Elsa Fornero presenta dura e drastica proposta economica per rilanciare Italia

Una nuova patrimoniale per colpire la ricchezza degli italiani e azzerare le diseguaglianze sociali: la recente proposta dell’ex ministro Fornero

Elsa Fornero presenta dura e drastica pr

elsa fornero rilancia patrimoniale dopo riforma pensioni

Dopo la tanto discussa riforma delle pensioni, 'lacrime e sangue', che ha innalzato l'età pensionabile per tutti, uomini e donne, non considerando alcuna specificità lavorativa come quella della scuola, e ha esteso il calcolo contributivo della pensione finale per tutti, l'ex ministro Elsa Fornero torna ad avanzare proposte di nuove misure. Questa volta si tratta di una nuova patrimoniale. Vediamo cosa prevederebbe l'ipotesi della della nuova patrimoniale lanciata dall'ex ministro Fornero.

Elsa Fornero e l'ipotesi di una nuova patrimoniale

Le ultime notizie confermano che l'ex ministro del Lavoro del governo Monti, nel corso di una intervista televisiva a Stasera Italia, ha rilanciato l'idea di una patrimoniale da fare 'con saggezza', partendo dal tassare le case dei più ricchi. Del resto, come ben sappiamo tutti, le patrimoniali dovrebbero colpire i ceti più ricchi per recuperare risorse economiche per una redistribuzione equa. Ma il rischio che si corre è sempre quello di colpire chi, in realtà, beni non ne ha poi così eccessivamente e in questi casi a pagare sarebbero sempre e comunque i comuni cittadini.

Tuttavia, nel corso dell’intervista, l’ex ministro Fornero ha chiaramente parlato di ricchezza, sottolineando che nel nostro Paese esistono grandi e consistenti patrimoni che si possono tassare senza alcun problema, considerando che si tratterebbe non solo di un modo per recuperare soldi ma anche per appiattire le diseguaglianze sociali sempre più amplificate in questi ultimi anni.

Immediata la reazione alla proposta Fornero di una patrimoniale per tassare la ricchezza delle famiglie da parte di Daniele Capezzone, ex parlamentare di Forza Italia e giornalista, che ha detto come la Fornero con questa novità ancora una volta provocherebbe sofferenza negli italiani.

In realtà, stando a quanto spiegato, non sarebbe necessaria l’introduzione di una patrimoniale in Italia e la proposta della Fornero, seppur condivisibile nel voler azzerare le diseguaglianze sociali del nostro Paese, rappresenta comunque una privazione, come quella che del 1992 con l’introduzione retroattiva di un prelievo forzoso dello 0,6%. La patrimoniale rappresenta una proposta economica che, a conti datti, in termini di risultati è incerta e non sia sa quanto possa poi essere fruttuosa.

E poi, stando alle ultime notizie rese note dall’Osservatorio Cottarelli, perché effettivamente funzioni, la patrimoniale di cui si parla dovrebbe avere una mega-aliquota del 10% sui patrimoni da colpire (decisamente improbabile) perché il 60% della ricchezza degli italiani è rappresentata da immobili o terreni, sui cui risulta decisamente difficile prelevare denaro e nel caso di introduzione di un’elevata patrimoniale sui grandi patrimoni finanziari, i risparmiatori dovrebbero disinvestire almeno parte del loro denaro per avere la liquidità necessaria per pagare l'eventuale tassazione ma anche da tale sistema sicuramente si troverebbe un'uscita non redditizia per il fisco.

Nuova proposta Fornero ed evasione fiscale

E insieme alla patrimoniale, che però a parte spiegare che dovrebbe colpire i grandi patrimoni non è stata poi ben delineate e definita, la Fornero ha parlato di continua necessità di combattere l'evasione fiscale che oggi continua a rappresentare una delle grandi piaghe del nostro Paese. I controlli, nonostante le ultime novità messe in campo, dovrebbero essere sempre molto più profondi e capillari e bisognerebbe evitare incentivi a evadere le tasse.

In tal senso, la Fornero ha spiegato i condoni fiscali, compresi i più recenti, non sono, in realtà, misure che consentono allo Stato di recuperare quanto non versato ma rappresenterebbero più un incentivo a non pagare le tasse, perché, in molti pensano, prima o poi arriverà un condono, per cui non pago e non pagherò.

Secondo quanto spiegato dall’ex ministro, nessun governo italiano è stato mai davvero in grado di mettere a punto misure di contrasto all’evasione fiscale e quando il governo Monti, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2013, ha cercato realmente di farlo è stato accusato di essere un ‘aguzzino fiscale’.

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di Marianna Quatraro pubblicato il