Manovra, addio contanti per stipendi e sgravi più alti nel rush finale

Manovra al rush finale con buste paghe e stipendi che dicono addio ai contanti e una serie di decisioni per tutti i cittadini e le imprese.

Manovra, addio contanti per stipendi e s

Manovra: buste paga in contanti addio


Manovra che arriva finalmente alla fine o quasi e che nel suo rush finale conferma tra l'altro l'addio ai contanti e più sgravi in diversi ambiti. Anche se non mancano elementi nengativi

Occorre fare in fretta con la proposizione di emendamenti alla manovra perché il tempo stringe e già domani è attesa la discussione generale alla Camera dei deputati. Ed è proprio in questo momento che tutto può accadere. Da una parte vengono infatti proposti cambiamenti cruciali, ma dall'altra finiscono per trovare spazio provvedimenti discutibile approfittando dei ritmi serrati. A ogni modo, tra le novità dell'ultimo minuto da segnalare c'è il divieto di pagare gli stipendi in contanti. L'obiettivo dei proponenti è chiaro ed è quello di rendere la procedura più trasparente ovvero tracciare gli spostamenti di denaro ed evitare possibili abusi. L'emendamento ha ottenuto il via libera della commissione Bilancio della Camera dei deputati e per l'approvazione finale occorre attendere solo il voto dell'Aula.

Sgravi per assunzione di rifugiati e concorsi alle agenzie fiscali

Nella manovra finiscono anche le coop sociali. Più esattamente è stato introdotto (sempre sotto forma di emendamento e dunque da approvare con la votazione finale) un contributo per la riduzione degli sgravi dei contributi previdenziali e assistenziali per quelle che assumono il prossimo a tempo indeterminato lavoratori rifugiati a cui è stata riconosciuta protezione internazionale a partire dal primo gennaio 2016. Le caratteristiche della proposta che ha ottenuto il via libera preliminare sono presto dette: il limite di spesa è di 500.000 euro annui, fino a tre anni, a riduzione dello sgravio delle aliquote per l'assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale.

Si sbloccano poi i concorsi alle agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per l'assunzione di personale. Non per tutti i livelli, ma solo per dirigenti e posizioni organizzative intermedie per lo svolgimento di incarichi di elevata responsabilità, alta professionalità o particolare specializzazione. E siccome le elezioni sono ormai alle porte e questa legislatura sta lentamente volgendo al termine, un emendamento approvato nel cuore della notte e a firma Partito democratico prevede l'ammissione della presenza di osservatori internazionali dell'Osce presso gli uffici elettorali di sezione in occasione di consultazioni elettorali o referendarie. Se dovesse essere approvato, il primo campo di applicazione sarà proprio quello delle prossime elezioni politiche di cui non c'è ancora una data.

La norma salva ambulanti

Ma non c'è dubbio che se c'è un emendamento che sta facendo discutere è quello del cosiddetto salva ambulanti con il rinvio della direttiva comunitaria Bolkestein al 2020. Stando a quanto messo nero su bianco nel testo approvato, al fine di garantire che le procedure per l'assegnazione delle concessioni del commercio su aree pubbliche siano realizzate in un contesto temporale e regolatorio omogeneo, il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della disposizione e con scadenza anteriore al 31 dicembre è prorogato fino a tale data. Infine, si segnala il raddoppio del fondo vittime danni banche.

Agevolazioni fiscali e bonus per i figli: quali sono

Tra le misure di sostegno per chi ha figli già in vigore e prorogate anche per il prossimo anno spiccano soprattutto:

  1. bonus bebè;
  2. bonus asilo nido;
  3. bonus famiglie numerose;
  4. assegni familiari;
  5. voucher baby sitter.

Non si sa ancora se anche per il prossimo anno sarà prorogato il bonus mamma domani, che consiste nell’erogazione di 800 euro in un’unica soluzione e destinata a tutte le mamme, lavoratrici dipendenti statali e autonome e private, indipendentemente da reddito e Isee. Via libera anche alle misure relative al sostegno per asili o assistenza familiare. Secondo le ultime notizie, l’Inps avrebbe, infatti, avviato l’erogazione di un sostegno di circa mille euro da spendere per pagare l’asilo nido o per l'assistenza domiciliare. Le domande per ottenere questo sostegno possono essere presentate ancora fino al prossimo 31 dicembre.

Figli a carico: sale a 4000 euro al mese il limite di reddito nel 2018

Cambia dal prossimo anno la soglia di reddito per poter avere accesso alle detrazioni fiscali per figlia a carico: stando a quanto confermano le ultime notizie, la soglia sarebbe stata portata a 4000 euro al mese da 2.840,51 euro. La misura rientra nel pacchetto bonus famiglia della nuova Legge di Stabilità 2018 attualmente all’esame del Parlamento. Questo vale per i figli a carico entro i 24 anni. sopra i 24 nni varrà lo stessa detrazione attuale. L’emendamento in discussione dell' Ap-Pd considera a carico del genitore il figlio che guadagna fino a 3500 euro all’anno, vale a dire circa 300 euro al mese. Chi ha figli fiscalmente a carico con uno stipendio mensile inferiore o pari ai 4000 euro mese potrà godere di una detrazione sulle tasse pari a 950 euro. I figli a carico danno diritto a detrazioni per abbassare la pressione fiscale e l’importo della detrazione per figli a carico varia in base a diversi parametri che sono:

  1. reddito complessivo del nucleo familiare;
  2. età del figlio a carico;
  3. numero di figli totali e nel caso si abbiano più di 4 figli è previsto il bonus famiglie numerose che riconosce 1200 euro di detrazione indipendentemente dal reddito e a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico e se, per esempio, in una famiglia nasce il quarto figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose deve comunque essere riconosciuto complessivamente;
  4. presenza di handicap nel soggetto a carico.

La detrazione per figli a carico è di solito divisa al 50% tra padre e madre e al 100% può spettare ad un solo genitore nei seguenti casi:

  1. su accordo, se uno ha il reddito più alto;
  2. se ha l’altro genitore a carico;
  3. se risulta affidatario esclusivo, e in questo caso i genitori possono accordarsi per la detrazione al 50%.

La detrazione è unica, cioè della stessa percentuale, per tutti i figli. Possono beneficiare delle detrazioni fiscali per figli a carico tutti i nuclei familiari con figli che abbiano un redito mensile fino a 4000 euro a prescindere da età, residenza o stato di convivenza con la famiglia.  Da sottolineare che oltre ai figli, la detrazione vale anche per gli altri familiari a carico come le mogli o i propri genitori.
Attualmente la soglia è di 2840 euro

Figli a carico: valore delle detrazioni fiscali previste e calcolo

Per calcolare la detrazione fiscale di cui si può beneficiare nei casi di figli a carico sono diverse le variabili da considerare, come:

  1. reddito annuo dichiarato dal nucleo familiare;
  2. numero di figli a carico;
  3. età del figlio fiscalmente a carico;
  4. situazione soggettiva del nucleo familiare.

L’importo della detrazione per i figli a carico è di:

  1. 1.220 euro per figli di età inferiore ai 3 anni;
  2. 950 euro per figli con più di 3 anni.

A questi importi base bisogna aggiungere ulteriori 200 euro per ogni figlio dopo il secondo, cioè nel caso in cui tra i familiari a carico ci siano almeno 4 figli e di 400 euro in presenza di uno o più figli disabili.

Abbonamenti treni, bus e mezzi pubblici

Si tratta di una misura che viene vista con favore dai pendolari o comunque da tutti coloro che, per ragioni di lavoro o personali, si spostano di frequente con i mezzi pubblici. Nel testo della manovra è infatti presente una disposizione secondo cui i nuovi abbonamenti per treni e bus saranno convenienti ovvero proposti con sconti rispetto alla tariffa piena. I tecnici dell'esecutivo sono in questo momento impegnati nel definire i contorni del provvedimento su cui accendere il semaforo verde entro la fine dell'anno. In questo modo, i nuovi abbonamenti diventeranno più convenienti già nel 2018. Naturalmente non tutti i tipi di abbonamento potranno usufruire di questa agevolazione, ma occorre rispettare criteri ben precisi. I dettagli definitivi saranno resi noti a breve, ma le linee guida sono chiare. Per quanto riguarda le tempistiche, il testo definitivo era atteso in parlamento già da alcuni giorni ma per via della sovrapposizione con altre leggi in discussione, le scadenze sono slittate.

Non si tratta di una novità assoluta poiché già da tempo si discute di questa opportunità. Di proposte simile per facilitare i pendolari ne sono state presentate diverse nel corso degli anni, ma solo adesso si sta arrivando a concretizzazione. Le caratteristiche del provvedimento sono presto dette: lo scontro assumerà la forma di una detrazione del 19 per cento sul costo dell'abbonamento dei trasporti pubblici, compresi i treni locali, regionali e interregionali. Il primo limite da rispettare è il tetto massimo di spesa detraibile che non può superare la cinquantina di euro (esattamente 48 euro se sarà confermata la quota del 19 per cento). Significa in buona sostanza che il bonus è esercitabile solo fino a 250 euro di spesa. Senza dubbio si aprirà la solita discussione se la somma sia alta o bassa ovvero se risponderà ai reali bisogni.

Ma non c'è dubbio che siamo davanti a un taglio di spesa che fa senz'altro comodo, soprattutto agli studenti. A dimostrazione di come resti ancora tanto da definire, c'è ancora un nodo di base da sciogliere: si tratterà di un beneficio individuale con cui alleggerire l'impegno di spesa di uno o più abbonamenti? Tutto dipenderà dalla quantità di risorse che l'esecutivo intende mettere sul piatto. Non sono infatti state comunicate le coperture economiche di questa misura. E poi, quali mezzi pubblici saranno coinvolti in questa maxi manovra? Probabilmente tutti ovvero non solo treni e bus, quelli più utilizzati per spostarsi da pendolari e studenti. Ma anche le metropolitane, molto utilizzate nelle grandi città da Milano e Roma da tante altre categorie. I numeri degli abbonamenti staccati tutti gli anni danno l'idea dello sfruttamento di questo mezzo di trasporto urbano da parte di tutta la cittadinanza.

Se questa è la strada più semplice e lineare per concedere sconti agli abbonamenti di bus e treni, nelle stanze dell'esecutivo sta in realtà circolando anche una seconda versione del provvedimento. Gli obiettivi sono gli stessi ma la strada per arrivarci sarebbe ben differente. In buona sostanza, lo Stato detasserebbe l'erogazione riconosciuta dal datore di lavoro per l'acquisto dell'abbonamento, nell'ambito di contratti o accordi aziendali attraverso le organizzazioni sindacali: l'esenzione dall'Irpef la renderebbe più conveniente rispetto a una equivalente quota di retribuzione aggiuntiva. Impossibile non notare come ci siano molti punti di contatto con la normativa che lega i buoni pasto.

Le detrazioni per la casa decise al momento

La nuova Legge di Stabilità 2018 conferma agevolazioni e detrazioni fiscali per coloro che hanno intenzione di ristrutturare casa o intervenire con misure volte al raggiungimento di una maggiore efficienza energetica. Sono diverse le agevolazioni e i bonus per la casa 2018. E stiamo parlando di:

  1. detrazioni per lavori di ristrutturazioni edilizie;
  2. bonus mobili;
  3. econobonus;
  4. sismabonus;
  5. bonus verde.

Detrazioni per lavori di ristrutturazione casa: cosa prevedono

La Legge di Stabilità 2018 prevede, tra le altre misure, la proroga del bonus per le ristrutturazioni edilizie, con detrazioni fiscali al 50% per chiunque decida di ristrutturare un immobile. Il bonus per le ristrutturazioni edilizie, anche per tutto il 2018, prevederà dunque detrazioni fiscali al 50% dall’Irpef sulle spese sostenute fio a 96mila euro, fruibile in 10 quote annuali dello stesso importo. Il bonus ristrutturazioni vale per lavori interni a edifici esistenti, in particolare per:

  1. lavori di manutenzione ordinaria relative a parti comuni dell’edificio;
  2. lavori manutenzione straordinaria;
  3. lavori di ristrutturazione edilizia;
  4. lavori di recupero e risanamento conservativo.

Bonus mobili 2018: cosa prevede

Prorogato per il prossimo anno anche il bonus mobili che continuerà ad essere valido solo per immobili oggetto di lavori di ristrutturazioni. Il bonus prevede ancora detrazioni fiscali del 50% della spesa complessiva da spalmare in dieci anni per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, di classe energetica A e superiore, da destinare ad immobili ristrutturati per un tetto massimo di spesa di 10.000 euro per ciascun appartamento. Chi decide di acquistare mobili nuovi nel 2018 potrà godere della detrazione solo nei casi di lavori iniziati dal primo gennaio 2017 o effettuati nel 2018.

Ecobonus 2018: cosa prevede


Per quanto riguarda l'ecobonus, la detrazione del 65% vale ancora fino al 31 dicembre 2017. Il prossimo anno, infatti, la detrazione scende al 50%, per cui chi ha intenzione di cambiare caldaie e infissi, o installare schermature solari per balconi e terrazzi, e vuole godere della maggiore agevolazione è bene che lo faccia in fretta perchè dal 2018 la detrazione prevista per l'ecobonus scenderà al 50%. Anche per l’ecobonus valgono le 10 quote annuali dello stresso importo fino a un limite massimo di spesa variabile che, in particolare, è di:

  1. 30mila euro per lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  2. 40mila euro per lavori di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti;
  3. 40mila euro per installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda;
  4. 100mila euro per lavori di riqualificazione energetica per un maggior risparmio energetico.

Sismabonus 2018: cosa prevede

Per quanto riguarda, invece, il sismabonus, le detrazioni fino all’85% delle spese sostenute per gli interventi antisismici e il miglioramento della sicurezza degli immobili già previste dalla precedente Legge di Stabilità sono state prorogate ed estese, con la nuova manovra, anche all’edilizia popolare e ai capannoni industriali. Il sismabonus 2018 per chi decide di acquistare un immobile che si trova nei Comuni in zone a rischio sismico 1 prevede, in particolare:

  1. detrazioni fiscali pari al 75% del prezzo di acquisto, se i lavori hanno ridotto di una classe il rischio sismico dell’edificio;
  2. detrazioni fiscali pari all’85%, se i lavori hanno ridotto di due classi il rischio sismico dell'edificio.

Sono, inoltre, previste, fino al 31 dicembre 2021, detrazioni per interventi di ristrutturazione di riduzione del rischio sismico, valide sia per i lavori eseguiti su edifici ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2 sia per i lavori eseguiti situati nella zona 3. In questo caso, in particolare, è prevista:
una detrazione del 70%, su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare, se i lavori portano a una classe di rischio sismico inferiore;
una detrazione dell’80%, se si passa a due classi di rischio in meno.

Bonus verde, giardini 2018: cosa prevede

Altra novità per la casa inserita nella nuova manovra finanziaria è il bonus verde che prevede detrazioni del 36% per la cura del verde privato, sconti destinati cioè a chiunque decida di avere terrazzi e giardini, anche condominiali. Il bonus verde per giardini e terrazzi prevede:

  1. detrazioni del 36% sulle spese per la sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere (terrazzi, giardini, anche condominiali) anche mediante impianti di irrigazione;
  2. detrazioni del 36% sulle spese per lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.

Per il bonus verde è previsto un limite di spesa di 5.000 euro e la detrazione può arrivare ad un massimo di 1.800 euro, da ripartire anche in questo caso in 10 rate annuali.

E più tasse

Stando a quanto riportano le ultime notizie del Centro studi di Unimpresa, derivanti dall’analisi della manovra 2018, sono nascosti in questa stessa notevoli aumenti relativi ad entrate relative a:

  1. fatturazione elettronica;
  2. stretta sulle frodi relative agli oli minerali;
  3. limiti alla compensazione automatica dei versamenti erariali;
  4. ridimensionamento del fondo volto alla riduzione del carico fiscale;
  5. slittamento dell’entrata in vigore della nuova Iri;
  6. imposta sostitutiva sui redditi derivante da partecipazione delle persone fisiche.

Complessivamente si parla di 29,6 miliardi di euro in più da versare nelle casse dello Stato così ripartiti: 11,7 miliardi nel 2017, 9,5 miliardi nel 2019 e 8,3 miliardi nel 2020.

Manovra: nuove trappole fiscali in arrivo

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la nuova manovra finanziaria celerebbe ben 27 nuove trappole fiscale e in particolare riferite a:

  1. nuovi limiti alla compensazione automatica dei versamenti fiscali, da cui dovrebbero essere recuperati 239 milioni l'anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni;
  2. aumenti dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni, che dovrebbero portare maggiori entrate pari a 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi;
  3. ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale, che dovrebbe portare ad entrate per lo Stato pari a 1,2 miliardi;
  4. nuova stretta sui giochi, che permetterà, secondo le ultime notizie, all'Agenzia delle Entrate di recuperare 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni).

Secondo l’analisi del Centro studi Unimpresa, la manovra contiene ben 27 voci, poco note, che portano le entrate statali ad aumentare per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. Nel dettaglio, il prossimo anno il gettito fiscale complessivo salirà di 11,7 miliardi, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi e nel 2020 salirà di 8,3 miliardi e:

  1. dalle misure sulla fatturazione elettronica deriveranno aumenti delle entrate per 202,2 milioni, 1,6 miliardi e 2,3 miliardi per un totale di 4,2 miliardi nel triennio;
  2. dalla stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali 272,3 milioni, 434,3 milioni e 387 milioni per complessivi 1,09 miliardi;
  3. dalla riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro ben 145 milioni, 175 milioni e 175 milioni per complessivi 495 milioni;
  4. dai nuovi limiti alle compensazione automatica dei versamenti fiscali 239 milioni l’anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni;
  5. dall’aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni deriveranno circa 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi;
  6. dal ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 377,9 milioni per il 2018, 377,9 milioni per il 2019 e 507,9 milioni per il 2020 per un totale di 1,2 miliardi;
  7. dalle novità relative giochi dovrebbero derivare complessivamente 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni);
  8. dalle detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica dovrebbe derivare un incremento di gettito, rispettivamente, per 145,3 milioni, 703,7 milioni e 4,3 milioni per un totale di 853,3 milioni;
  9. dalle nuove assunzioni, entrate per 1,02 miliardi, 1,08 miliardi e 1,1 miliardi per complessivi 3,2 miliardi;
  10. dall’entrate in vigore della nuova imposta sui redditi Iri deriveranno  5,3 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 23,2 miliardi nel 2020 per un totale di 6,8 miliardi in più di tasse;
  11. dall’imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche dovrebbero derivare altri 4,04 miliardi complessivi.
  12. E poi ci saranno altre 11 voci, relative a misure minori, che dovrebbero portare, secondo le stime, a circa 5,4 miliardi aggiuntivi di entrate nel prossimo triennio.

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