Amazon e l'ecommerce: quello che ci dovrebbe essere nei programmi elettorali e non c'è

Il caso più emblematico è quello del Black Friday ovvero del cosiddetto venerdì nero di novembre, la giornata più conveniente per fare acquisti.

Amazon e l'ecommerce: quello che ci

Amazon e i programmi elettorali


Non si può che rimanere sorpresi perché se nel corso dell'appena appena trascorso (e anche in questo primo mese e mezzo) non si è fatto altro che parlare di Amazon, nei programmi elettorali non c'è una sola riga dedicata. E poco conta quale sia la forza politica così come poco cambia se dai programmi scritti si passa agli appelli verbali sugli organi di informazione. Eppure i motivi di cui discutere sono tanti: dalla recente polemica sul braccialetto elettronico per il personale ai licenziamenti e agli scioperi dei dipendenti fino ad arrivare alle super vendite del Black Friday che impatterebbero negativamente sugli affari dei negozi fisici. Anzi, proprio questo è il punto più delicato: le ripercussioni del successo del commercio elettronico, Amazon su tutti, sui negozi delle città. Quelli che fino a un decennio fa non immaginavano che Internet riuscisse a modificare le abitudini degli utenti fino al punto di invertire l'ordine di priorità.

Amazon e i programmi elettorali

Succede quindi che i vari partiti si affannano a illustrare i grandi progetti su Internet e la Rete, il digital divide e le infrastrutture. Tutto corretto, al di là della loro attendibilità, se non che la questione del momento è stata letteralmente trascurata. Nessuno ha deciso di calpestare questo delicato terreno ovvero nessuno che si è messo dalla parte dei negozianti delle piccole e grandi città italiane. Perché se per i consumatori può essere comodo e conveniente acquistare online, c'è anche un'altra faccia della medaglia. Quella del piccolo commercio - qualunque sia il comparto di riferimento - che è ora letteralmente schiacciata dai grandi player del web. Un governo, per quanto liberale possa essere, non può trascurarli e abbandonarli a una competizione che li sta vedendo soccombere. Ci sono infatti conseguenze sociali che non possono essere trascurate, da quelle occupazione fino al ruolo, al significato e alle prospettive delle città.

Italia caso anomalo

Il caso più emblematico è quello del Black Friday ovvero del cosiddetto venerdì nero di novembre, la giornata più conveniente per fare acquisti. Ebbene, nella scorsa edizione, la multinazionale di Jeff Bezos è stata in grado di incassare la cifra record di 100 miliardi. Ma se questo è il traguardo più evidente, poi sono le oltre 4 milioni di persone sottoscrizioni dell'abbonamento ad Amazon Prime. Insomma, numeri da capogiro che stridono con quelli più risicati della vendita dal dettaglio. Se da una parte c'è una crescita senza fine (il numero uno di Amazon ha superato Bill Gates per ricchezza), dall'altra c'è una lenta agonia. Fino a che punto la politica può disinteressarsi di questa situazione? Perché in vista delle elezioni nessuno ha voluto fare cenno a questa situazione? E le situazione sia di stretta attualità e l'Italia sia un caso anomalo è dimostrato da quanto accade altrove.

In Cina, per esempio, il governo ha ricordato ad Alibaba (l'Amazon cinese) che la libertà d'azione finisce nel momento in cui si mette in crisi l'ordine della società (cinese). E perfino negli Stati Uniti, Donald Trump ha proposto di elevare le tasse di spedizione a carico Amazon.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il