Amazon e finanziamenti militari confermati da Bezos. Reazioni e polemiche

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Amazon e finanziamenti militari conferma

La decisione di Amazon ha scatenato le polemiche. Google all'attacco

Una posizione, quella di Bezos, che ha ricevuto molti attestati di stima, e ha dato luogo al botta e risposta con Google che ha provato a collocarsi come azienda su un piano più socialmente impegnato

Nessuna questione etica potrà fermare la possibilità per Amazon di prendere i soldi dai militari. Parola di Jeff Bezos, il fondatore e il massimo dirigente di Amazon, l’azienda leader mondiale per quel che riguarda l’e-commerce. La questione, sulla quale sono infuriate subito le polemiche da parte delle aziende, in primo luogo Google, che non accettano, appunto per motivi che attingono alla sfera dell’etica, riguarda la possibilità per Amazon di sottoscrivere un accordo contrattuale per la fornitura di alcuni sistemi militari che potenzialmente potrebbero essere anche molto pericolosi per l’incolumità degli essere umani. Magari per le azioni di un’intelligenza artificiale.

Amazon prende i soldi dai militari infuriano le polemiche

Bezos, il massimo dirigente del colosso dell’e-commerce mondiale ha avuto modo di spiegare, dal suo punto di vista, la scelta di Google che ha abbandonato la corsa alla fornitura dei servizi militari per motivi etici e la motivazione che sta alla base della scelta di Amazon di prendere i soldi dai militari senza alcun problemi. La versione ufficiale dell’azienda di Mountain View è basata sulla necessità di essere coerenti con posizioni etiche. Ed è per questo che sulla vicenda infuriano le polemiche.

Ed è proprio su questa posizione che su può valutare la differenza di approccio tra Amazon che ha adottato un atteggiamento che in apparenza ha escluso gli aspetti etici riguardo la possibilità che l’intelligenza artificiale possa avere ripercussioni negative sull’incolumità generale. E Bezos su questo argomento ha spiegato che le nuove tecnologie nascondono sempre rischi legati alla possibilità che qualcuno ne abusi. Quindi c’è bisogno di mettere la massima attenzione per usarle bene. Una posizione che ha ricevuto molti attestati di stima, e ha dato luogo al botta e risposta con Google che ha provato a collocarsi come azienda su un piano diverso, più socialmente impegnato.

Inoltre è stato chiarito che l'azienda sta provando ad allestire un nuovo motore di ricerca dedicato interamente al mercato cinese. Questo significa che il motore di ricerca dovrà soddisfare la legislazione governativa che prevede la censura e un controllo abbastanza schiacciante sulla Rete. Nel caso in cui diventerà un prodotto finito, ma anche in caso contrario, certo rappresenta una svolta notevole per l'azienda che una volta aveva come motto don't be evil. Un motto al quale qualcuno ha aggiunto la dicitura a meno che non ci sia profitto.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Seguici su Facebook, clicca su "Mi Piace":