Spostare conto corrente. Costi, tempi e regole aggiornate per cambiare banca e trasferire conto

Il punto di partenza è il diritto riconosciuto dalla legge a tutti i correntisti di trasferire il conto corrente, anche senza fornire alcuna spiegazione.

Spostare conto corrente. Costi, tempi e

Come trasferire il conto corrente

Cambiare conto corrente può rivelarsi una vera e propria opportunità. In un mercato competitivo come quello bancario in cui sono proposte sempre nuove e migliori offerte in termini di condizioni e tassi di interesse, per i correntisti si tratta di una scelta tutt'altro che secondario. Ma allo stesso tempo non è così scontata la facilità per spostare i propri risparmi da una parte all'altra.

In prima battuta perché occorre seguire un iter ben preciso in termini di costi, tempi e regole aggiornate in questo 2019. In seconda battuta perché trasferire conto e cambiare banca sono due operazione scoraggiate dallo stesso istituto di credito. In fin dei conti per loro si tratta della perdita di clienti e di soldi da gestire.

Come trasferire conto corrente

Il punto di partenza è il diritto riconosciuto dalla legge a tutti i correntisti di trasferire liberamente il conto corrente, anche senza fornire alcuna spiegazione. Le regole aggiornate 2019 confermano che l'istituto di credito è obbligato a concedere il via libera, al netto naturalmente del pagamento di eventuali pendenze. Per quanto riguarda le modalità di spostamento del conto corrente, basta presentare domanda su apposito modulo alla banca da abbandonare o a quella nuova che si assume il compito burocratico.

In tutti i casi occorre indicare la data di efficacia del trasferimento che deve essere successiva di almeno 12 giorni da quella della presentazione della richiesta. Per quanto riguarda i costi, il cambiamento della banca è gratuito: nulla è dovuto alla vecchia banca e né a quella nuova.

Occorre comunque restituire l'estratto conto titoli, gli estratti conto da cui desumere i servizi di pagamento effettuati sul vecchio conto, le carte di credito e il bancomat del vecchio conto, gli assegni non utilizzati. Il trasferimento del conto comporta anche lo spostamento dei servizi di pagamento ovvero i bonifici ricorrenti a favore di terzi, l'accredito di stipendi e pensioni, l'addebito diretto del pagamento delle utenze o delle rate del mutuo.

Perché cambiare banca, cosa controllare

Per scoprire se conviene cambiare banca e trasferire conto occorre leggere con attenzione le condizioni proposte dal proprio istituto di credito e confrontarle con quelle della nuova banca. A iniziare dai costi relativi all'operatività del conto corrente ovvero canone mensile, spese di invio documento di sintesi, versamenti assegni e spese di scrittura. Attenzione poi alle spese relativa al bancomat: canone, commissioni prelievo dalla propria banca e da altra banca, commissioni di prelievo sul circuito internazionale. Da non sottovalutare le voci relative a bonifici, assegni e Rid.

Si tratta del Rapporto interbancario diretto ovvero l'autorizzazione ad accettare gli ordini di addebito di creditori, per esempio i gestori di servizi gas, luce e acqua. Il totale spese al netto affidamenti e sconfinamenti è il costo complessivo del conto: il cosiddetto Isc (Indicatore sintetico di costo) che si può confrontare con quello indicato nei foglietti informativi delle altre banche.

Altre tre voci da verificare sono quelle relative a carte di credito - canone annuo, invio estratto conto, altre spese -, ai costi per affidamenti o sconfinamenti ovvero la somma degli interessi passivi e delle spese sostenute se il conto è andato in rosso, e all'imposta di bollo di 34,20 euro all'anno se la giacenza media nell'anno supera i 5.000 euro, ma che alcune banche possono cancellare a farsene carico per convincere nuovi clienti.

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di Luigi Mannini pubblicato il