47 sancisce che la Repubblica ha il compito di incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme. E non a caso l’episodio è capitato proprio quando in Italia sono partite le celebrazioni per il 70esimo anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale dello stato repubblicano.

Lista banche a rischio e più sicure

Tra le tante liste che girano da tempo sul grado di affidabilità delle banche italiane, segnaliamo quella di Altroconsumo su quelle solide. La sicurezza - viene fatto notare - ha però un costo. Nel caso di scelta di uno di questi istituto di credito per aprire un conto corrente, il costo annuo può essere alto. La graduatoria si compone con

  1. Banca Agricola Popolare di Ragusa
  2. Popolare Emilia Romagna
  3. Banca Sella
  4. Bper Banca
  5. Credito di Ravenna
  6. Banca Malatestiana Credito Cooperativo
  7. Banca Reale
  8. Desio e della Brianza
  9. Cassa di Risparmio di Asti
  10. Cariparma
  11. UBI Banca

Il tutto, rileva ancora, ricordando la normativa sul bail-in. La parola si può tradurre come salvataggio interno e con questa si definisce la procedura di svalutazione di azioni e crediti e la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà o una nuova banca che ne continui le funzioni essenziali. Si contrappone al bail-out, cioè il sistema di salvataggio delle banche che gravava sugli Stati. In sintesi, con il bail-in in caso di dissesto di un istituto di credito pagheranno solo i suoi clienti e non tutti i contribuenti. Il bail-in si applica seguendo una gerarchia. Chi ha investito in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le eventuali perdite. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva.

Le azioni sono il primo strumento finanziario a cadere sotto la falce del bail-in e gli azionisti i primi a pagare le conseguenze del dissesto della banca. Poi sono coinvolti i titoli subordinati, quindi le obbligazioni senior e infine i depositi superiori a 100.000 euro di piccole e medie imprese e privati. Gli investimenti al sicuro dai bail-in sono le obbligazioni di altre banche, i bond di emittenti diversi da una banca, le azioni di emittenti diversi da quelli della banca oggetto di bail-in, i conti correnti e i conti deposito con giacenze inferiori a 100.000 euro, i fondi comuni, i fondi pensione, le polizze assicurative, gli etf (exchange-traded fund).

Ma ci sono ulteriori rischi conti correnti senza protezione e congelamento possibile con regole Ue

Se le nuove regole sul sistema delle banche dovessero passare, a rischiare saranno anche i risparmiatori con conti correnti con depositi più contenuti. Quelli che, secondo le disposizioni adesso in vigore, non sarebbero coinvolge nel ripianare le perdite di una banca in fallimento. Le norme fissano in 100.000 euro la soglia discriminante. Ebbene, sotto la spinta della Germania, che continua a rappresentare la locomotiva europea alla quale si agganciano gli altri Paesi, l'esecutivo comunitario potrebbe fare cadere la garanzia sui conti correnti aperti nelle banche, incluse quelle italiane. La ragione che sta alla base della creazione sistema unico di garanzia dei depositi sta nell'indisponibilità di Bruxelles (su spinta della ricca Germania) a ripianare le perdite degli istituti nazionali. Come dire, tutto dovrà essere risolto internamente fino all'ultimo centesimo di euro.

Nel caso di crisi accertata della banca si fa ricorso al cosiddetto bail in ovvero la procedura di salvataggio interno secondo un preciso ordine di coinvolgimento. In ogni caso, le attuali regole prevedono che siano esclusi i correntisti fino a 100.000 euro ovvero quelli protetti dal Fondo di garanzia dei depositi. Non solo conti correnti, sono tutelati anche i conti deposito, i libretti di deposito e i certificati in deposito. Sono comunque coinvolte altre forme di impiego del risparmio come le obbligazioni emesse dalle banche. Anche per la parte che oltrepassa la soglia di 100.000 euro, i depositi delle persone fisiche e delle piccole e medie imprese ricevono un trattamento preferenziale.

Sono cioè chiamati al sacrificio nel caso in cui il bail in di tutti gli strumenti con grado di protezione minore nella scala fallimentare non fosse sufficiente a coprire le perdite. Stando a quanto riferisce Libero, nel nuovo schema messo a punto dall'esecutivo che farebbe cadere la garanzia ovvero la sicurezza dei risparmi depositi, sarebbero stati individuati due momenti:

  1. la riassicurazione in cui il sistema unico fornirebbe liquidità ai fondi di garanzia nazionali con prestiti da rimborsare
  2. la coassicurazione se l'Unione europea si renderà a coprire le perdite delle banche senza recuperarle poi dai singoli Stati

L'idea di Bruxelles è che l'Europa nel caso di crisi bancaria non sostenga perdite, ma eroghi solo un prestito. Mira poi a ridurre il fardello degli Npl, che è anche causa del freno alla condivisione dei rischi e dunque della revisione delle regole attuali. Allo studio c'è l'assicurazione comunitaria dei depositi, ma anche il contrasto alle sofferenze bancarie. In sintesi, la nuova proposta comunitaria su una assicurazione in solido dei depositi bancari prevede che la mano europea nel caso di crisi bancaria non sostenga perdite nette, bensì effettui un prestito al sistema bancario in difficoltà. L'obiettivo è di facilitare in qualche modo una condivisione dei rischi, vincendo le ritrosie tedesche. L'esecutivo comunitario propone che il Meccanismo europeo di stabilità diventi un eventuale paracadute finanziario.

Per rafforzare e diversificare i bilanci creditizi, la Commissione ricorda l'idea di strumenti cartolarizzati che raggruppino titoli di Stato dei diversi paesi della zona euro. Il pacchetto prevede uno schema in vista della nascita di veicoli nazionali dedicati alla gestione di crediti inesigibili; misure legislative per promuovere mercati secondari su cui negoziare titoli di credito di cattiva qualità; la possibilità di chiedere alle banche ulteriori paracaduti prudenziali.