Tfr 2019-2020 meglio lasciarlo in azienda o metterlo in fondi integrativi.

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Tfr 2019-2020 meglio lasciarlo in aziend

Fondi integrativi o Tfr 2019-2020

Qual è la strada migliore per mettere fieno in cascina negli anni lavorativi per poi goderne dal momento del congedo? Cosa scelgono gli italiani?

Perché poi arriva per tutti i lavoratori dipendenti il momento di rispondere a una fatidica domanda: meglio lasciare il Tfr in azienda e riscuoterlo al termine del rapporto di lavoro oppure dirottarlo sin da subito in fondi integrativi per percepire una pensione economicamente più robusta.

La scelta è sempre personale e si basa su una molteplicità di fattori, tra cui il rapporto di fiducia con l'azienda e la sua stessa solidità. Ma nel valutare cosa conviene e quindi i pro e i contro di entrambe le soluzioni occorre necessariamente tenere conto dei numeri.

Da questi non si scappa perché ci danno un'idea plastica di quale sia la migliore scelta economica. Come vedremo a breve, i rendimenti non sono sempre gli stessi e nel biennio 2019-2020, una di queste scelte sembra essere più interessante dell'altra. In particolare

  • Fondi integrativi o Tfr 2019-2020, pro e contro
  • Cosa conviene tra fondi integrativi o Tfr

Fondi integrativi o Tfr 2019-2020, pro e contro

Uno strumento utile per confrontare il Tfr in azienda e i fondi integrativi ovvero quale dei due conviene in termini di rendimenti è senza dubbio il prospetto aggiornato della previdenza integrativa realizzato dalla commissione di Vigilanza sui fondi pensione.

A una prima lettura la conclusione può sembrare sorprendente considerata la difficoltà dell'economia italiana a rilanciari, ma il numero dei lavoratori che hanno deciso di iscrivere a un fondo pensine è in costante aumento.

Ma occorre andare al di là della superficialità e cercare di comprendere perché sia stato proprio questo il trend del 2019 e che, molto probabilmente, proseguirà anche nel 2020.

La prima e forse più importante ragione è proprio di tipo economico: i rendimenti dei fondi pensione sono molto superiori alla rivalutazione del Trattamento di fine rapporto in azienda perché tra il +1,2% e il +9,4% dei Piani individuali pensionistici (e il +7,2% dei fondi pensione aperti) c'è molta differenza.

Il concetto intorno ai fondi pensioni e ai pieni di accumulo è semplice: mettere fieno in cascina negli anni lavorativi per poi goderne dal momento del congedo. Insomma, si tratta di accumulare un tesoretto, prezioso soprattutto per chi non ha avuto una carriera professionale costante e progressiva.

In realtà ci sono vantaggi anche immediati, come la deducibilità di parte dei contributi versati. I fondi pensione, in cui finiscono i versamenti effettuati dai lavoratori e dalle imprese, possono essere di due tipi: chiusi o aperti. I primi sono il risultato di un negoziato tra le parti sociali e non a caso vengono definiti anche negoziali.

Il fondo si rivolge a specifiche categorie di lavoratori. All’opposto i fondi aperti sono costituiti da intermediari finanziari, come banche e assicurazioni, e consentono l’accesso a tutti, nei limiti imposti dalla legge.

Cosa conviene tra fondi integrativi o Tfr

Le forme pensionistiche complementari offrono diverse alternative per investire i contributi, chiamate opzioni di investimento o anche comparti o linee di investimento. Si differenziano in base agli strumenti finanziari che vengono acquistati e sono quasi sempre riconducibili ad alcune ben specifiche categorie.

La scelta di mantenere il Tfr in azienda trova la spinta su ragioni di ricerca di rassicurazioni e di non voler aprire un nuovo canale in cui investire i propri risparmi.

È possibile per il lavoratore aderire a un piano individuale pensionistico ovvero a una forma di risparmio individuale che ha le stesse finalità dei Fondi pensione. In buona sostanza siamo davanti al secondo pilastro su cui può poggiare il futuro dei lavoratori, quando raggiungeranno l’età della pensione, essendo il primo la previdenza che si ottiene con i versamenti obbligatori.

L’attività delle forme pensionistiche complementari è sottoposta al controllo della Commissione di vigilanza sui fondi pensione. I Piani di accumulo sono possibilità di investimento in fondi comuni per la creazione di capitale che cresce nel tempo.

Presenta alcune caratteristiche ben precise: versamenti mensili anche a partire da piccole somme; l’opportunità di scelta fra diverse classi di rischio e di sospendere o interrompere il piano senza penali.