Amazon Italia costi diminuiti per invii prodotto

Amazon Italia taglia le tariffe per le spedizioni veloci, in attesa di ulteriori servizi che potrebbero arrivare sempre nel nostro Paese

Amazon Italia costi diminuiti per invii

Amazon Italia taglia le tariffe delle spedizioni veloci


Amazon Italia riduce le tariffe per alcune spedizioni e potrebbero essere introdotti nuovi elementi. Nel frattempo tre storie assultamente strane e curiose da leggere sulle spedizioni.
 

Una riduzione interessante da Amazon Italia per quanto riguarda le spedizioni veloci, attendo ulteriori servizi che dovrebbero arrivare anche in Italia. E poi alcune storie che hanno davvero dell'incredibile in riferimento alle consegne Amazon e non solo

Taglio tariffe spedizioni veloci

E' stato deciso il taglio dei costi delle consegne veloci da Amazon Italia ed è diventato operativo e ufficiale dalla scorsa notte. Non, però, per gli abbonati Prime.

Si è scesi a 5,99 euro dagli 8 euro precedenti per la consegna in un giorno lavorativo, mentre per Milano per la consegna serale è diventata 8,99 invede di 10 euro+ 4 euro epr ciascun prodotto ordinato. Questo chiaramente è un vantaggio per gli ordini con più prodotti e presto dovrebb passare anche ad altre città principali come è successo per altri servizi.

Amazon Go atteso in Italia, ma ha qualche problema

Se ha deciso di farsi riprendere mentre ruba ovvero si macchia di un reato è per un motivo nobile. Proprio così: il blogger Linus Sebastian ha voluto dimostrare come la tecnologia non è sempre più efficiente dell'uomo. Anche se di mezzo c'è Amazon ovvero quella società che fa dell'innovazione e dello sviluppo la sua ragion d'essere. Di mezzo c'è proprio Amazon Go, esattamente quello di Seattle grande 167 metri quadrati e aperto dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 19, ovvero il primo supermercato senza cassieri. E per dimostrare come si tratti di un gioco ovvero di un esperimento e non della necessità di sottrarre merce indebitamente, oggetto del reato sono degli assorbenti, da lui inutilizzabili. Ripetiamo: lo scopo non è stato quello di prendere in castagna Amazon, ma di dimostrare come ci sia sempre bisogno di personale umano ovvero di come la tecnologia, per quanto raffinata ed evoluta, non può in alcun caso sostituire gli uomini in maniera integrale.

Tutti i passaggi del furto al supermercato Amazon Go sono stati filmati e sono finiti sulla piattaforma di condivisione YouTube, dove stanno ottenendo migliaia di visualizzazioni e, soprattutto, scatenato discussioni un po' ovunque. Ebbene, a Linus Sebastian è stato sufficiente stornare la confezione di assorbenti dall'app per la semplice ragione che non c'è modo per restituire il prodotto acquistato, anche se il rimborso della spesa effettuata è già avvenuto. Tutto qua.

Nei supermercati Amazon Go senza cassieri (in realtà si tratta di mini market) la spesa si paga infatti a con un'app da installare sullo smartphone. Il cliente usa il suo device quando entra per identificarsi, con la scansione di un codice e l'app dedicata. Poi può rimettere il cellulare in tasca, fare la sua spesa e uscire in maniera estremamente rapida e senza particolari controindicazioni. La merce acquistata di mette direttamente in borsa, anche perché non ci sono carrelli o cestini.

Come fa notare il blogger nel filmato, negli Stati Uniti ci sono 3,5 milioni di cassieri e, nonostante Amazon dichiari che avrà sempre bisogno di personale umano per il rifornimento e l'assistenza alla clientela, non c'è motivo di pensare che non si possano in un futuro sostituire anche loro. La novità di Amazon Go fa già discutere per la potenziale perdita di posti di lavoro e anche per l'invasivo sistema di videocamere.

Strana vicenda quella successa ad un cittadino inglese, che ha sollevato non pochi dubbi sulle procedure di privacy del colosso americano Amazon, che si è prontamente scusato.

Una prima storia "strana" su un ordine

Si è conclusa la vicenda in cui è rimasto coinvolto Michael Jacobson, ex agente speciale della corona inglese, che dopo aver contattato il call center di Amazon per un pacco in ritardo, si è visto minacciare in modo poco consono da un dipendente del colosso americano.

Michael ha inizialmente contatto Amazon per un pacco ordinato ad Ottobre che non è mai arrivato. Ha risposto il call center in India e dopo qualche ora si è visto recapitare cinque email con dei suggerimenti di prodotti venduti dal colosso.

Nei prodotti suggeriti libri come "Death 2" e "Suicide's an option", suggerimenti poco credibili, soprattutto perchè non compatibili con il profilo di interessi di Jacobson. L'utente si è quindi ben presto accorto che i suggerimenti non venivano realizzati da un algoritmo ma inviati manualmente da un dipendente Amazon. 

Il che ha reso Micheal inizialmente divertito ma poco dopo si è reso conto che si trattava di minaccie di morte velate effettuate dal dipendente di Amazon.

Pronte le scuese del colosso, che ha contattato l'utente offrendogli un buono di 50 sterline.

E una seconda vicenda....ancora più strana

A questa strana vicenda, si aggiunge quella di qualche tempo fa in cui un cliente ha ricevuto 40 kg di marijuana ordinando delle scatole vuote. La coppia si è resa conto come qualcosa non andava per il verso giusto sin dal momento della consegna del pacco da parte del corriere. Quello che doveva essere un pacco leggerissimo si è infatti rivelato qualcosa di eccessivamente pesante. Perché? Pochi secondi dopo è arrivata la risposta. All'interno dei contenitori di plastica erano presenti due ulteriori pacchi ben avvolti con carta verde, del peso complessivo di circa 40 chili, contenenti marijuana.

La reazione è stata tra la sorpresa e il sorriso, ma immediatamente è scattata la telefonata alle forze dell'ordine. E il bello è che neanche gli agenti credevano ai loro occhi. Siamo pronti a scommettere che per qualche minuto abbiano anche avuto qualche dubbio sulla veridicità della versione dei fatti raccontata dalla coppia. Non conosciamo l'identità dei due e né l'età. Sappiamo solo che sono fidanzati e che, in seguito alla denuncia, sono scattate le indagini per individuare il responsabile ovvero in che modo quel carico è finito nella spedizione, evidentemente per errore. I due non hanno nascosto il timore di essere entrati involontariamente in un giro pericoloso, e per qualche ora se la sono vista veramente brutta.

Amazon da sempre molto attenta a tutto ciò che accade in Rete, ci ha scritto spiegandoci cosa ha fatto dopo l'accaduto affermando "Il nostro customer service ha collaborato direttamente con il cliente per rispondere alle sue preoccupazioni e collaborerà con le forze dell'ordine per indagare il caso, se necessario.”