Vulcano bond, la prossima crisi che scoppierà

Si vocifera che in Italia i prossimi strumenti finanziari che riserveranno brutte sorprese saranno i fondi a cedola caratterizzati da bond dal basso rating.

Vulcano bond, la prossima crisi che scop

Vulcano bond, la prossima crisi che scoppierà


Si avvicina a grandi passi un nuovo anno e, come da tradizione che si rinnova, queste ultime settimana sono caratterizzate dalle previsioni di analisti ed esperti di settore su ciò che accadrà. Perché tra crisi di banche e speculazioni, incertezze economiche e tanti dubbi sulle migliori opportunità di investimento, l'impressione è che si sia smarrita la bussola. Cosa mettere allora in conto sul delicatissimo terreno delle Borse? Ebbene, c'è un comparto che non va perso di vista ed è quello dei bond. Si parla con sempre maggiore insistenza di crisi e c'è una parola che viene accostata con frequenza e timore: vulcano. La metafora utilizzata da Bill Blain, strategist del broker Mint Partners è decisamente efficace e rende bene l'idea: è quella del vulcano islandese.

Vulcano bond pronto a esplodere

Il concetto espresso è molto chiaro: c'è qualcosa di sotterraneo che sta ribollendo sotto i piedi, proprio come un vulcano pronto a esplodere. Secondo Bill Blain, già da adesso è possibile sentire il mercato dei bond ad alto rendimento che si muove come una nube di fumo minacciosa che sale sopra il ghiacciaio. E c'è un caso che Bill Blain ama ricordare a sostegno delle sue tesi tutte le volte che viene tirato in ballo. L'azionario cinese è improvvisamente crollato fino a raggiungere il punto più basso degli ultimi 17 mesi in seguito ai timori di surriscaldamento dell'inflazione. E le ripercussioni sono evidentemente a catena, considerando le preoccupazioni del mercato rispetto alle conseguenze sull'economia delle prospettate misure di stretta creditizia imposte dal governo cinese.

Nel caso in cui l'inflazione, ovvero il livello medio dei prezzi, torni a crescere e le autorità di Pechino implementino politiche per alimentare salari e prezzi al consumo, i tassi di interesse potrebbero improvvisamente schizzare verso l'alto, rendendo complicati i rifinanziamenti di famiglie e aziende in debito. La partita si sta giocando sul filo del rasoio come veri funamboli. I primi chiari segnali della direzione imboccate sono già attesi entro la fine dell'anno, nelle prossime settimane.

Rischi e preoccupazione anche per l'Italia

Non può dormire sonni tranquilli l'Italia perché arriverà un momento in cui la protezione della Banca centrale europea verrà meno e la mano invisibile della fiducia si farà sentire in misura minore. A quel punto si aprirà un nuovo scenario che potrebbe ricalcare quanto già visto con le obbligazioni subordinate. Si vocifera infatti che i prossimi strumenti finanziari che riserveranno brutte sorprese saranno i fondi a cedola caratterizzati da bond dal basso rating. Una situazione che non fa dormire sonni tranquilli e merita la necessaria attenzione. Non è allora che un caso che la stessa Bce stia rallentando rispetto alla possibilità di fare un (inevitabile) passo indietro rispetto alle politiche accomodanti che stanno caratterizzando la sua azione da alcuni anni a questa parte.