730 2018, controlli preventivi per rimborsi. Le modifiche. Deciso cosa controllare

Scadenze di presentazione del modello 730 2018 per la dichiarazione dei redditi e questione rimborsi: controlli e tempi

730 2018, controlli preventivi per rimbo

730 2018 fissati sistemi controllo rimborsi


Per i rimborsi del 730 2018 sono stati decisi ufficialmente gli elementi da controllare in maiera preventiva per poi poterli erogare. Vediamo cosa cambia. 
 

Si avvicinano le scadenze di presentazione dei modelli di dichiarazione dei redditi. Per quanto riguarda il modello 730 2018, le scadenze sono fissate al 7 luglio 2018, per l’invio delle dichiarazioni dei redditi presentate dai sostituti d’imposta, data che slitta automaticamente al 9 luglio perché il 7 quest’anno cade di sabato; e al 23 luglio 2018 per la presentazione diretta da parte di caf e professionisti. Le ultime notizie, intanto, forniscono informazioni e chiarimenti circa i sistemi di controllo per l’erogazione di eventuali rimborsi. Vediamo di cosa si tratta.

730 2018: fissati sistemi di controllo per rimborsi

Per valutare se effettivamente un contribuente ha diritto o meno ad un rimborso, l'Agenzia delle Entrate ha definito sistemi di controllo volti ad accertare la coerenza del rimborso stesso. Si tratta di una novità resasi necessaria perchè negli anni passati si sono verificate irregolarità. Per valutare, dunque, le eventuali situazioni di rischio, che potrebbero portare al blocco dei rimborsi del modello 730, le Entrate hanno deciso di effettuare i controlli delle dichiarazioni dei redditi modello 730 2018 da cui emergono rimborsi per il contribuente. I sistemi di controlli fissati relativi ai rimborsi, stando alle ultime notizie, prevedono:

  1. presenza di situazioni di rischio in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti;
  2. scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle CU e nelle dichiarazioni dei redditi dell’anno precedente;
  3. presenza di altri eventuali dati di incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o riportati nelle CU.

Prima che le Entrate procedano all’applicazione di tali controlli, è possibile avviare monitoraggi preventivi con riferimento alle dichiarazioni presentate ai CAF o ai professionisti abilitati, sia in via automatizzata sia tramite verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione del modello 730.

730 2018: regole e tempi rimborsi

Per quanto riguarda i tempi di rimborsi derivanti da 730, il datore di lavoro deve effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca o trattenere le somme o le rate dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all'Irpef e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20% su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto all’addizionale comunale all’Irpef con la busta paga del prossimo mese di luglio. Può occuparsi del rimborso anche il sostituto di imposta, che potrà effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute a titolo di acconto, saldo Irpef, di imposte sostitutive o addizionali.

Diversi sono, invece, i tempi dei rimborsi per i pensionati. Se infatti per i lavoratori dipendenti avvengono a partire dal prossimo mese di luglio, per i pensionati, i tempi dei rimborsi slittano al mese di agosto. I contribuenti che chiedono il rimborso Irpef oltre i 12 euro tramite 730 ricevono quanto versato in più direttamente nella busta paga di luglio dal datore di lavoro, mentre i pensionati ricevono quanto versato in più sul cedolino pensione di agosto direttamente dall'Ente pensionistico. Se, poi, sono state attuate modifiche o integrazioni al Modello 730 precompilato, a causa dei diversi controlli che devono essere attuati dalle Entrate, i rimborsi possono slittare i anche di sei mesi, arrivando dunque fino a gennaio, febbraio.

Se emerge un credito dalla dichiarazione dei redditi, il rimborso viene eseguito direttamente dall’Agenzia delle Entrate e, se il contribuente ha fornito l’Iban del proprio conto corrente bancario o postale, il rimborso viene accreditato su quel conto. Se, invece, il contribuente non ha fornito le coordinate del proprio conto corrente, è possibile o riscuotere direttamente la somma in un qualsiasi ufficio postale, purchè si tratti di un rimborso di somma inferiore ai mille euro, o, se superiore ai mille euro, con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia.