Steinhoff, trema pure Goldman Sach. Debiti 18 miliardi. Rischio nuova Enron

Le banche coinvolte negli affari Steinhoff sono tutte di primissimo piano, come quella d'affari Goldman Sachs, ma è coinvolta anche la Bce per il maxi acquisto di un bond.

Steinhoff, trema pure Goldman Sach. Debi

Steinhoff, trema pure Goldman Sachs


I paragoni iniziano a sprecarsi, ma di certo quello di Steinhoff è ufficialmente un nuovo caso. Succede infatti che uno scandalo finanziario ha portato al crollo del valore delle azioni e dei bond in Borsa del colosso dell'arredamento Steinhoff ed esperti e analisti iniziano a vedere analogie con la vicenda Enron. Anche in quel caso, il gigante energetico americano aveva iniziato il suo declino con le previsioni degli osservatori in seguito a operazioni che al mercato non erano affatto piaciute. Il problema è anche un altro ovvero l'imprevedibilità delle conseguenze. Al pari altri casi, sono tanti gli istituti di credito esposti con Steinhoff. Ma tra questi rientra anche la Banca centrale europea che, se la situazione dovesse fatalmente precipitare, si troverebbe a ricoprire il ruolo di maggiore azionista.

Non solo Bce, le banche esposte con Steinhoff

Come ricorda Bloomberg, le banche coinvolte negli affari Steinhoff sono tutte di primissimo piano, come quella d'affari Goldman Sachs. Anch'essa trema dinanzi ai 18 miliardi di euro complessivi accumulati dal gigante retail. Ma poi ci sono anche istituti del calibro di Bnp Paribas, Bank of America, Standard Bank Group, Nomura Holdings, Rand Merchant Bank, divisione di FirstRand, Citigroup, Investec e Hsbc. Tutte loro hanno concesso finanziamenti di importo variabile, anche in relazione all'emissione di azioni per finanziare l'acquisizione di Mattress Firm e Poundland. Il coinvolgimento della Bce è invece presto detto: ha acquistato il bond Steinhoff Europe AG ovvero quello della divisione europea nel contesto del suo programma di stimolo dell'economia europea, ancora in corso ma destinato a terminare.

Una mossa non fruttuosa alla luce dei 7 miliardi di euro andati in fumo in un solo giorno. Il tutto mentre chi, come Adrian Saville, amministratore delegato di Cannon Asset Managers a Johannesburg, avanza sospetti sul modo in cui è avvenuto il finanziamento di quei veicoli che non sarebbero in bilancio. Si tratta di un terremoto nel terremoto, considerando le indagini su presunte irregolarità contabili e le dimissioni dello stesso amministratore delegato Markus Jooste.

Perché poi stiamo parlando di un colosso il cui principale azionista ha portato 628 milioni di azioni Steinhoff a garanzia per ottenere finanziamenti da parte di Goldman Sachs e le altre sorelle. La multinazionale ha mosso i suoi primi passi dal Sud Africa per poi diventare una colonna del retail in Europa, negli Stati Uniti e in Australia. Il presidente Christo Wiese è il quarto uomo più ricco del Sud Africa.




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di Chiara Compagnucci pubblicato il