Allarme per i ristoranti italiani dai Nas, non solo stranieri. Ecco cosa succede

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Il via al nuovo filone di polemiche ha preso le mosse dall'operazione dei Nas dei Carabinieri che ha svelato irregolarità nei ristoranti All you can it.

Allarme per i ristoranti italiani dai Na

Ristoranti pericolosi per la salute, anche italiani

Si fa presto a dire che i ristoranti etnici presentano scarse condizioni igieniche. Il recente blitz dei Nas dei Carabinieri hanno accertato irregolarità in 242 strutture dislocate in tutta Italia. Circa la metà dei ristoranti hanno rivelato mancato rispetto delle norme igieniche, cibi scaduti, scongelati e ricongelati, importazioni vietate ed etichette incomprensibili.

Un vero e proprio disagio che invita i consumatori a scegliere con attenzione i locali in cui andare a mangiare e a concedersi un pranzo o una cena in famiglia o con amici. Ma attenzione - è l'allarme del foodblogger Lorenzo Biagiarelli - sono tanti i ristoranti italiani in condizioni simili se non peggiori.

Ristoranti pericolosi per la salute, anche italiani

Il via al nuovo filone di polemiche ha preso le mosse dall'operazione dei Nas dei Carabinieri che ha svelato irregolarità alimentari soprattutto nei sempre più diffusi ristoranti All you can it, quelli in cui mangiare a sazietà pagando una cifra fissa, settore in grande espansione e richiamo per le generazioni più giovani. Il bilancio della retata parla chiaro: scarse condizioni igieniche nel 48% dei locali, sequestrate 128 tonnellate di cibo, chiusura o sospensione di 22 attività, riscontrate 477 violazioni di legge.

Come spiegato dall'Arma, il piano di controlli è stato realizzato con una metodologia finalizzata alla verifica del rispetto delle procedure di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti, dello stato igienico e strutturale dei locali di ristorazione e degli esercizi di vendita al dettaglio di prodotti preconfezionati, del mantenimento della catena del freddo.

Soprattutto in relazione ai cibi da mangiare crudi, estendendo la vigilanza anche ai canali di importazione e distribuzione delle derrate alimentari e delle materie prime provenienti da Paesi esteri, gestiti da aziende di commercio all'ingrosso, di deposito e di trasporto.

Ma c'è appunto chi, come il foodblogger Lorenzo Biagiarelli, si pone una domanda di fondo: perché hanno controllato solo ristoranti etnici? Per poi lasciarsi andare a un provocazione hanno fatto bene, sono loro che hanno gli scarafaggi in cucina, mica gli italiani. Di conseguenza si domanda cosa succedere se controllassero solo i ristoranti italiani. La sua risposta è ironica: ma niente, noi siamo puliti, profumati e non serviamo mica pranzi di lavoro a 7 euro, sintomo di qualità indecente e di scadenze allungate.

Provando però a citare un dato reale, il foodblogger ricorda che nel 2014 hanno controllato anche i ristoranti italiani e la percentuale di irregolarità era sempre del 50%.

Rischio di intossicazione alimentare

Come dire, il problema non è l'etnia o la provenienza del cibo, ma la qualità e la correttezza dei ristoratori. Il rischio di intossicazione alimentare è comune a tutti, così come le regole da applicare. E quando il ministro della Salute denuncia che spesso manca la conoscenza del sistema delle norme, tra i più avanzati a livello mondiale, il riferimento va naturalmente a tutti i ristoranti, etnici e italiani.

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