Alitalia, 6 mila tagli chiesti da Lufthansa

L'occasione per fare il punto sulla vicenda Alitalia e un eventuale passaggio di mano a Lufthansa è arrivata dal vertice annuale di Airlines for Europe (A4E),

Alitalia, 6 mila tagli chiesti da Luftha

Airlines 4 Europe Aviation Summit


Se da una parte Ryanair rinuncia alle trattative di acquisizione di Alitalia perchè i commissari straordinari stanno facendo un ottimo lavoro di risanamento, dall'altra Lufthansa continua ad essere interessata solo a patto che vengano approvati 6.000 tagli, si tratta ovviamente più di una questione politica e sindacale che di una mera operazione commerciale, che dovrà affrontare il nuovo Governo.

La situazione sta assumendo toni drammatici dal punto di vista occupazionali perché Lufthansa chiede fino a 6.000 tagli di posti di lavoro per accollarsi Alitalia. Ci sono alcuni passaggi preliminari da cui non cui non si può prescindere, tra cui appunto la ristrutturazione dell'azienda a suon di sforbiciate del personale.

Le trattative sono però congelate per via dell'assenza di un governo italiano in grado di sovraintendere all'operazione di un eventuale passaggio di mano. E il nodo dei lavoratori non può che essere tra quelli più delicati.

Mai erano saltate fuori le cifre relative all'abbattimento delle scure, ora portate alla luce dalle indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, secondo cui la compagnia tedesca ritiene che la Commissione di Bruxelles aumenterà la pressione perché ci sia una soluzione. Di certo c'è che l'interesse della compagnia tedesca è ancora vivo, come testualmente confermato da Carsten Spohr, amministratore delegato del gruppo Lufthansa

Airlines 4 Europe Aviation Summit

L'occasione per fare il punto, in maniera informale, sulla vicenda Alitalia e un eventuale passaggio di mano a Lufthansa, interessata al controllo al pari di Air France-Klm, affiancata da easyJet, è arrivata dal vertice annuale di Airlines for Europe (A4E).

Due passaggi sono decisivi per inquadrare la situazione: i dirigenti di Lufthansa sono in attesa di sapere quale governo guiderà l'Italia ovvero quale atteggiamento manterrà sulla vendita di Alitalia. In seconda battuta, l'attuale esecutivo ha aumentato da 600 a 900 milioni di euro il prestito statale alla compagnia. Stessa posizione di attesa per Air France-Klm, partner commerciale di Alitalia.

Decisamente scettico Willie Walsh, amministratore del gruppo Iag, che controlla anche British Airways e Iberia. Come rivelato al Sole 24 Ore, Alitalia non interessa, ma l'Italia sì. Si dicono concentrati sulla crescita organica, soprattutto attraverso Vueling. A suo dire Alitalia diventa sempre meno rilevante e non crede che ci sia qualcuno in grado di dire: sono pronto a risolvere il problema.

Oltre a Lufthansa Group erano presenti al summit belga Airlines 4 Europe gli altri fondatori dell'associazione nata due anni fa: Air France-Klm, International Airlines Group, Ryanair, easyJet, ma anche gli altri membri di A4E Aegean, airBaltic, Cargolux, Finnair, Icelandair, Jet2.com, Norwegian, Tap Portugal, Travel Service e Volotea.

E Ryanair si tira definitivamente indietro

In questo contesto di incertezza si registrano le parole di Michael O'Leary, numero uno di Ryanair, rilasciata a MF-Dow Jones sempre in occasione dell'Airlines 4 Europe Aviation Summit.

Ebbene, a detta del ceo della compagnia low cost per eccellenza Alitalia non andrebbe venduta ad Air France e Lufthansa perché andrebbe a drenare il traffico passeggeri dall'Italia verso Monaco, Francoforte e Parigi. Di più: i commissari di Alitalia - precisa O'Leary - hanno fatto un lavoro degno di nota e i sindacati italiani hanno ora molto meno potere di interrompere le operazioni. Ecco allora le ragioni per cui Ryanair si sarebbe fatta da parte nella gara per l'acquisizione dei Alitalia, di cui si era abbondantemente discusso per molte settimane.