Previsioni voto oggi sul nuovo Governo M5S-Pd su Rousseau. Chi vince sì e no e aggiornamenti

di Marianna Quatraro pubblicato il

Dall'analisi dei messaggi sui social, Facebook su tutti, e dagli aggiornamenti in tempo reale sembra emergere la preferenza per l'accordo.

Previsioni voto oggi sul nuovo Governo M

Oggi , martedì 2 Settembre, l'ipotesi di formazione del nuovo governo tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico sarà messa ai voti sulla piattaforma Rousseau e solo gli aggiornamenti in tempo reale saranno in grado di determinare la direzione. Difficile dire chi vince o chi perde ovvero se a prevalere sarà il sì o il no perché non tutti i militanti sono favorevoli a rimanere a tutti i costi alla guida del Paese. In ogni caso, i risultati della votazione potrebbero comunque condizionare le trattative. Si tratta insomma di un passaggio fondamentale da seguire con attenzione sia per via dell'alto tasso di imprevedibilità e sia per le dirette ripercussioni che avrà.

Voto Rousseau su nuovo Governo M5S-Pd: vince il sì o il no?

Il punto di partenza è la domanda che i circa 100.000 iscritti si troveranno davanti: "Sei d'accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un governo, insieme al Partito democratico, presieduto da Giuseppe Conte?". Le previsioni su chi vince e chi perde, sul sì o sul no non sono univoche. Basta leggere i commenti, le opinioni e le intenzioni di voto sui social per farsi un'idea: la maggior parte sembra propensa a votare per il sì per non andare in contrasto con quella che sembra la linea prevalente nella classe dirigente e non vanificare gli sforzi e le trattative.

Proprio dall'analisi dei messaggi sui social, Facebook su tutti su cui i militanti sono particolarmente attivi, sembra emergere la preferenza per l'accordo perché si tratterebbe del solo modo per approvare quei punti programmatici condivisi da tutto il Movimento. Il M5S ha infatti indicato dieci punti che dovrebbero essere alla base dell'accordo con il Pd, tra cui il taglio dei parlamentari, la riforma della giustizia, il salario minimo e l'autonomia regionale, poi diventati venti con l'aggiunta della revisione del sistema degli affidi, della legge contro i maltrattamenti agli animali, dello stop alla vendita di armi ai Paesi belligeranti. Al contrario, il ritorno alle urne presenterebbe molto incertezze e troppi rischi.

Il sentiment della base e il quesito che fa discutere

Naturalmente non c'è nulla di scientifico ed è arduo fare previsioni sul risultato del voto sulla piattaforma Rousseau sulla base di chi esprime posizioni sui social. Da una prima lettura sembra tuttavia che il sentiment sia quello del sì. In fondo la possibilità di un nuovo asse di governo con il Partito democratico ha diviso anche in vertici del partito. C'è chi, come Beppe Grillo e la parte che fa riferimento a Roberto Fico, spinge per un accordo con il Pd ed è favorevole a voltare pagina.

Ma poi c'è chi, come l'ex parlamentare Alessandro Di Battista, ancora molto ascoltato, preme per il ritorno al voto per non tradire la posizione originaria del Movimento. E Luigi Di Maio? Rischia di essere ridimensionato nel nuovo esecutivo con lo scivolamento da vicepremier a ministro delle Difesa e la disposizione delle risposte nella domanda da sottoporre attraverso la piattaforma Rousseau sembra indicare un percorso. Il no è collocato prima del sì e si tratta di una novità sia pensando ai precedenti quesiti del Movimento 5 Stelle e sia ai referendum in generale. E poi, la presenza della parola Pd nel testo sembra pensata per provocare qualche mal di pancia nella base.

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