Airbus 380, stop produzione e rischio estinzione per il super Jumbo. I motivi

Difficile fare previsioni sul buon esito delle trattative con Emirates. Ma in caso di accensione del semaforo rosso, l'esito non potrà che essere l'interruzione del programma.

Airbus 380, stop produzione e rischio es

Airbus 380, stop produzione e rischio estinzione


Li abbiamo visti solcare i cieli, ma potrebbero essere state le ultime volte. Perché Airbus ha ufficialmente comunicato l'avvio delle procedure per l'interruzione della produzione del suo superjumbo A380. Il destino sembra già segnato, ma c'è comunque una via d'uscita a una situazione che potrebbe avere ripercussioni a catene sia all'interno della stessa società francese e sia nel mercato complessivo. La chiave di volta è rappresentata dall'individuazione della soluzione al blocco dell'ordine da 15 miliardi di dollari degli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di una situazione che presenta molti profili di sorpresa poiché la compagnia di Tolosa è recente vincitrice della sfida delle commesse su Boeing. Significa che gli obiettivi aziendali sono un target di 800 consegne di aeromobili nel 2018 contro 718 nello scorso anno,

Airbus: il nodo dell'A380

Il punto è che gli ambiziosi progetti della multinazionale transalpina impegnata nel comparto aerospaziale e della difesa passano dall'aumento dei livelli dei produzione dell'A320Neo e non dell'Airbus A380. Si tratta di una distinzione di grande rilievo perché i primi velivoli sono pensato per le tratte a medio raggio, mentre il secondo è la vera ammiraglia della compagnia. Quella che potremmo non vedere più nei cieli del mondo. La palla passa adesso alla Emirates di Dubai ovvero il cliente principale della società per questo segmento di mercato. E non si tratta di un interlocutore qualunque perché è il solo con una capacità di acquisto sufficiente per mantenere in vita l'Airbus A380. Numeri alla mano, negli ultimi 12 mesi gli Emirati hanno ordinato 100 A380. Airbus può finora fare rifermento su 12 ordini nel 2018 e altri 8 assicurati nel 2029. E come è stato comunicato, il minimo per far quadrare i conti è di 6 ordini l'anno.

Per il direttore vendite uscente John Leahy è inevitabile l'aria di incertezza. A suo dire è difficile fare previsioni sul buon esito delle trattative con Emirates. Di certo c'è che, in caso di accensione del semaforo rosso, l'esito non potrà che essere l'interruzione del programma.

Non solo A380

Sarebbe però sbagliato pensare che la società sia in crisi. Perché poi, a sfogliare i conti aziendali, la produzione di aerei a firma Airbus prosegue a gonfie vele. In qualche modo, la vicenda dell'A380 è il neo da correggere, le cui prospettive sembrano però in grado di avere un impatto nient'affatto trascurabile. A dimostrazione della salute della compagnia aerea c'è appunto la quinta vittoria consecutiva ai danni di Boeing sul terreno degli ordini di aeromobili: 1.109 netti nel 2017 rispetto ai 912 del competitore. Naturalmente bisogna fare anche i conti aritmetici e il bilancio commerciale riferisce come Airbus sia alle spalle della società statunitense in termini di consegne nonostante il numero record di 718 dello scorso anno contro i 763 del gruppo di Seattle. Guardando avanti, per Fabrice Bregier, chief operating officer di Airbus , due terzi delle consegne dovrebbero essere composte da A320neo nel 2018 contro un terzo nel 2017.