Contratto di governo, ambiente: rifiuti, acqua pubblica, green economy. Cosa cambia

C'è soprattutto una questione che è oggetto di attenzione ed è il promesso taglio delle accise sulla benzina perché gli effetti vanno considerato nel lungo periodo.

Contratto di governo, ambiente: rifiuti,

Contratto di governo, l’ambiente: acqua pubblica, green economy e rifiuti. Rischio boomerang con le accise sulla benzina


I giochi sono praticamente fatti perché manca solo l'ufficializzazione della squadra di governo. A quel punto, contratto in mano, sarà possibile capire quanta corrispondenza ci sia tra quanto promesso in sede di campagna elettorale e quanto effettivamente perseguito una volta saliti nelle posizioni che contano. Con una premessa: qualunque siano le questioni al centro dell'attenzione tra acqua pubblica, green economy, rifiuti e accise sulla benzina, occorre far presente come l'esecutivo che si insedierà a Palazzo Chigi sarà frutto del compromesso tra Movimento 5 Stelle e Lega. Nessuna delle due forze politiche ha infatti una sufficiente forza parlamentare (per via della legge elettorale, ma questa è un'altra storia) per governare in solitaria.

Contratto di governo: cosa c'è di interessante

Dalla lettura del documento elaborato da Movimento 5 Stelle e Lega emerge allora con chiarezza come ci sia ampio spazio per la questione ambientale. Ma anche alcune assenze ovvero alcuni di quei punti che abbiamo sentito ripetere con molta frequenza. Dentro lo stop allo spreco di suolo ma fuori la fiscalità ambientale, dentro la lotta al dissesto idrogeologico ma fuori la cancellazione dei sussidi dannosi dal punto di vista ambientale, dentro la velocizzazione delle procedure di bonifica e soprattutto la progressiva sostituzione dei veicoli alimentati con i tradizionali motori a diesel e benzina con le auto elettriche o ibride ovvero quelle meno inquinanti. E lo strumento individuato per il cambio di passo è quello degli incentivi.

Ma c'è soprattutto una questione che è oggetto di attenzione ed è il promesso taglio delle accise sulla benzina perché gli effetti vanno considerato nel lungo periodo. La ragione è semplice: se le associazioni ambientalisti aveva proposto l'idea di calibrare l'imposta sui carburanti in modo proporzionale al contenuto di anidride carbonica emessa ovvero sulla base delle emissioni, Movimento 5 Stelle e Lega puntano decisi sull'abolizione, facendo così cadere il principio del chi inquina paga. Che tra l'altro è presente in altre forme nello stesso contratto di governo.

M5S e Lega: i punti del contratto

Il contratto consta di un documento di oltre 40 pagine che contiene i temi più cari ai due schieramenti, dalla totale revisione dell’attuale riforme delle pensioni, all’istituzione del reddito di cittadinanza, alla legittima difesa alle pensioni d'oro. Nessun accenno, però, alla questione relativa all'uscita dell'euro, per cui sembrerebbe che entrambe abbiano fatto un passo indietro sull’argomento. Come ben noto, infatti, sia Lega che M5S hanno sempre puntato sulla necessità di uscita dall’euro per poter riuscire a garantire una concreta e reale ripresa al Paese, cosa che in questi anni, come confermano le ultime notizie, non è stato possibile, raggiungere nonostante si parli di un lieve miglioramento.

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Ma quali sono i punti previsti dal contratti di governo M5S- Lega? Sarebbero, in particolare, 13 i punti principali previsti dall’accordo tra pentastellati e Lega che riguarderebbero:

  1. novità per le pensioni con la totale revisione della riforma delle pensioni Fornero, con le pensioni minime a 780 per tutti e taglio delle pensioni d'oro di importi superiori ai cinquemila euro mensili non giustificate dai contributi versati;
  2. istituzione del reddito di cittadinanza del valore di 780 euro mensili, strettamente legato, però, all’impego da parte del beneficiario nella ricerca di una occupazione, con la condizione che non potrà rifiutare più di tre offerte di lavoro in due anni;
  3. istituzione di una flat tax con la previsione di due scaglioni con aliquote del 15% e del 20% in base ai redditi percepiti entro e oltre gli 80mila euro;
  4. novità per quanto riguarda l’occupazione, con l’introduzione di un salario minimo orario;
  5. novità per quanto riguarda la politica monetaria unica e l’esclusione dal calcolo del rapporto debito/pil dei titoli acquistati dalla Bce;
  6. blocco ai lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione;
  7. rilancio della compagnia Alitalia come vettore nazionale aereo;
  8. novità per quanto riguarda i rapporti internazionali, tra nuovi accordi con gli Usa e cancellazione delle sanzioni alla Russia e riconsiderazione della presenza dei contingenti italiani nelle missioni internazionali;
  9. nuove misure relative ai migranti, con centri di permanenza temporanei dei migranti da rimpatriare in ogni regione, chiusura delle moschee irregolari e rimpatrio degli occupanti abusivi di immobili se stranieri irregolari;
  10. chiusura dei campi nomadi irregolari;
  11. tutela dei bambini a rischio di esclusione sociale per le nuove regole sull’obbligatorietà sui vaccini;
  12. più trasparenza per la Rai;
  13. norme per la massoneria, per cui chi appartiene alla massoneria non può far parte del governo.
  14. Insieme a questi punti principali, stando a quanto riportano le ultime notizie, si parla anche della necessità di rivedere i trattati con l’Ue.

E c'è chi pensa...

Di segreto non c'è più nulla ed è bastato poco per far saltare fuori il contratto di governo su cui Movimento 5 Stelle e Lega stanno lavorando. A pubblicare prima degli altri ci ha pensato l'Huffington Post. E c'è soprattutto un punto che fa saltare sulla sedia, nel bene e nel male: la richiesta di cancellazione di 250 miliardi di titoli di Stato da formulare alla Banca centrale europea.

Dal punto di vista economico si tratterebbe di una passaggio quasi epocale, tenendo conto che, secondo le stime fornite alle due forze politiche, sarebbero in ballo circa 10 punti percentuali. Inevitabile che l'Europa e l'establishment comunitario si siano spaventati, anche perché l'accumulo di titoli di Stato da parte della Bce non è altro che il risultato del quantitative easing con cui cui ha inondato il Paese di liquidità in cambio appunto dell'acquisto di titoli di Stato.

Non stupiscono allora i titoli giornalistici a effetto dei grandi media, come quello del quotidiano britannico Financial Times, secondo cui "Roma apre le porte ai barbari". L'Italia - argomenta - è sul punto di varare il più inesperto governo alla guida di una democrazia europea. I barbari insomma - sintetizza - stanno entrando dentro le mura romane.

Ma non è solo la cancellazione di 250 miliardi di titoli di Stato da formulare alla Banca centrale europea a tenere sulla corda i grandi investitori e le istituzioni del vecchio continente. Perché nella pagine del programma di governo, di cui si attende appunto l'eventuale varo della versione finale, si ipotizza anche la vendita del patrimonio immobiliare pubblico alle famiglie italiane e in seconda battuta agli investitori. Verrebbero insomma scardinate alcune certezze che, fanno notare gli esperti, potrebbero rappresentare il primo passo verso l'uscita dall'euro.

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