Economia in Italia frena e non cresce abbastanza. Ecco il reale cancro di cui quasi non si parla

La peggiore crisi del Paese anche del dopoguerra e motivi per i quali non si riesce ad uscire: la grande crisi economica ancora attanaglia l’Italia

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Una crisi peggiore di quella del dopoguerra da cui il nostro Paese fa grande fatica ad uscire e mentre gli altri Paesi europei crescono, anche quelli che hanno attraversato il periodo della crisi economica, come la Spagna, l'Italia frena. La disoccupazione giovanile, tra l’altro, stando a quanto confermano le ultime notizie, sarebbe tornata a cresce così come la precarietà, la grande piaga italiana degli ultimi anni, che il precedente governo ha cercato di risolvere con il Jobs act ma che, evidentemente, a poco è servito. Ma come mai non riesce a rimettersi in riga nonostante i grandi impegni e i grandi sforzi e sacrifici richiesti agli stessi cittadini?

Economia in Italia: non cresce abbastanza

Stando a quanto riportano le ultime notizie, l'Italia sarebbe ancora 5 punti percentuali sotto i livelli pre crisi. L'Ista ha chiaramente confermato come nel secondo trimestre del 2018 il Pil italiano sia salito dello 0,2% sul trimestre precedente e dell'1,1% su base annua, precisando che l’andamento dell’economia italiana sarebbe in rallentamento perché nel primo trimestre la crescita congiunturale era stata pari allo 0,3% in termini congiunturali e all'1,4% su base annua. Quello del secondo trimestre è, dunque, il rialzo più basso registrato dal terzo trimestre del 2016.

Economia in Italia frena: il reale cancro di cui quasi non si parla

Ciò che ci si chiede, però, è perché l’economia italiana sia ancora in questa situazione e non si riesca ad uscire da una crisi che sembra ancora tanto profonda? Secondo alcuni esperti, il motivo per cui l’Italia non cresce abbastanza è principalmente l’incertezza e l’analisi del giornalista Federico Fubini in merito sembra decisamente molto chiara. L'instabilità politica e la conseguente incertezza di come si potrebbe sviluppare ogni cosa, investimenti, fondi per fare qualche esempio, rappresentano un forte freno, cui si aggiungono ulteriori elementi che nel nostro Paese certo non brillano, come burocrazia, sempre e ancora lenta, e giustizia, sempre e ancora lentissima.

L’instabilità politica cui si fa riferimento è quella che ancora regna nonostante, finalmente dopo anni e anni di governo senza elezioni, e mesi, effettivamente, dal risultato delle ultime tenutesi lo scorso marzo. Troppe vicende, troppe ambiguità e troppi dubbi che hanno tenuto con il fiato sospeso milioni di italiani non sono certo stati fugati con la costituzione dell’attuale governo che non sembra esser poi così certo e stabile. Per molti, decisamente poco in grado di portare avanti il Paese.

Fubini ha spiegato come un imprenditore italiano non se la senta, per esempio, di investire in questo stato di incertezza perché, per esempio, non sa se gli incentivi Industria 4.0 saranno rinnovati nel 2019, non sa i termini entro i quali potrà assumere dipendenti a tempo o meno, non sa cosa e come potrebbero cambiare i costi, non sa su quali infrastrutture potrà contare, o se il costo dell’energia resterà più alto che in quasi tutta l’Europa. In questo grande marasma di incertezza, la certezza che lo stesso imprenditore ha è che tutti i problemi in sospeso ma fondamentali da risolvere per il nostro Paese non sono in discussione al governo. Non si parla di rendere l’amministrazione più efficiente, ha spiegato Fubini, né tanto meno di rendere migliore i procedimenti della giustizia civile.

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di Marianna Quatraro pubblicato il