Tassa occulta sui risparmi da 10 miliardi. Una vera e propria stangata per tutti italiani

Non solo si registra la perdita del treno delle Borse da parte degli italiani, ma anche la fuga dal mercato obbligazionario con la riduzione dell'esposizione in bond.

Tassa occulta sui risparmi da 10 miliard

Tassa occulta sui risparmi da 10 miliardi


C'era una volta un tempo in cui i soldi, se c'erano, venivano lasciati sotto al materasso. Lontani dagli sguardi delle banche, sempre un po' troppo ballerine quando si tratta di gestire i risparmi degli italiani. Basta vedere cosa succede oggi: al di là degli istituti di credito falliti o quelli nell'occhio del ciclone per qualche operazione spericolata di troppo (sempre con i soldi degli italiani), gli interessi sono garantiti sono intorno allo zero, se non di segno negativo. Ebbene, succede che ancora oggi, la tendenza a custodire i soldi anziché depositarli è dura a morire. Le stime più recenti riferiscono che gli italiani tengano in contanti o sul conto corrente il 31% dei risparmi, circa 1.329 miliardi di euro. E che, particolare di primissimo piano, nel solo anno appena trascorso hanno pagato una tassa occulta di oltre 10 miliardi di euro in termini di perdita di potere d'acquisto.

La fotografia del risparmio in Italia

Sul risparmio degli italiani pesa allora una tassa occulta da oltre 10 miliardi di euro. A pesare è l'effetto inflazione su 1.329 miliardi di euro bloccati sui conti correnti o lasciati liquidi. Vista anche da un'altra angolazione, risulta non efficiente la gestione del 31% delle risorse. Insomma, cautela ed effetto inflazione creano un mix deleterio all'insaputa degli stessi risparmiatori. E c'è anche un altro aspetto da non sottovalutare: la perdita della voglia di investire. Anche in questo caso è possibile fare riferimento ad alcuni numeri ben precisi che rendono l'idea di cosa sta accadendo in Italia, ben oltre le facili e fallaci supposizioni. Sono stati investiti direttamente 55 miliardi di euro in titoli italiani e 69 miliardi di euro in quelli esteri. Tanto o poco? Rappresentano il 3% della ricchezza.

Non solo si registra la perdita del treno delle Borse, ma anche la fuga dal mercato obbligazionario con la riduzione dell'esposizione in bond: dai 410 miliardi di euro investiti a fine 2015, oggi si è scesi a 334,5 miliardi di euro. Non c'è dubbio che gli stessi istituti di credito abbiano messo il loro zampino nella creazione di questo trend, ma si tratta della fotografia più aggiornata della situazione nazionale dalla quale non si può prescindere in sede di analisi e contromisure. A conti fatti, il risparmio nazionale è un tesoro distribuito male ma comunque pari a 4.228 miliardi di euro al netto degli immobili. La situazione è di fatto congelata perché, come spiegano gli esperti, i dati mostrano che le disponibilità finanziarie delle aziende e delle famiglie italiane sono bloccate. Significa che se i cittadini accumulano per timore di nuove tasse, le imprese non investono perché non hanno fiducia nel futuro.

La fotografia del risparmio italiano e delle consistenze parla chiaro:

  1. Riserve assicurative e garanzie standard 986,1 miliardi di euro
  2. Azioni e altre partecipazioni 963,3 miliardi di euro
  3. Biglietti, monete e depositi a vista 873,3 miliardi di euro
  4. Quote di fondi comuni 494,1 miliardi di euro
  5. Altri depositi 456,5 miliardi di euro
  6. Titoli a medio lungo termine 334,5 miliardi di euro
  7. Altri conti attivi e passivi 102,5 miliardi di euro
  8. Prestiti a breve termine 14,3 miliardi di euro
  9. Titoli a breve termine 3,4 miliardi di euro
  10. Derivati e stock option di dipendenti 0,8 miliardi di euro
  11. Prestiti a medio lungo termine 0