Sfratti, emergenza per morosità casa Toscana e Trentino. Serve investimento affitti da Asia-Usb

Aumentano gli affitti e cresce anche la morosità e gli sfratti con il ritorno di una emergenza casa non poco preoccupante come in regioni ricche come Toscana o Trentino

Sfratti, emergenza per morosità casa Tos

Canoni locazioni ritornano a crescere in Italia


Una vera e propria emergenza che non riguarda solo gli affitti di casa di Trentino Alto Adige e Toscana, ma di tutte o quasi le città e le regioni italiane con una impennata di sfratti per morosità

Preoccupano e non poco i dati sula morosità degli inquilini e gli sfratti in tuttta Italia, in Regioni anche come il Trentino Alto Adige o la Toscana, che di solito sono anche tre quelle più ricche.
Una tendenza che cresce in tutta Italia come riportano la Asia-Usb in Toscana e l'informativa in Trentino dell'assessore Daldoss, con 323 sfratti esecutiv con un +70%, tutti dovuti a morosità. 
E a livello nazionale aumenta anche il numero di coloro che sono indietro con le spese condominiali, un'altra piaga molto grave.
Da sottolineare come in Toscana Asia-Usb, chieda maggiori soldi per l'investimento in affitto, per iutare che non riesce anche perchè Rapporto Immobiliare 2017, inic come il costo medio di un affitto è di 600 euro, con una incidenza del 35% sul lavoro dipendente e del 43% sulla pensione.

In crescita i prezzi degli affitti.

Era da un po' che non sentivamo questa notizia: i canoni di locazioni sono tornati a crescere. Non ovunque e non nella stessa misura perché a Roma, ad esempio, il segno continua a essere negativo. Tuttavia il trend generale è cambiato e ha imboccato una direzione differente rispetto a quella a cui siamo abituati da alcuni anni a questa parte. Ad avere acceso un faro sulla situazione attuale ci ha pensato il Rapporto sulle locazioni 2017 a firma Solo Affitti ed elaborato con Nomisma. Due premesse sono indispensabili. Innanzitutto occorre fare una distinzione tra canoni delle abitazioni non arredate e canoni delle abitazioni arredate. Come vederemo, l'andamento è differente rispetto al caso esaminato. In seconda battuta, la città di Milano continua a fare da apripista ovvero ad anticipare l'andamento del mercato immobiliare.

Si ricominci da quel -0,2% dei canoni di locazione in Italia registrati lo scorso anno. Certo, è sempre possibile fare peggio, ma alla luce dei primi timidi segnali di ripresa era oggettivamente difficile immaginare di fare peggio. E in effetti, alcune tra le principali città esibiscono una sfilza di segni positivi, come Cagliari (+12,0%) Genova (+11,4%) e Venezia (+9,1%). Sono tornati a salire gli affitti anche a Bari con un bel +8,3%. L'aumento più evidente è quello dei prezzi d'affitto a Cagliari con un netto +12,0%. Ricordando come il quadro di riferimento continui a essere quell'oculatezza e che la ripresa in corso presenti tratti di fragilità, i canoni delle abitazioni non arredate sono aumentati di un incoraggiante 2,6% mentre i canoni delle abitazioni arredate hanno addirittura fatto registrare progressi per il 4,6% rispetto allo stesso periodo di riferimento dello scorso anno.

La composizione della domanda rivela il perdurante attendismo della componente di investimento e la concretizzazione delle aspettative di crescita del Paese. Ma ci sono anche alcuni passi falsi ovvero quelle città in cui la tendenza continua a essere negativa, in alcuni casi anche a doppia cifra. Gli esempi più eclatanti sono (-10,0%), Palermo (-7,2%), Perugia (-5,3%), Roma (-4,1%) e Firenze (-1,4%). Le ragioni di questi numeri negativi andrebbero analizzate caso per caso, ma in generale non si può non ricordare l'eccesso di offerta e la fragilità economica della domanda. Le discrepanze tra città continuano a essere evidente sotto i profili della velocità di assorbimento delle abitazioni in vendita, della crescita della domanda e della contrazione dello sconto medio praticato.

Tra cedolare secca e contratti a canone concordato

Per dirla con le parole di Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti, quest'anno il mercato delle locazioni ritorna più vivace e dinamico, con canoni in crescita soprattutto per monolocali, trilocali e quadrilocali, anche se non in egual misura in tutte le città. Sotto il profilo fiscale, la quasi totalità dei proprietari (ormai oltre il 90%) sceglie la cedolare secca, associata ai contratti a canone concordato.

Mercato immobiliare ancora in ripresa e ultimi dati

Le ultime notizie rese note dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate mostrano, infatti, un aumento delle compravendite delle abitazioni pari al 3,8%, mentre le compravendite delle pertinenze (cantine e soffitte) crescono del 10,1%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda poi il settore terziario-commerciale, che comprende uffici e negozi, si è registrato un +6,2% mentre il settore produttivo ha mostrato una crescita del 4,9%. Si tratta di numeri che, come sopra accennato, confermano il rialzo del mercato immobiliare che si è registrato negli ultimi tre anni e che fa ben sperare in una grande ripresa del mercato.

Stando sempre a quanto riportano le ultime notizie, starebbe crescendo il mercato residenziale nelle grandi città (+4,4%), con la crescita maggiore registrata a Napoli, dove gli acquisti di abitazioni sono aumentati del 13,6%, seguita da Palermo (+8,3%), Torino (+5,7%), Roma e Milano (4%). Dalle ultime e ultimissime notizie, emerge poi che Bologna è risultata l'unica tra le grandi città a mostrare un dato negativo (-4,3%). Volendo entrare più nello specifico dei risultati ottenuti nel campo immobiliare, secondo le ultime notizie, i buoni risultati relativi all’andamento del settore sarebbero sostenuti soprattutto dalla crescita degli scambi nelle aree del centro e del nord ovest, (rispettivamente +18,7% e +11,3%). Numeri inferiori si sono registrati al nord est (+3,5%) e al sud (+0,3%). Netto calo delle compravendite (-37,3%) nelle isole.

I prezzi medi delle case in Italia

Come a inizio pezzo accennato, il rialzo del mercato immobiliare, che continua, è particolarmente stato trainato da un forte abbassamento dei prezzi degli immobili, che continuano a mantenersi su bassi profili, tranne rare eccezioni. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, i prezzi celle case sono chiaramente diversi nel nostro Paese, certo il prezzo di un appartamento in una grande città come Roma o Milano, di 180mq non sarà mai uguale a quello di un appartamento della stessa grandezza ma situato in un piccolo Comune soprattutto se del Sud. Secondo le ultime notizie, il prezzo medio di un’abitazione nel nostro Paese sarebbe di 1.820 euro al metro quadro, almeno stando a quanto riportato dall’indagine mensile di Idealista, condotta sulla base di 403.430 annunci pubblicati nel mese di agosto.

Aumenti dei prezzi sono stati registrati solo in tre regioni su 20 e sono:

  1. Friuli Venezia Giulia (0,9%);
  2. Puglia (0,7%);
  3. Sardegna (0,3%).

I prezzi delle case sono invece calati in regioni come:

  1. Piemonte (-2,5%);
  2. Trentino Alto Adige (-1,4%);
  3. Campania, Lombardia e Marche (-1,3%).

Per quanto riguarda le regioni con gli immobili più costosi, troviamo:

  1. Liguria in testa con una media di 2.636 euro al metro quadro;
  2. Valle d’Aosta (2.482 euro metro quadro);
  3. Lazio (2.447 euro).

Tra le città, invece, le più care in cui comprare casa sono:

  1. Venezia con 4.314 euro al metro quadro;
  2. Bolzano (3.465 euro);
  3. Milano (3.387 euro);
  4. Firenze (3.381 euro);
  5. Roma (3.196 euro).   

Imposte territoriali, comunali e regionali e sulla casa in arrivo

Le tasse per il prossimo anno avranno un aumento di circa 9 miliardi sicuri indicati dalla Ulm, ufficio studi. Peso fiscale che interesserà tutti i cittadini e le imprese soprattutto a livello di imposte locali, ma che potrebbero aumentare anche se andasse in porto la riforma del catasto.
Vi dovrebbero, poi essere meno detrazioni per i familiari a carico, o comunque, regole differenti che dovrebbro peggiorare la situazione di dievrsi nuclei familiari, così come l'aumento del bollo dell'auto per le auto che inquinano di più.
E le detrazioni su ristrutturazioni e i lavoro di risparmio energetico saranno per la maggior parte di chi deciderà di intraprenderle minori.
Per le imprese e professionisti non ci sarà L'iri, la tasa unica del 24%,c he doveva essere introdotta proprio da questo iter economico, ma sarà rimandata con un risparmio mancato di circa 2 miliardi.